Cleopatra va in prigione. Trentenni incoerenti della Durastanti, scrittrice originaria di Gallicchio

 

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“Più tardi, mentre beve dell’acqua nel soggiorno illuminato dai faretti incastonati sul soffitto, sente il retrogusto ammoniaco del tradimento, quello che le impedisce di dormire e le fa venire gli occhi rossi e umidi da coniglio”.

Ammettere la fine di una storia può diventare qualcosa di complesso e devastante. Fare coppia da tanti anni con un ragazzo finito, poi, in prigione, e diventare l’amante del poliziotto che lo ha arrestato, è qualcosa di paradossale e logorante.

Forse Caterina lo fa per un senso di autoprotezione, sola com’è in un vuoto di affetti sinceri, persa nell’incognita del futuro – sia quello lavorativo sia quello sentimentale.

Caterina e Aurelio vivono nella periferia, grigia e senza prospettive, di Roma. Tentano di gettare le basi per un futuro migliore, aprono un negozio che noleggia film in dvd, poi un night ma il destino si accanisce sui due ragazzi. Caterina, in realtà, avrebbe preferito una carriera nella danza classica, lei che si allenava anche quando nella sala non c’era più nessuno, a parte la madre che faceva le pulizie. Si è ridotta a fare le receptionist in un albergo nel quale, se soggiornano venti clienti a settimana è già tanto.

Aurelio è rinchiuso a Rebibbia e pensa ossessivamente a chi ha potuto incastrarlo, a chi lo ha mandato in carcere facendogli chiudere il night per un presunto giro di prostituzione.

 Il poliziotto ha un’aria da duro, non riesce a lasciarsi andare, il gesto d’amore più grande verso Caterina, quando passeggiano, è prenderle un braccio, un po’ come si fa con le persone che si vogliono accompagnare o scortare con una certa energia nelle volanti per accertamenti.

Loro tre - figure ai margini, perse nelle rispettive solitudini, pronte a combattere con le unghie e con i denti per sopravvivere - sono i protagonisti di Cleopatra va in prigione (minimum fax, collana Nichel), il nuovo romanzo di Claudia Durastanti, giovane scrittrice originaria di Gallicchio (Potenza).

La trama di Cleopatra va in prigione è ricca di colpi di scena fino all’epilogo, proprio quando il lettore è ormai convinto della scelta che farà Caterina e si rende conto che, invece, la ragazza andrà controcorrente, in balia della sua incoerenza.

L’autrice, una delle voci più fresche e originali, della narrativa italiana contemporanea, ha indugiato sulle emozioni riuscendo a mettere a fuoco – anche se in una storia sopra le righe – tutta l’incertezza che avvolge i trentenni di oggi: “Forse siamo sempre stati così, e crescendo la nostra sofferenza invece di renderci deformi ci ha resi privilegiati, facili da usare, ma anche speciali, destinati a essere consapevoli degli strati più infimi e nascosti del mondo e renderli noti anche quando non possiamo fare niente per migliorarli”.

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice e traduttrice. Ha pubblicato per Marsilio due romanzi, Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010) e A Chloe, per le ragioni sbagliate (2013). Si occupa di libri per diverse testate. Vive a Londra.

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