Matera, Egoitaliano festeggia dieci anni di attività invitando 160 ospiti

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Egoitaliano, azienda nata a Matera e leader nel settore del mobile imbottito, festeggia i primi dieci anni di attività invitando nella città dei Sassi 160 ospiti, tra clienti, agenti ed opinion leader provenienti da tutto il mondo. Nella nuova sede l’intero team di Egoitaliano, celebrerà i traguardi raggiunti in questo decennio, con le persone che hanno contribuito a far crescere ed evolvere l’azienda. Un programma di due giornate, il 14 ed il 15 luglio, durante le quali gli ospiti visiteranno le bellezze di Matera e lo showroom di 500 metri quadri, realizzato appositamente per l’evento all’interno della nuova sede aziendale. In esposizione nel nuovissimo show-room ci saranno tutti i modelli che più rappresentano lo stile Egoitaliano in Italia e nel mondo. Venerdì 14 luglio, il team Egoitaliano ed i 160 ospiti, prenderanno parte ad una cena celebrativa che avrà luogo all’Hilton Garden Inn di Matera e che permetterà di far conoscere Matera Capitale Europea della Cultura 2019 anche dal punto di vista delle eccellenze enogastronomiche.

Matera, sabato 22 "Musica Rinascimentale" a Palazzo Viceconte per il Festival Duni

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Sabato 22 luglio 2017 alle ore 21 a Matera all’interno di Palazzo Viceconte si terrà, con ingresso libero e gratuito, lo spettacolo “Musica rinascimentale nei luoghi storici della Basilicata” con il “Brass Ensemble Gabrieli” diretto da Saverio Vizziello.

Il concerto fa parte della diciottesima edizione di Festival Duni, manifestazione il cui cartellone, con ben tredici concerti e tre grandi eventi, sta “animando” artisticamente e culturalmente l’estate materana fino al 12 agosto.

Questo concerto di Festival Duni, vede proseguire idealmente un progetto che, già nello scorso mese di giugno, ha visto eseguire un programma di musica rinascimentale in alcuni dei luoghi più suggestivi della Basilicata. Nel concerto “Musica rinascimentale nei luoghi storici della Basilicata” di Festival Duni saranno eseguite musiche di Giovanni Gabrieli, Tylman Susato, Claude Gervaise, William Byrd e Pasquale Vittorio, brani suonati con percussioni rinascimentali e tutta la gamma degli strumenti di ottoni: trombe, trombini, flicorni, corni, tromboni, eufonio e tuba.

Diretti da Saverio Vizziello, questi sono i musicisti del Brass Ensemble Gabrieli: Nicola Ferri, Giulio Amico Padula, Salvatore Picchierri, Felice Tamborrino e Pino Di marzio (trombre), Tiziana Malagnini e Pasquale Picchierri (corni), Gianni Costa, Rocco Angelillo, Domenico Lauria, Luca D’Oronzo (tromboni), Giuseppe Scarati (tuba), Pasquale Tamborrino (percussioni).

Tra un brano e l’altro sarà Pietro Bitonti, storico dell’Associazione Dimore Storiche Italiane e del “Museo in viaggio in Basilicata” di San Mauro Forte, ad illustrare la storia del settecentesco Palazzo Viceconte, splendida location del concerto.

L’organizzazione della diciottesima edizione di Festival Duni rinnova la collaborazione sinergica tra Festival Duni e l’Istituzione Concertistica Orchestrale “Magna Grecia” nella città Capitale Europea della Cultura. Quest’anno Festival Duni si realizza grazie ai patrocini istituzionali del MIBACT, Comune di Matera, Regione Basilicata, Camera di Commercio di Matera, Centro di Musica Antica e Contemporanea, Fondazione “Le Monacelle” e “Matera2019 Capitale europea della Cultura”.

Contribuiscono a Festival Duni 2017 i main sponsor UBI Banca, Grieco abbigliamento, Bawer, Italcementi Group, Qui Discount, Ingest Ingegneria e Consulenza Industriale, Ristorazioni S&P Catering & Banqueting, Coserplast, De Salvo srl e Fratelli Lisurici Ristorante del Sasso Barisano. Collaborano alla manifestazione la Fondazione Francesca Divella e l’Hotel “Cave del Sole”.

Affido condiviso

 

Giovanni Sciannarella, Presidente Aps Adamo ci ha inviato un comunicato in cui mette in evidenza i problemi dell'affido condiviso, nonostante ci sia una legge (L. 54/2006)  che ne regola le modalità.

