"Motel Voyeur", Rizzoli pubblica in Italia il controverso libro di Talese basato su una storia vera

 

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E’ stato pubblicato in Italia da Rizzoli il controverso Motel Voyeur (traduzione di Francesco Pacifico) dello scrittore americano Gay Talese, padre del new journalism. Si spazia su più fronti: dalla trama che racconterebbe una storia vera che però sconfina nell’illecito e pone interrogativi etici, al fatto che la stessa storia raccontata possa non essere proprio autentica.

Motel Voyeur si basa su un diario consegnato a Talese da Gerald Foos, proprietario del Manor House Motel, nei pressi di Denver, in cui sono annotati i comportamenti sessuali dei clienti spiati da alcuni condotti dell’areazione opportunamente modificati. Osservazioni minuziose portate avanti per ben vent’anni, fino al 1980. Proprio nel 1980 Talese riceve una lettera da Foos nella quale lo invita a condividere il suo segreto visto che lo stesso giornalista in quel periodo stava per dare alle stampa La donna d’altri, con uno studio sul sesso in America. Combattuto tra la curiosità e la disapprovazione per i comportamenti di Foos, Talese accetta di incontrarlo diventando per alcuni giorni complice della depravazione dell’uomo. La “piattaforma d’osservazione”, scomoda – bisogna rimanere sdraiati per spiare ciò che accade all’interno delle stanze – è sicurissima, inespugnabile, costruita nel sottotetto del motel. Non sempre ci si imbatte in incontri piccanti o perversi, c’è più che altro la normalità, la routine e spesso anche la noia in una carrellata di individui – coppie sposate, omosessuali, amanti di una sola notte, escort… - descritti nell’intimità e ignari di essere diventati per un voyeur il desiderio che si realizza, per uno scrittore cavie da laboratorio. In tutto ciò, ci sarà anche un omicidio.

Allo stile di Talese, che è quello del cronista, asciutto, semplice e diretto - ovviamente, non poteva mancare un pizzico di coinvolgimento – si alterna quello di Foos, delle annotazioni del diario molto più spontanee, genuine, senza alcun filtro.

L’unico vincolo, per Talese, era quello di mantenere l’anonimato di Foos – insieme stilano un vero e proprio contratto -, salvo nuove disposizioni. Solo nel 2013 è stato autorizzato a scrivere ed è così che sono venuti alla luce la controversa vicenda umana di Gerald Foos e il ritratto della vita più segreta dell’America nell’ultima metà del secolo scorso.

Nonostante le critiche, i diritti cinematografici di Motel Voyeur sono stati già acquistati da Steven Spielberg.

Gay Talese, nato nel 1932 Ha collaborato con le principali testate americane, dal “New York Times” a “Esquire” a “Time”. Tra i suoi libri ricordiamo Frank Sinatra ha il raffreddore e Onora il padre, disponibili in BUR.

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