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19 May2013
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Cronaca

Notizie - Cronaca

Pista Mattei, da facebook una lezione ai politici lucani

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Pista Mattei, da facebook una lezione ai politici lucaniFacebook più rapido e convincente delle istituzioni locali. Mentre il social network ha messo insieme nel giro di poco più di una settimana un migliaio di adesioni a sostegno del progetto di ampliamento della Pista Mattei di Pisticci scalo e, quindi, di una rapida conclusione dell'inchiesta avviata dalla magistratura materana sulle eventuali irregolarità commesse nel corso dell'intervento, Regione Basilicata, Amministrazione provinciale di Matera, Comuni di Matera e di Pisticci continuano a mantenere sulla questione uno sconcertante silenzio. Evidentemente il governatore Vito De Filippo, il presidente Franco Stella, i sindaci Salvatore Adduce e Michele Leone hanno ben altre preoccupazioni che il completamento di quella pista, strumento indispensabile per consentire ad una vasta area della Basilicata di uscire dall'isolamento in cui si trova da decenni.

Il Consorzio per lo sviluppo industriale del Materano, che sta gestendo l'esecuzione dei lavori di Pista Mattei, conferma, intanto, che senza lo stop imposto dalla magistratura in conseguenza dell'indagine dei carabinieri del Noe su irregolarità di tipo ambientale ed amministrativo, a giugno l'infrastruttura sarebbe stata terminata ed avrebbe assicurato il pieno utilizzo per decolli ed atterraggi di velivoli di medie dimensioni. Il che avrebbe assicurato, soprattutto ai villaggi turistici della costa jonica lucana ricchi di 12 mila postio letto, l'apertura totale del mercato europeo delle vacanze, con vantaggi anche per il capoluogo di provincia.

Stona, quindi, il dato che il gran parlare che Regione, Provincia e Comune di Matera fanno del turismo non abbia provocato nelle stesse istituzioni una doverosa presa di posizione per sollecitare da parte della magistratura tempestive azioni in grado di chiarire in fretta la vicenda. Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi, se, invece, i lavori sono stati eseguiti nel rispetto delle regole non è corretto che il peso della mancata realizzazione di Pista Mattei si scarichi sull'economia del Materano che da tempo vive una crisi dalle connotazioni drammatiche.

Il Consorzio per lo sviluppo industriale del Materano, intanto, fa sapere che i sigilli all'aviosuperfice della valle del Basento sono stati apposti proprio nel giorno in cui si stava procedendo  alla realizzazione del manufatto in cemento che avrebbe dovuto sorreggere l'antenna a servizio della torre di controllo, primo passo per dare operatività al sistema destinato a gestire il traffico aereo nella zona. Lo stop ai lavori ovviamente ha fatto scattare da parte del Consorzio l'invito alla società incaricata di "riempire" delle necessarie strumentazioni la torre di controllo a rinviare la spedizione delle apparecchiature.  

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Aprile 2010 19:50 )

 
Notizie - Cronaca

Ambiente Italia: un viaggio nell'acqua

Ambiente Italia: un viaggio nell'acqua

Acqua pubblica o privata? Un serio interrogativo che si pone  nel momento in cui il tema della gestione dell'acqua supera i confini di un localismo spesso inutile, se non dannoso, per diventare questione di rilievo nazionale che interessa non solo le realtà urbane, quanto il mondo dell'agricoltura, quello dell'industria. Insomma la società che vive e produce. Fin qui nulla di nuovo, apparentemente. Il dato centrale non è solo dover scegliere tra pubblico e privato, quanto tra cattivi e buoni utilizzatori. Tra il rischio di uno sperpero dalle conseguenze imprevedibili e la capacità di governare il settore dell'acqua come il vero banco di prova nel campo della gestione delle risorse di cui il Paese dispone. Una questione squisitamente politica e non solo tecnica.

AMBIENTE ITALIA, la storica trasmissione di Rai Tre condotta da Beppe Rovera, ha dedicato sabato scorso una puntata a questo argomento.

Quasi un ritorno alle origini per il programma di Torino: non dimentichiamo che AMBIENTE ITALIA nacque misurandosi  con i grandi argomenti, a cominciare proprio dall'acqua, con una serie di viaggi non solo tra la grande sete, quanto tra le disponibilità ed i protagonisti, verificando i mille retroscena e le tante problematiche aperte in quello scontro inevitabile, ma rischioso, tra domanda e offerta. Tra capacità di gestire questa risorsa e difficoltà ad averne reale coscienza per poterla adeguatamente distribuire. Coscienza politica, appunto.