Di seguito il comunicato inviatoci

 

 

A quasi 12 anni dall’ approvazione della Legge 54/2006 sull’ affido Condiviso nella maggioranza dei tribunali italiani, in realtà, si favorisce ancora (nella sostanza) l’affido esclusivo.

Riteniamo necessario questo comunicato dopo avere inoltrato al Presidente del Tribunale di Matera due richieste di incontro, la prima a Marzo e la seconda a Luglio, senza ottenere risposta alcuna.

In realtà già al suo insediamento, nel mese di Gennaio del corrente anno avevamo invitato il signor Presidente al nostro convegno, teso ad illustrare la situazione in cui versano oggi i padri separati. Essendo unici in Basilicata a promuovere iniziative e dibattiti sul tema riguardante i Padri Separati, speravamo di poter essere ricevuti dal Presidente, per poterci a Lui presentare in maniera ufficiale e discutere, seppure sommariamente, di Bigenitorialità, di Mantenimento Diretto e della possibilità di concordare Linee Guida chiare da poter presentare ai Nostri associati e, più in generale, ai padri separati.

Ricordiamo che in base a recenti statistiche, l’Italia è uno dei Paesi europei più sanzionati dalla CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali), per violazione dell’articolo 8 che sancisce il diritto di tutti, e quindi anche del genitore non collocatario, ad avere una vita affettiva e familiare.

Sul tema è intervenuto il 2 ottobre 2015 il Consiglio d’Europa che, dopo mesi di intenso studio e audizioni di esperti internazionali, ha invitato con la Risoluzione 2079 tutti gli stati ad adeguarsi ai modelli dei paesi più progrediti (Svezia, Danimarca e Belgio) e a promuovere affidamenti che prevedano tempi di permanenza più o meno uguali (compresi comunque nel range 35-65%) presso mamma e papà a partire dal compimento del primo anno di età.

Questo in base a ricerche che hanno documentato i benefici di un affido materialmente condiviso e dei danni di un affido nella sostanza monogenitoriale, come spesso accade in Italia.

Il diritto ad una autentica e concreta Bigenitorialità non può rimanere una mera clausola di stile, ha una sua finalità fondamentale per una sana crescita della prole, che ha bisogno di avere accanto entrambi i genitori, nessuno dei quali deve essere considerato di serie B.

Interessanti a tal proposito le Linee Guida della sezione famiglia del Tribunale di Brindisi, che, collegandosi alla sopracitata risoluzione del Consiglio d’Europa (che ha invitato gli stati membri a garantire effettiva uguaglianza tra genitori nei confronti dei propri figli e promuovere la “Sherid Residence”, - definita come quella forma di affidamento in cui la prole dopo la separazione dei loro genitori trascorre tempi paritetici presso il padre e la madre-), chiariscono che il “modello realmente bi-genitoriale “ tutela il superiore interesse del minore e trova fondamento in oltre 80 ricerche “effettuate con metodo longitudinale analizzando centinai di casi”.

Così come si rileva che tali studi hanno evidenziato i danni che i minori patiscono per effetto di una frequentazione di uno dei due genitori per tempo inferiore ad un terzo del tempo totale (circostanza che si verifica quando un genitore ha contatti con i propri figli solo a weekend alternati e per uno/due pomeriggi a settimana), che nella realtà italiana rappresenta il 90% dei Casi.

Queste linee guida riportano nelle loro premesse un interessante studio del gennaio 2017 svolto in Svezia da Emma Fransson, che dimostra che i figli di genitori separati allevati in regime paritetico non accusano disagi maggiori dei figli di genitori non separati, a differenza di quanti crescono in regime di affidamento esclusivo.

Queste importanti considerazioni hanno portato diversi Tribunali ad attuare una più oculata e autentica applicazione dell’affidamento condiviso; così , per esempio, i Tribunali di Brindisi, Salerno, Perugia ecc. indica i principi generali a cui le coppie devono attenersi nella stesura degli accordi per una separazione consensuale da omologare o per una negoziazione assistita. Tanto al fine di tutelare il legittimo e concreto affidamento condiviso, nella evidente considerazione che il minore conserva il diritto ed ha l’esigenza di vivere appieno la sua vita con entrambi i genitori.

