"Misinformation", da Quattrociocchi e Vicini una guida per difendersi dalle bufale online

 

mis

Il triangolo delle Bermuda, il mostro di Lochness, i “Protocolli dei Savi di Sion” e i cerchi nel grano… Le leggende metropolitane, oggi come ieri hanno lunga vita e una diffusione che può superare i confini di epoche, Stati e continenti. Ad alimentarle, grazie ai social network, contribuiscono, attualmente, disinformazione e viralità.

C’è un modo per difendersi dalla disinformazione che dilaga in rete?

Walter Quattrociocchi e Antonella Vicino, con semplicità e chiarezza, in Misinformation. Guida alla società dell'informazione e della credulità (Franco Angeli, collana Neo, prefazione di Marco Cattaneo) hanno analizzato i meccanismi della formazione delle opinioni e della fruizione dei contenuti sui social come Facebook, YouTube, Twitter, e le dinamiche di contagio sociale, con riferimenti all'attualità. 

Come scrive Cattaneo nella prefazione, con il Web 2.0, “l’accesso all’informazione non è di per sé una garanzia. Perché una parte ormai molto consistente dell’informazione disponibile in rete è del tutto inaffidabile. In un’epoca in cui i cittadini sono chiamati a decidere, o almeno a farsi un’opinione, su tematiche che sempre più spesso richiedono competenze scientifiche di base, la diffusa presenza di informazioni fuorvianti mina il senso profondo della democrazia. Perché una persona che non disponga di strumenti efficaci per distinguere l’informazione corretta dalla bufala, dalla leggenda metropolitana, potrà trovarle ugualmente credibili, preferendo la seconda alla prima”.

Insomma, è praticamente impossibile bloccare il proliferare incontrollato di informazioni false una volta entrate nel circuito della rete e dei media tradizionali.
Non è un caso che nel 2013 il World Economic Forum abbia inserito la disinformazione digitale (casuale o costruita ad arte) nella lista dei 'rischi globali', capace di avere risvolti politici, geopolitici e, perfino, terroristici.

Misinformation prende spunto da una ricerca di Quattrociocchi - coordinatore del Laboratorio di Computational Social Science a Istituto IMT Alti Studi di Lucca -  che ha avuto molta eco negli USA, invitando così a riflettere su molte bufale nate e diffuse in rete.


Ad esempio, alla base dell’attuale crisi economica ci sarebbe una trama ordita dal Nuovo Ordine Mondiale (NWO) per attuare un piano di controllo globale: “Quella del New World Order – si legge - è una delle più note teorie cospirazioniste che racchiude una serie di elementi che si ritrovano anche in altre teorie del complotto: c’è il potere della finanza, c’è la politica, c’è la commissione trilaterale fondata da Rockfeller, c’è il Gruppo Bilderberg che farebbe pressioni sulla Commissione Europea per estromettere i vari governi nazionali da scelte economiche autonome a causa della politica imposta dal Patto di Stabilità. Certo va detto che certe connessioni non sono così scollegate dall’attualità. In alcuni casi però si arrivano a ipotizzare scenari di alta fantapolitica come la presenza di “Rettiliani” provenienti dalla Costellazione del Drago con l’idea di conquistare la Terra attraverso l’azione congiunta di una serie di personalità politiche ed economiche, come la Regina Elisabetta, George Bush e il nostrano Mario Draghi – non a caso a capo della BCE. Troppo fantasioso? Eppure secondo un sondaggio della Public Policy Polling, realizzato nel 2013 negli Stati Uniti, il 4% dei cittadini statunitensi crederebbe nell’esistenza dei rettiliani”.


Secondo Caitlin Dewey del Washington Postle ricerche dell'autore hanno per la prima volta portato alla luce le oscure e pericolose dinamiche della misinformation. Dato che le informazioni false e le teorie del complotto sono sempre più curate e radicate, molti giornalisti, educatori e attivisti useranno il suo lavoro per capire come liberarsene”.
Gli interessi di ricerca di Quattrociocchi si focalizzano sullo studio quantitativo delle dinamiche sociali sui social media con particolare riferimento ai fenomeni di costruzione delle opinioni. Ha al suo attivo più di 50 pubblicazioni scientifiche in conferenze e riviste internazionali.

Antonella Vicini, laurea in lettere e giornalista professionista dal 2005, coltiva un'insana passione per le dinamiche della comunicazione contemporanea.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information