Una rivoluzione sentimentale, Viola Ardone racconta una "storia profondamente femmina"

 

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Zelda è una ragazza molto bella, colta, sembra che niente possa turbarla, neanche quell’amicizia amorosa sempre in bilico con un ricercatore universitario, suo collega. Zelda ha anche qualche ombra – è cocainomane -, e una madre che non le ha mai dato affetto e adesso vive sospesa, colpita da una malattia neurodegenerativa. All’improvviso Zelda sente, prepotente, la necessità di una rivoluzione, “aveva voglia – si legge - di qualcosa che modificasse quella sua vita bianca come una lavagna su cui si poteva cancellare con la stessa velocità con cui si scriveva”.

La rivoluzione sentimentale (Salani) di Viola Ardone è un romanzo che ti entra dentro con la stessa forza con cui Zelda vuole cambiare la propria vita. E’ un vulcano, un fiume in piena che fa scegliere su due piedi di abbandonare una vita forse un po’ snob ma con le sue certezze per abbracciare una quotidianità fatta da studenti – quelli della scuola in cui ha accettato la cattedra, un istituto a dieci chilometri da Napoli, nel cuore della Terra dei Fuochi – non proprio modello. Lei, con quel suo disordine interiore e quella “fame di vita che tutto ingoiava e tutto vomitava senza sosta”, passa di colpo da una vita più o meno agiata all’incognita delle reazioni dei ragazzi. Si trova faccia a faccia con la realtà, prende coscienza che Marcello forse ha finalmente trovato la sua anima gemella e quei loro incontri disimpegnati stanno perdendo la passione e l’autenticità di un tempo; si mette in gioco perdendo la testa per un uomo molto diverso da lei che però sembra indifferente; si riavvicina alla madre, paradossalmente proprio quando la donna non può più interagire - costretta in un limbo fatto di assenza -, inizia a parlarle, a confidarsi, decide di prendersi cura di lei quasi in uno scambio di ruoli. Tra le tante tematiche che affronta il romanzo - la tossicodipendenza, l’inquinamento ambientale, il disagio psicologico, le difficoltà occupazionali -, quello della maternità, anche se solo sfiorata, è forse la più complessa: c’è la mamma di Zelda che non ha più ricordi; c’è una madre scomparsa di cui rimane solo un corredo; c’è una donna che desidera essere madre pur non avendo un uomo accanto e una donna che non ha mai pensato di esserlo.  

Valeria Parrella ha definito Una rivoluzione sentimentale “una storia profondamente femmina: di false partenze, di conquistati traguardi”.

Lo stile della Ardone è molto originale, la storia è infatti raccontata su più registri narrativi: si passa dai dialoghi aulici e quasi stucchevoli con Marcello a quelli briosi con gli alunni – ci sono anche i loro temi, irresistibili, scritti in un italiano disinvolto – a quelli formali con i altri colleghi.  Zelda rimane l’anima di una trama fitta, piena di citazioni, rivoluzionaria anch’essa.

Viola Ardone è nata a Napoli nel 1974. Dopo la laurea in Lettere, ha lavorato per diversi anni nel campo dell’editoria ed è autrice di varie pubblicazioni. Attualmente insegna italiano e latino nei licei. Per Salani ha pubblicato La ricetta del cuore in subbuglio.

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