Riteniamo utili riportare alcuni di questi principi di indirizzo: La residenza dei figli ha un valore prettamente anagrafico, non sussistendo nessuna differenza dal punto di vista giuridico tra genitore coresidente e l’altro; per gli stessi motivi la prole risulterà domiciliata presso entrambi i genitori; Non dovrà più esserci il genitore “accudente” ed il genitore “ludico” del tempo libero, ma la frequentazione genitori-figli dovrà essere finalizzata alla partecipazione attiva, alla quotidianità dei figli, ai quali deve essere garantita pari opportunità di frequentazione del singolo genitore, così da garantire alla prole una presenza equilibrata dei genitori nella loro vita quotidiana.

Venendo a decadere la figura del genitore “collocatario”, l’assegnazione della casa coniugale rimarrà al suo proprietario e nel caso in cui sia in comproprietà tra i due coniugi, chi rimarrà ad abitarci verserà all’altro una quota corrispondente al 50% del valore della locazione di un appartamento di caratteristiche simili (oppure tale importo verrà decurtato dal mantenimento).

Per il mantenimento della prole si privilegia quello diretto, mentre la corresponsione di un assegno deve rimanere una forma residuale di mantenimento, con valenza perequativa. Per quanto attiene le spese straordinarie, rilevato ancora a tutt’oggi il contrasto esistente nella giurisprudenza tra tipologie che vi rientrino o meno, si reputa giusto assegnare di già le spese prevedibili per intero ad uno dei due genitori, in base al loro reddito, mentre le imprevedibili saranno divise tra i due genitori in proporzione alle loro risorse economiche.

Le linee guida si soffermano anche sul tema dell’ascolto del minore e fanno rilevare giustamente la discrasia che sussiste tra l’art.337 octies Codice Civile, che subordina l’ascolto del minore alla valutazione aprioristica del giudice che deve stabilire se non sia manifestamente superflua, e l’art.315 bis Codice Civile che invece attribuisce al minore il diritto all’ascolto, senza ulteriori specificazioni, senza alcun condizionamento.

Ebbene per il Tribunale di Brindisi bisogna optare per la versione di quest’ultimo articolo e pertanto non negare l’ascolto quando viene richiesto. La scrivente associazione ritiene le Linee Guida sopra riportate di fondamentale importanza per l’attuazione di un concreto affidamento condiviso, superando lo schema tipico che ancora oggi vede la madre, in genere collocataria prevalente della prole, quale “genitore esclusivo”, riducendo la figura paterna al mero rango di colui a cui viene “concesso” di vedere per qualche ora durante la settimana i propri figli, così depauperati di una figura genitoriale importante per la loro equilibrata ed armoniosa crescita affettivo-relazionale.

Non può trascurarsi, infatti, che l’affidamento condiviso presuppone come sua base essenziale una genitorialità realmente cooperativa, collaborativa, con una paritaria condivisione del ruolo parentale, nel primario interesse dei figli minori che hanno il diritto, di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei Genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Al contrario nella realtà quotidiana circa il 35% dei minori dopo la separazione della coppia genitoriale diventa “orfano di genitore vivo”.

La maggior parte vede un genitore (nel 90% dei casi il padre) solo per poche ore durante la settimana. A tanto aggiungasi che non sono tanti i Tribunali che autorizzano il pernottamento della prole di età inferiore ai quattro anni presso il loro papà, recando quel grave pregiudizio sopra evidenziato. Sono dati obiettivi che non possono e non devono essere trascurati. E’ per questo che auspichiamo che la nostra istanza possa essere ascoltata e che si possa insieme elaborare e perfezionare “Linee Guida” che garantiscano concretamente la costante e certa (e vorremmo dire necessaria) partecipazione del padre nella vita dei propri figli.   

        Il Presidente Aps

Adamo Giovanni Sciannarella

"Quando arriva la notte", eros e tensione nel nuovo romanzo di Francesca Petroni

 

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Perdere la testa per l’uomo sbagliato e iniziare a vivere in un limbo fatto di ansie e attese.

Virginia, da ragazza semplice e giudiziosa, figlia modello e lavoratrice esemplare e remissiva, si ritrova all’improvviso in un vortice di emozioni che non riesce ad arginare, complice l’incontro con un uomo bello e ricchissimo, Cassio Deloitte, il presidente dell’azienda in cui lavora - una multinazionale che vende gioco d’azzardo in tutto il mondo.

