Matera, il 13 marzo arriva Fa'afafine. Polemiche in rete sullo spettacolo Gender rivolto ai bambini

 

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E’ bufera in tutta Italia per lo spettacolo Fa'afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro di Giuliano Scarpinato promosso dal Css Teatro Stabile d’innovazione del Friuli Venezia Giulia.

Anche a Potenza, Melfi e Matera - rispettivamente il 10, 11 e 13 marzo nell’auditorium Don Bosco, nel Teatro Ruggiero e nell’Auditorium del Conservatorio – all’interno della Rassegna Teatro Ragazzi promossa da Teatri Uniti di Basilicata, farà tappa lo spettacolo sull’ideologia Gender rivolto ad alunni dagli 11 ai 13 anni.

Online è in corso petizione (http://citizengo.org/it/ed/40268-stop-gender-scuola-no-allo-spettacolo-faafaine) promossa da Generazione Famiglia “per chiedere al Ministero dell'Istruzione di impedire che le scuole aderiscano a uno spettacolo così chiaramente ostile al sano sviluppo psicoaffettivo dei nostri figli e dei nostri nipoti”.

Sotto accusa, proprio la trama che affronta un tema molto delicato – e che sarebbe in un certo senso imposto ai ragazzini delle scuole spesso accompagnati a teatro dagli insegnanti senza sapere preventivamente ciò che andranno a vedere -, quello dell’ideologia Gender secondo la quale non si è maschi o femmine in base a come siamo strutturati biologicamente, ma siamo tutti maschi o femmine in base al momento: la nostra "vera" sessualità, insomma, può essere scelta, cambiata, modellata e riformulata a piacimento senza alcun punto di riferimento oggettivo.

Da qui, la petizione affinché “il Ministero dell'Istruzione emani immediatamente un decreto urgente per impedire che le scuole portino gli alunni a vedere lo spettacolo Fa'afafine sul bambino-bambina transgender, che sta girando per tutto il Paese in queste settimane. Si tratta di uno spettacolo profondamente dannoso per il sano sviluppo psicoaffettivo dei nostri figli e dei nostri nipoti, ennesima infiltrazione dell'ideologia Gender nelle nostre scuole ed ennesima gravissima violazione del diritto di priorità educativa delle famiglie”.

Nella  trama ufficiale di Fa’afafine che tre anni fa ha vinto il Premio Scenario Infanzia si legge: "Esiste una parola, nella lingua di Samoa, che definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell’altro. Fa’afafine vengono chiamati: un vero e proprio terzo sesso cui la società non impone una scelta, e che gode di considerazione e rispetto. Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un “fa’afafine”; è un “gender creative child”, o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina.

Oggi per Alex è un giorno importante: ha deciso di dire a Elliot che gli vuole bene, ma non come agli altri, in un modo speciale. Cosa indossare per incontrarlo? Il vestito da principessa o le scarpette da calcio? Occhiali da aviatore o collana a fiori? Alex ha sempre le idee chiare su ciò che vuole essere: i giorni pari è maschio e i giorni dispari è femmina, dice. Ma oggi è diverso: è innamorato, per la prima volta, e sente che tutto questo non basta più. Oggi vorrebbe essere tutto insieme, come l’unicorno, l’ornitorinco, o i dinosauri.

Fuori dalla stanza di Alex ci sono Susan e Rob, i suoi genitori. Lui non vuole farli entrare; ha paura che non capiscano, e probabilmente è vero, o almeno lo è stato, fino a questo momento. Nessuno ha spiegato a Susan e Rob come si fa con un bambino così speciale; hanno pensato che fosse un problema, hanno creduto di doverlo cambiare.

Alex, Susan e Rob. Questo spettacolo è il racconto di un giorno nelle loro vite, un giorno che le cambierà tutte. Un giorno speciale in cui un bambino-bambina diventa il papà-mamma dei suoi genitori, e insegna loro a non avere paura. Quando Alex aprirà la porta, tutto sarà nuovo”.

Teatri Uniti di Basilicata, presenta Fa’afafine in questo modo, specificando che affronta il tema della diversità e del pregiudizio: “Lo spettacolo racconta la storia di un adolescente alla scoperta di sé e della propria identità. Nella lingua di Samoa, “fa’afafine” definisce coloro che sin da bambini non si identificano in un sesso o nell’altro: un vero e proprio terzo sesso, cui la società non impone una scelta e che gode di considerazione e rispetto. Un tema arduo, individuato con coraggio e accuratezza di indagine e portato in scena da attori dotati di ironia e leggerezza. Un’occasione importante per stimolare una discussione sulla differenza di genere in ambito educativo e formativo, al di là dei luoghi comuni e degli equivoci innescati da una certa disinformazione”.

Ma per Generazione Famiglia “l’approccio altamente ideologico col quale vengono presentati ai nostri ragazzi temi decisamente critici e comunque sensibili, la volontà di abbattere la dualità complementare tra maschile e femminile a favore di una sessualità fluida e indefinita e l’attacco violento alla figura dei genitori e della famiglia ci obbligano a contrapporci fermamente alla promozione di Fa’afafine per la visione del pubblico scolastico”.

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