"Le tre resurrezioni di Sisifo Re", lo scrittore Cosimo Argentina debutta nella fantascienza

 

sisi

Leggere Le tre resurrezioni di Sisifo Re (Meridiano Zero) significa accettare di lasciarsi travolgere da un vortice: trama intricata, personaggi irreali che vivono di eccessi, violenza, sesso, l’uso di una terminologia complessa.

Cosimo Argentina sembra sfidare il lettore, ed è una sfida molto piacevole perché un personaggio come Sisifo - un detective folle vestito e truccato da joker, schiavo della malattia del sonno, depresso, sui generis in molte cose – non si dimentica più. Come non si dimentica lo stile di Argentina - caleidoscopico, elegante, ricercato, in netto contrasto con ciò che descrive: “Le cose vanno così, a volte. Non bene, non male. Uno nasce sotto una stella spenta e la sua vita si trasforma in una innaturale tortura. Quando dal cielo arriva l’estremo messaggio è già tardi. E non si può rimediare. Le iene non ridono mai a caso. Tu sei lì, dolce angelo caduto in disgrazia, con dentro una cardiaca voglia di droga buona solo per obnubilare il tramonto interiore. La morte ti sta fissando da ore… (…)”.

Sisifo Re e il suo assistente Oscar Orano detto Oh-Oh iniziano a indagare sull’omicidio del marito di Selina Corbeves, la donna – bellissima – che li ha contattati. Si tratta però di un omicidio che deve ancora essere commesso… Nessuno stupore, siamo ad Apuleia, una megalopoli di quasi 19.000 km2 e 40 milioni di persone, all'inizio del XXIII secolo, nel corso di una guerra civile scoppiata dopo la deposizione del tiranno. E se non bastasse già tanta follia, a queste pagine si alternano quelle di una realtà parallela dove ogni personaggio ha il proprio ruolo invertito rispetto alla vicenda – è Oscar ad accompagnare il lettore in quest’altra dimensione.

Provare a riassumere la trama è però riduttivo perché i personaggi sono così tanti e così assurdi – per manie, aspetto fisico o tratti caratteriali –, proprio come le loro vicende, che il rischio è quello di fare confusione, di dire troppo o troppo poco.

Argentina, membro della World SF Italia, l’associazione italiana dei professionisti della fantascienza, ci trascina in un universo che rasenta i generi pulp e splatter e non ha paura di osare con una storia psichedelica: gli appassionati del genere lo ameranno, per i “profani” sarà una rivelazione.

Le tre resurrezioni di Sisifo re è il primo volume di una trilogia.

Come è nato Le tre resurrezioni di Sisifo Re?

“Inizialmente volevo scrivere una storia ambientata nel futuro dove una torre di avvistamento saracena diventava il fulcro della narrazione. Poi è diventata altro, è diventata una storia sulla vita e la morte, ho omaggiato dei grandi del passato, ho raccolto le mie paranoie e le ho riversate nella narrazione. Dentro ho messo i miei grazie a autori come Philip Dick, Milton, Dante, Frank Miller, Robert Howard, a film come Batman, Sin City, a fumetti, alla mitologia. Quando la storia prende piede poi il narratore fa un passo indietro e lascia che se la vedano loro, i personaggi e se i personaggi sono stati adeguatamente istruiti sapranno quello che devono fare”.


Quanto tempo ha impiegato per scrivere Le tre resurrezioni di Sisifo Re e come ha fatto a non perdersi nelle decine di personaggi e situazioni borderline se non addirittura estreme?

“Il primo file è del 2008, il libro è uscito poco fa. Ma nel frattempo ho fatto anche altro. Ho iniziato a scriverlo a Otranto, d’estate. Ci ho speso una decina di stesure, molte, per le mie abitudini. Non perdersi è stato facile perché partivo già che m’ero perso, là dentro, ma per governare la rotta bisognava rileggere sempre tutto ossessivamente. Solo così mantenevi una sorta di plausibile compattezza. In realtà è un libro in cui ci si deve perdere. Per poi risalire la corrente e riemergere. L’estremismo delle situazioni in fondo non è che una cabalistica allegoria a quanto vediamo in giro nel mondo”.


Il suo è un periodare complesso, ricco di termini ricercati. Quanto ha dovuto lavorare per dar vita a questo stile in cui la bellezza, la musicalità di alcuni periodi fa da contraltare alla trama, spesso fin troppo cruda?

