Matera, al Circo Amedeo Orfei una domatrice di leoni. Ilmiotg intervista Perla Bortolussi

 

perla bortolussi

È un emblema delle pari opportunità del Terzo millennio. Perla Bortolussi (nella foto di Domenico Fittipaldi) è una domatrice di leoni, una delle poche in Italia. Alla femminilità e alla grazia che la contraddistinguono si aggiunge grinta da vendere. 

Non è da tutti relazionarsi ogni giorno con leoni e leonesse e farlo, soprattutto, con amore e estremo rispetto. 

Fino a domenica otto gennaio è possibile ammirare Perla e i suoi leoni a Matera al Circo Amedeo Orfei (presso il Centro Commerciale IperCoop, spettacoli alle 17,30 e alle 20), insieme a una serie di altri numeri mozzafiato che per oltre due ore riescono a incantare grandi e piccini. Come non rimanere rapiti, infatti, da una ragazza che, con naturalezza e passione, gioca con questi micioni rendendoli docili con coccole e carezze?

“Non puoi!!! Mi dicevano. Non puoi paragonare un leone a un cane. Invece...”, scrive sul suo profilo Facebook commentando un video in cui anziché affiancare un leone sembra giocare, appunto, con un cagnolino.

Dopo anni dedicati all'ammaestramento di cavalli – con un proprio numero di alta scuola si è esibita prima al Circo Roncalli (con Jasmine Smart), poi al Golden Circus Festival, a Circo Massimo (su Rai Tre) e in numerosi circhi italani - Perla ha esordito con i leoni diventando, dal 2010, una delle più talentuose domatrici.

Come è nata la passione per l'arte circense?

 

“Sono nata nel circo e non ho mai smesso di amarlo. Fin da piccola ho sviluppato un amore infinito per gli animali, tutti, nessuno escluso (infatti sono anche vegetariana) ma il mio primo grande amore sono stati i cavalli. Con loro ho iniziato la mia carriera di addestratrice con risultati e soddisfazioni enormi. Poi uno dei miei cavalli si è ammalato gravemente, le previsioni dei veterinari erano tutt'altro che buone ma non ci siamo arresi. Contro ogni pronostico il mio cavallo è sopravvissuto. Purtroppo non avrebbe più potuto lavorare, ora i miei due cavalli si godono la pensione anche se sono ancora molto giovani. La loro salute, però, è più importante di qualsiasi altra cosa.

Essendo molto legata a loro non me la sono sentita di rimpiazzarli con altri, quindi ho deciso, anche se con il cuore spezzato, di non lavorare più con i cavalli. 

Mi sono dedicata a dei giovani leoni, addestrandoli con il cuore come facevo con i cavalli e i risultati non potevano che essere straordinari”.

Ci sono momenti in cui hai paura?

“Lavorando con questi animali non puoi permetterti di avere paura poiché la paura rilascia un feromone nell'aria che loro sentono subito e potrebbe svegliare in loro l'istinto di predatore”.

Fare un lavoro come il tuo comporta più sacrifici o dà più soddisfazioni rispetto a chi svolge, per esempio, un lavoro d'ufficio?

“Le soddisfazioni sono immense quanto i sacrifici e la fatica ma queste due cose passano in secondo piano anche semplicemente accarezzando questi splendidi animali, un privilegio che in pochi possono avere. Ho la fortuna di poter vivere con i leoni, curarli, coccolarli e amarli. A loro basta giocare per 10 minuti davanti ad un pubblico per provocare enormi emozioni a grandi e piccini”.

Non si placano le polemiche sui circhi con gli animali. Guardando il tuo numero traspare amore e rispetto. Cosa rispondi agli animalisti?

“Agli animalisti posso solo dire che pregiudizi e disinformazione non devono far mettere il benessere animale al secondo posto perché un animale amato, curato e rispettato può essere felice ovunque. I miei leoni ne sono la prova lampante".

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