Il PD ridà centralità alla questione meridionale

"L'attenzione prioritaria e concreta al Mezzogiorno che ha testimoniato Dario Franceschini a Bari è un messaggio politicamente significativo. La sua proposta di assegno di disoccupazione per i precari che perdono il lavoro è una risposta seria e praticabile a un dramma che il governo di centrodestra sta colpevolmente ignorando. La replica impacciata riprende il solito refrain: 'Otto miliardi già stanziati per gli ammortizzatori sociali', trascurando di aggiungere che si tratta di soldi sottratti alle regioni, che sono titolari del Fondo sociale europeo, spostati in larga parte dal sud al nord, e non utilizzabili per i precari. In questi ultimi anni la discussione culturale e politica sul Mezzogiorno ha subito una decisa e preoccupante involuzione. Resto dell'idea che il Mezzogiorno invece costituisca uno dei principali banchi di prova rispetto al quale misurare lo sviluppo dell'intero sistema Italia. Ma occorre delineare una funzione per il Mezzogiorno nel nuovo contesto geopolitico euro-mediterraneo e mondiale. Quattro passaggi sono fondamentali: 1) dare una prospettiva strategica al Mezzogiorno di piattaforma logistico-energetica e dei saperi del Mediterraneo; 2) destinare a questa strategia una quantità di risorse adeguate (ad esempio i 100 miliardi di euro individuati con il Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 dal Governo Prodi) controllandone gli effetti e misurandone i risultati; 3) assicurare un adeguato coinvolgimento delle istituzioni e della società civile e non lasciare sole le avanguardie culturali, sociali ed economiche già attive; 4) accelerare nell'opera di contrasto della criminalità organizzata che, attraverso la corruzione e la violenza, continua a esercitare un controllo del territorio, delle attività economiche e purtroppo in troppi casi anche delle amministrazioni; 5) dare respiro alle imprese e alle famiglie ripristinando il circuito del credito, anche attraverso il microcredito e i confidi. Nel deserto delle proposte e della visione strategica, anche per colpa e responsabilità nostra, cresce l'antipolitica, si alimenta in modo fuorviante un neodualismo nord-sud di cui si nutrono movimenti di sedicente orgoglio meridionalistico pronti a riversare il consenso così acquisito nella dote della Lega di Bossi e della Pdl. Il Pd è l'unica grande forza in grado di rilanciare un moderno meridionalismo. Serve coerenza, trasparenza, competenza, passione civile, rapporto stretto con il territorio, un nuovo spirito pubblico e una tenace battaglia per rianimare la fiducia dei cittadini. Se il personale e la proposta politica saranno credibili, potrà essere battuto il pericolo dell'astensione, che sarebbe il maggior regalo al premier in carica".

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