Gli scenari sono certo mutati, non vi è dubbio. Ma perchè non proporre una sorta di verifica delle condizioni in cui avviene oggi, per grandi linee è ovvio, l'uso dell'acqua in Italia?

Se i due momenti  sono la gestione pubblica e quella privata, sarebbe utile sottolineare  che paradossalmente la medaglia ha una terza faccia, vale a dire lo spreco legato in larga misura a reti fatiscenti che, per essere gestite, necessitano di enormi investimenti e di sperpero di denaro di tutti, ben oltre ogni ragionevole previsione. Con buona pace dei controllori dei bilanci e della spesa pubblica che spesso si sottraggono a questo compito, avvertendo l'enorme delicatezza e complessità della materia e preferendo talvolta baipassare il problema.

Un nuovo viaggio (eventuale) di AMBIENTE ITALIA nel mondo dell'acqua, proprio alla vigilia delle giornate della biodiversità, non potrà non tener conto di una “tragica” coincidenza tra la necessità di garantire acqua a chi non la possiede e la situazione dell'ambiente. Mi riferisco al precipitoso arretramento costiero, che assume da alcuni mesi il carattere di una vera emergenza, dovuto alla presenza di dighe in regioni strategiche, da questo punto di vista. I grandi  invasi, studiati per garantire disponibilità idrica per milioni di metri cubi di acqua, in realtà impediscono alle coste di disporre dei materiali necessari per la loro sopravvivenza e rivitalizzazione. Secondo studi delle università del Mezzogiorno l'arretramento delle spiagge, ad esempio lungo

l'arco jonico tra Puglia e Calabria, supera i due metri all'anno. Un ritmo impressionante che nel giro di poco tempo finirà per cancellare villaggi, insediamenti turistici e vari centri dalla geografia del Paese. E non è allarmismo, dicono esperti e studiosi del problema.

ROCCO DE ROSA

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Vandali in azione: devastata la Scuola Media di Marconia

Vandali in azione: devastata la Scuola Media di Marconia

Scenario raccapricciante quello presentatosi questa mattina alla riapertura della scuola media “Quinto Orazio Flacco” di via 4 Caselli a Marconia da parte del personale dipendente, alla ripresa delle attività scolastiche dopo la pausa domenicale.
Ignoti, probabilmente nelle ore notturne a cavallo fra sabato e domenica, hanno fatto irruzione nel plesso scolastico, accedendo presumibilmente dal primo piano, e con fare devastante e determinato hanno danneggiato la scuola causando danni sia alle attrezzature che alle strutture.

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BERLUSCONI – FINI: COSA ACCADRA' ?

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BERLUSCONI – FINI: COSA ACCADRA' ?

Un temporale primaverile, una burrasca in mare aperto, o piuttosto una turbolenza destinata ad avere enormi  ripercussioni?  Per ora è  difficile dirlo, anche se il contrasto plateale  tra Berlusconi e Fini non lascia intravvedere nulla di buono. Tutt'altro.

A preoccupare non solo il rischio di una frattura  quanto il pericolo del radicalizzarsi dello scontro in un momento in cui il Governo  ha davanti a sé  importanti e seri appuntamenti. Prima di tutto l'uscita definitiva dalla crisi con tutti gli aspetti legati allo sviluppo e all'occupazione, non di una sola parte del Paese, ma dell'intero territorio nazionale, Sud compreso.

Il contrasto, sebbene molto duro, se ridotto a una diatriba politica tra i due contendenti

finisce per perdere le sue “peculiarità” e forse il suo stesso significato. Alla radice vi è infatti il concetto che si ha (o non si ha?) del  peso determinante della Lega Nord. Dopo le ultime elezioni regionali essa ha assunto il carattere  di una forza nazionale e non di una semplice formazione locale. Ben oltre quindi un partito territoriale, con scarsi riferimenti alla gestione della vita pubblica.

La cosa sulla quale Gianfranco Fini tenta di ragionare è proprio la caratteristica della Lega e la sua assoluta capacità di soppiantare qualunque altro interlocutore e di diventare, in un brevissimo arco di tempo, forza determinante nel contesto nazionale, ben oltre il bipolarismo e qualunque  convenzione politica contingente. Fin qui non gli si può dare torto. Il Carroccio non è più legato all'immagine storica e romantica del Giuramento di Pontida. Non è più il partito che andava a prendere una brocca d'acqua alle sorgenti del Po. La Lega è oggi qualcosa di molto diverso, capace di orientare e determinare la vita di ciascuno di noi e di decidere del nostro futuro.

