"Una storia nera", una famiglia in chiaroscuro nel nuovo libro della barese Antonella Lattanzi

 

storia nera copia

Un giallo, un noir, una storia d’amore: non è un caso che Una storia nera (Mondadori) della 38enne barese Antonella Lattanzi sia stato tradotto in più di dieci lingue e che abbia scalato in pochi giorni la classifica di vendite. Non solo, i diritti cinematografici sono stati appena acquistati dalla Lucky Red.

“(…) Vito di notte chiudeva Carla a chiave in camera da letto. – si legge -E la mattina, prima di andare a lavorare, la chiu­deva a chiave in una parte della casa: le lasciava solo il bagno e la cucina, ché Mara era appena nata e poteva aver bisogno di qualco­sa. Ma se ho un’emergenza con la bambina? supplicava lei, se non sta bene? Che faccio. Ti prego, Vito. Torno io ogni due ore, non ti preoccupare. Tu oltre a me non hai bisogno di nessuno. Le toglie­va anche il telefono.

Carla strepitava ancora un po’ ma poi, come fosse lei stessa la bambina di pochi mesi che teneva tra le braccia, pian piano si quie­tava. Le veniva tanto sonno. Tra una poppata e l’altra dormiva con la sua bambina, si svegliava di colpo balenando in piedi piena di sonno solo quando sentiva girare la chiave nella toppa.

E allora scodinzolava verso Vito, sinceramente felice di vederlo, sinceramente felice che ci fosse qualcuno, di nuovo, a protegger­la, e che non fosse più soltanto lei a doversi occupare di Mara, che ci fosse chi pensava a lei, a Mara. Poiché, quando non era questa specie di diavolo che si infilava di forza in suo marito, per lei Vito tornava il ragazzo di cui si era innamorata da bambina. Le faceva venire ancora il batticuore”.

Vito è un marito violento, Carla una donna succube, incapace di guardare la realtà, convinta che il suo amore riuscirà a redimerlo. Dopo anni di matrimonio e tre figli, neanche il divorzio stempera la gelosia di Vito né ridimensiona i sentimenti di Carla. Lui, padre affettuoso e con un comportamento esemplare sul lavoro, riesce a nascondere bene una doppia vita – amante compresa. Ma Carla è rassegnata e cieca come solo le donne sanno essere e quando la figlia Mara le chiede di invitare il papà il giorno del terzo compleanno, lei accetta. Per una sera, Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa, sono il ritratto di una famiglia serena. Non ci sono urla, scenate, schiaffi.

Quella notte, spente le candeline sulla torta di Mara, Vito scompare e si spezzano molti equilibri. Vito è stato ucciso, ci sarà una confessione inaspettata, piena ma non convincente. Ci saranno interrogatori fiume durante i quali le persone a lui più vicine, tra rivelazioni e mistificazioni, aggiungeranno qualcosa e metteranno in ombra qualcos’altro.

Una storia nera (Mondadori) ha il pregio di una narrazione che si sviluppa su diversi piani, intrecciando stili e generi. Il   risultato è un collage di brevi capitoli, ognuno dei quali offre uno spaccato sulla trama, il punto di vista di uno dei protagonisti, un flashback che rivela un dettaglio. Perché è vero che i sentimenti di Carla sono ancora forti per l’ex marito ma è anche vero che lei ha iniziato a frequentare Manuel. E i due figli più grandi, Nicola e Rosa? Tra loro c’è un rapporto strano, un po’ morboso che neanche Livia, la fidanzata di Nicola, riesce a rendere meno anomalo. Poi c’è Milena, l’amante con figlia sedicenne a carico, criptica nella sua figura, invisa a Mimma, la sorella maggiore di Vito che da Massafra tiene le fila della famiglia – una famiglia che “incuteva gran rispetto in paese, e pure qualcos’altro”.

Personaggi, insomma, tutti un po’ al limite e tutti carichi di segreti o omissioni in una Roma descritta nella morsa di un caldo soffocante, ostaggio di gabbiani famelici.

Antonella Lattanzi ha scritto Devozione e Prima che tu mi tradisca (entrambi per Einaudi). Ha collaborato al programma Tv Le invasioni barbariche, mentre per il cinema ha scritto le sceneggiature di Fiore (di Claudio Giovannesi).

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