Virginia, dopo aver conosciuto Cassio ed essere stata soggiogata dal suo savoir-faire non convenzionale e da una passione travolgente, lascia il ragazzo di sempre e, alla morte della madre, abbandona ogni resistenza riducendosi alla stregua di un oggetto.

          Cassio è misterioso, la accompagna a festini alle porte di Roma che ricordano le atmosfere di Eyes Wide Shut, sparisce per giorni e stacca il cellulare per poi ricomparire con prepotenza nella vita sempre più complicata di Virginia. Trasformarsi da agnello in lupo, per la ragazza, non è difficile quando scopre che in azienda, da ultima ruota del carro, può ottenere soldi e rispetto giocando sporco. Non è da lei, sì, come non è da lei cercare sostegno nella cocaina ma, di fronte a una relazione così sbilanciata e devastante, è l’unico modo che Virginia conosce per sopravvivere.

A poco a poco, poi, si materializzano gli spettri di Cassio, la sua fragilità che non è da meno a quella di Virginia nonostante gli atteggiamenti bruschi, incomprensibili e i malcelati tentativi di manipolazione.

In Quando arriva la notte (La Corte editore) c’è un irresistibile mix di erotismo e tensione, grazie allo stile algido, sempre misurato di Francesca Petroni. La sua è una scrittura accattivante, i dialoghi sono diretti, le situazioni (anche quelle più estreme) sempre molto realistiche e gli stati d’animo dei protagonisti sono descritti senza enfasi, con una spontaneità di fondo che colpisce il lettore.

«Quando arriva la notte è una metafora del desiderio di ribellione - racconta l’autrice -: quante volte ci troviamo in ambienti che nostro malgrado siamo costretti a subire? Ecco allora che anche le situazioni più negative possono darci una spinta a mettere tutto in discussione. Tutto quello che Virginia affronta pagina dopo pagina - le difficoltà sul lavoro, la morte della madre, il fulmineo innamoramento con Cassio - diventano l’occasione per riconsiderare una vita che non la soddisfa. È il cammino verso la consapevolezza di una persona che finora ha sempre cercato di realizzare le aspettative altrui nell’intenzione di fare la cosa giusta e che, anche attraverso i propri errori, impara a capire che la libertà ha un prezzo».

Una libertà che per Virginia non si realizza solo dal punto di vista sentimentale, ma anche nella sfera professionale: «Le sue frustrazioni e le delusioni dovute alla mancanza di meritocrazia sono le stesse che abbiamo subìto tutti almeno una volta», continua Francesca Petroni, che nella vita reale condivide con la protagonista un lavoro come direttrice marketing in un’azienda che si occupa di giochi. «Il libro trae in parte ispirazione da questo ambiente, spesso molto competitivo, per raccontare il percorso umano di Virginia, che trova il coraggio e la forza attraversare e superare le difficoltà solo nel momento in cui comprende che crescere non significa voler cambiare il mondo, ma il proprio atteggiamento nei confronti di ciò che la fa soffrire. Cassio, che si presenta come la personificazione del Diavolo, altro non è che il simbolo di questo sentimento di ribellione che ci spinge a rinnovarci anche passando attraverso l’inferno della dipendenza».

Francesca Petroni ha esordito con L’altro lato del sole (La Corte Editore). Vive a Roma, è laureata in Giurisprudenza e ha un master in Management Marketing. In passato ha praticato a livello agonistico le arti marziali e ora è anche mamma di due splendidi bambini.

Festa di Sant Cecilia a Matera

 

santa ceciliaDal 19 al 22 novembre, presso il Santuario di S. Francesco di Paola in Matera, si celebra la Festa di S. Cecilia, patrona dei musicisti. Il programma prevede un triduo di preparazione dal 19 al 21 novembre.

Domenica 19 alle ore 11,30 s. Messa animata dalla Polifonica "Santa Cecilia" diretta dal Maestro Sandra Barbaro.

Alle ore 18,00 s. Rosario.

ùAlle ore 18,30 canto dei Vespri e s. Messa.

Alle ore 20,00 Concerto della Polifonica "Rosa Ponselle" diretta dal Maestro Giuseppe Ciaramella. 

Lunedì 20 e martedì 21 alle ore 17,30 s. Rosario ore 18,00 canto dei Vespri e s. Messa. Mercoledì 22, festa liturgica della Santa, ore 17,30 s. Rosario, ore 18,00 canto dei vespri e s. Messa solenne.santa cecilia_1

 

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