“Il cosa e il come devono aver senso assieme. I termini sono omaggi spesso oscuri a ciò che ho amato. Quanto alle situazioni crude, cruente, sinistre, bè, quello era ciò che richiedeva la storia. Se metti un investigatore morente vestito da joker con un assistente radiato dal mondo; se inserisci un boss della criminologia classica accompagnato a un gobbo malefico e un anaconda; se parli di un angelo tossico e la sua sposa bella e concessa ad aviotrasportatori assetati di sesso non puoi andarci cauto. Devi bere il calice amaro fino in fondo”.


Apuleia, è una città sconfinata nella quale i nomi delle vie sono quelli di alcune località pugliesi. Un omaggio alla sua regione?

“A Milano sta diventando così. Ovvero un territorio sta diventando un’unica megalopoli che parte da Trucazzano e finisce a Bergamo. Ho immaginato una regione città dove i quartieri sono gli originari paesi come Gioia, Bari, T. Gulf eccetera eccetera. In effetti è un omaggio al contrario. La mia terra la stanno cannibalizzando da decenni. Io vengo da Taranto e quella che poteva essere una ridente cittadina sul mare ha finito per diventare una via di mezzo tra Manchester e Tijuana”.


Scrivendo un romanzo così particolare, non ha avuto timore di precludersi una parte di lettori?

“Se mi è concesso un eufemismo io dei lettori me ne frego. Uno scrittore che si definisca tale non corre dietro ai lettori. I lettori vengono dopo che ho scritto un libro, mai durante. Né prima. Se ci sono lettori che apprezzano la mia onestà intellettuale, ebbene, leggeranno le mie cose. Altrimenti ci sono centinaia di migliaia di romanzi in giro. Uno scrittore insegue le proprie idee, le proprie storie. Se poi ha dei lettori che comprendono cosa sta tentando di fare, bè, il gioco è fatto e la magia è riuscita, altrimenti tanto peggio. Quanto al concetto di fantascienza come narrativa di genere, bè, c’è quella classica con mostri alieni e invasioni da altri pianeti, ma poi c’è tutta una letteratura complessa che va da Gibson a Orwell, da Calvino a Buzzati, da Coetzee a Oscar Wilde”.


Lei insegna Diritto ed Economia politica. Le tre resurrezioni di Sisifo Re è ambientato durante una sanguinosa guerra civile, lei non risparmia al lettore scene particolarmente violente. Che effetto le fa essere giudicato dai suoi studenti che, se leggessero il libro, scoprirebbero un lato inedito del proprio docente?

“Il loro giudizio vale e si ferma a come spiego l’enfiteusi, le scritture contabili obbligatorie o la legge della curva della domanda. Per il resto non mi pongo il problema. Alcuni hanno letto dei miei lavori e poi hanno continuato a farlo. Sono molto più svegli di quanto uno potrebbe immaginarsi. Viceversa una volta ho sudato freddo vedendo entrare in sala colloqui un padre, un uomo scuro, con occhi cattivi, che veniva a parlarmi della figlia sedicenne. Recava in mano una copia di un mio romanzo, Per sempre carnivori, dove c’è una scena in cui un prof stupra una ragazzina, un’alunna di sedici anni durante una gita scolastica. Io avrei portato la figlia in gita di lì a un mese. Bè, sono rimasto immobile per alcuni secondi nel timore che l’uomo non fosse in grado di distinguere le circostanze, di discernere l’uomo dall’insegnante e dallo scrittore. Per fortuna era venuto a chiedere l’autografo e da allora non manca mai una mia presentazione ed è diventato un lettore fedele. Ma quei pochi secondi…”.

Cosimo Argentina (Taranto, 1963) dal 1999 a oggi ha pubblicato undici romanzi, tra cui Il cadetto (Marsilio 1999, premio Kihlgren opera prima e Oplonti opera prima), Cuore di cuoio (Sironi 2004), Maschio adulto solitario (Manni 2008), Beata ignoranza (Fandango 2009) e Vicolo dell’acciaio (Fandango 2010). A gennaio 2013 è uscito per minimum fax Per sempre carnivori. Ha pubblicato anche L’umano sistema fognario (Manni) e numerosi racconti in varie raccolte.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information