Il 3 marzo 2010 è stato approvato in Senato il disegno di legge n.1167 B che di fatto demolisce i diritti e le tutele dei lavoratori, attraverso lo stravolgimento delle norme processuali in materia lavoristica.
Dopo le dure critiche della CGIL e di numerosi giuslavoristi, il Presidente della Repubblica non ha controfirmato il provvedimento, rinviandolo nuovamente alle Camere.
Il 28 aprile p.v. riprende l'iter parlamentare: in quella giornata la CGIL manifesterà con presidi davanti a Montecitorio, mentre il 26 aprile sarà davanti ai palazzi del Prefetto di tutte le città italiane, per esprimere il proprio dissenso nei confronti di questo disegno di legge che indebolisce ulteriormente la posizione dei lavoratori e delle lavoratrici.
Si tratta di un disegno di legge particolarmente complesso, nelle cui pieghe si possono ritrovare tanti aspetti che puntano quasi tutti a ridurre i diritti dei lavoratori, in un momento di crisi in cui quotidianamente i lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro o l'hanno già perso.
Particolarmente gravi per la CGIL sono le seguenti novità:
ARBITRATO
Il datore di lavoro potrà inserire nel contratto individuale di lavoro una clausola che esclude la possibilità, per il lavoratore, di percorrere la via giudiziale, devolvendo, l'eventuale controversia, esclusivamente ad un arbitro, che deciderà "secondo equità" e non secondo norme di legge e contrattuali.
È chiaro che il momento dell'assunzione è quello in cui il lavoratore è più debole, ed è altrettanto chiaro che una norma siffatta finisce per togliergli di fatto una libertà (art.24 e 25: diritto dei cittadini italiani di agire per la tutela dei propri diritti) che gli assicura la Costituzione.
REGIME DELLE DECADENZE
Viene introdotto uno scadenzario molto breve per l'impugnazione dei contratti a termine, interinali: entro 60 giorni il lavoratore dovrà esprimere a mezzo atto stragiudiziale la propria intenzione di impugnare il contratto e entro 180 giorni dovrà depositare il ricorso giudiziale (oggi il lavoratore ha 5 anni di tempo per decidere se procedere o meno con l'azione giudiziaria).
È evidente che nessun lavoratore, alla scadenza del contratto, proporrà ricorso, sperando in un rinnovo contrattuale. Nel frattempo i termini saranno scaduti.
La CGIL si impegna a svolgere, durante l'intero iter parlamentare, iniziative e mobilitazioni perché sia modificata una legge sbagliata ed in larga parte incostituzionale ed a garantire, in un momento di crisi, un lavoro stabile e dignitoso, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
La CGIL di Matera invita tutta la cittadinanza, i lavoratori, i giovani, i precari, le Associazioni, le Istituzioni locali (Sindaco, Presidente Provincia, Consiglieri Comunali e Provinciali, Assessori Provinciali, Consiglieri Regionali, Parlamentari Lucani) a sostenere questa battaglia di civiltà partecipando al SIT IN organizzato per il giorno 26 aprile 2010 ore 17.30 davanti alla Prefettura di Matera.