Capace di imporre, con logiche mai sperimentate, una filosofia politica che non necessita di essere propagandata, nè divulgata attraverso i media. Ma che è nei fatti, nei rapporti sociali, nella cultura di una società diversa da quella dei nostri sogni e del nostro immaginario.

Ecco la rivoluzione davanti alla quale improvvisamente ci siamo trovati tutti, nessuno escluso.

Che Fini cerchi di proporre una riflessione su questo enorme dato utilizzando la direzione del PDL ed il contrasto con Berlusconi può risultare una scelta utile, coraggiosa ma sinceramente irrisoria, rispetto alla gigantesca portata del fenomeno che, nel giro di breve tempo, promette novità imprevedibili e cambiamenti sorprendenti. Anche dolorosi.

Alla luce di tutto questo, cosa potrà essere del Sud e del suo sviluppo non è poi tanto difficile prevedere. La Lega distingue tra aree che producono e aree che non producono. Tra soggetti che guadagnano e soggetti improduttivi. Tra figli di famiglie che pagano le tasse e quelli appartenenti a famiglie non in grado di pagarle. Tutto qui. A questi ultimi va negato anche il piatto, come documentano le cronache dei giorni scorsi.

Non ci sono, insomma, lunghe e dotte discussioni di dottrina politica. C'è piuttosto uno scenario forte del consenso elettorale e  assolutamente capace di dettare leggi, a partire da una Italia federale che non è affatto uno scherzo.

E di fronte a una roba del genere anche la Basilicata ricca di acqua e di petrolio, di meravigliose risorse naturali rischia di soccombere, se soltanto non si allinea. Questo lo scenario, di fronte al quale un'intera classe politica non mostra di contrapporre  altre sfide. Altri progetti della stessa portata. Ma, al massimo,  sembra capace di chiudersi in difesa: operazione che non vale molto, soprattutto nel momento attuale.

ROCCO DE ROSA


foto tratta dal sito: http://falmax85.files.wordpress.com

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Aprile 2010 13:06 )

Notizie - Cronaca

Adduce a Bossi junior: "Matera ti aspetta"

Adduce a Bossi junior:

Due bandiere per Renzo Bossi se accetterà l'invito, rivoltogli dal sindaco Salvatore Adduce, a visitare Matera: quella con i colori della città - il bianco e l'azzurro - ed un tricolore "per sottolineare quanto noi materani ci sentiamo parte di questa nazione".

Adduce, all'indomani delle dichiarazioni di Bossi junior che tra l'altro ha confessato di non essere mai sceso al di sotto di Roma, invece che polemizzare ha preferito scegliere la strada del dialogo e del confronto.

"Mi piacerebbe mostrare in presa diretta al figlio di Umberto Bossi - ha detto Adduce - i segni della nostra storia e della nostra cultura con cui contribuiamo a far grande insieme ad altre realtà il nostro Paese. Al tempo stesso ci terrei a fargli rilevare quanto i meridionali hanno fatto per far crescere gran parte del Nord negli anni del massiccio movimento migratorio in direzione soprattutto di Piemonte e Lombardia".

Altro aspetto che Adduce intende sottolineare a Renzo Bossi è il tributo in termini economici che la Basilicata offre all'Italia. "Gli direi che quando si muove in auto sulle strade della sua regione, parte del carburante utilizzato arriva proprio dai nostri pozzi petroliferi, ma soprattutto gli raccomanderei di non vivere di pregiudizi".

Adduce, ovviamente, si è impegnato ad ospitare a sue spese il giovane consigliere regionale della Lombardia e a fargli da guida nelle chiese rupestri, nelle stradine e nei vicinati dei Sassi. "Se altri hanno espresso di fronte alle sue parole giudizi duri e severi - ha aggiunto il sindaco di Matera - io ho preferito imboccare un percorso diverso, quello del dialogo, del confronto, dell'amicizia per cercare di scardinare gli angusti confini ideologici e culturali in cui vivono molti giovani del Nord rispetto ai problemi non facili che affliggono il Mezzogiorno e soprattutto la Basilicata".    

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 22 Aprile 2010 18:57 )

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