A VelEni del giornalista lucano Fabio Amendolara il Premio Internazionale Livatino - Saetta - Costa

 

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“Alla fine non ti chiederanno quanto sei stato credente, ma quanto sei stato credibile”: sono le parole di Rosario Angelo Livatino, il “Giudice Ragazzino” assassinato dalla mafia il 21 settembre del 1990 mentre si recava sul posto di lavoro. A lui è dedicato il Premio Internazionale in onore dei martiri dello Stato “Livatino – Saetta – Costa”, promosso dal Comitato Spontaneo Antimafie di Riposto, quest’anni giunto alla 23esima edizione. Un riconoscimento che, per la seconda volta, va al giornalista lucano Fabio Amendolara per il suo libro-inchiesta VelEni (casa editrice Il Castello).

In VelEni, Amendolara – già insignito del “Livatino – Saetta – Costa” nel 2015 «per il suo impegno sociale a favore della legalità e dell’informazione» -, indaga su “Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di spicco della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre”.

Tra intrighi di petrolio e potere che il presidente del Consiglio Emilio Colombo si è portato nella tomba, in VelEni - con prefazione di Giangavino Sulas - ci sono le misteriose morti di Mattei, Pasolini e De Mauro.
 Amendolara ha scritto anche Il segreto di Anna (edizioni EM-Collana Ombre e Silenzi, 2014), La colpa di Ottavia (edizioni EM-Collana Ombre e Silenzi, 2011) e L’ultimo Giorno con gli Alamari (edizioni EM-Collana Ombre e Silenzi, 2016).

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