"La ragazza di prima" di J.P. Delaney, i misteri nell'appartamento gioiello della domotica

 

delaney

Niente tappeti, tende, fotografie, piante ornamentali. Niente fronzoli e niente libri. Niente luci oltre quelle già presenti, niente animali domestici. Niente fili per stendere il bucato o cestini per la carta straccia. Vietato fumare. Banditi i sottobicchieri e le tovagliette all’americana, i cuscini, i gingilli di qualsiasi tipo e i mobili da montare. Di contro, l’appartamento è un gioiello della domotica, con un’app nel telefonino che controlla tutto – in più, sensori di movimento a ultrasuoni, accoppiati a un rivelatore che modifica l’intensità della luce a seconda del grado di oscurità che c’è fuori. Non solo: la casa è intelligente: sa chi sei e conosce le tue abitudini, ma se dovesse entrare qualcun altro, ti chiederà se è stato autorizzato.

Per prenderla in fitto bisogna rispondere a un questionario lunghissimo e sottoscrivere un contratto con 200 clausole. Ma, per accettare o meno l’affittuario, l’ultima parola spetta a Edward Monkford, l’architetto maniaco del controllo che ha progettato e realizzato l’appartamento in Folgate Street, civico 1, Londra.

Tantissimi non ci sono riusciti, i pochi che hanno “passato l’esame” risultando degni di abitare in Folgate Street hanno desistito dopo alcuni giorni – troppe regole, troppe stranezze -, per Emma, invece, quella casa era l’ideale in termini di sicurezza, per riprendersi dopo una brutale aggressione. Ma Emma, in quella casa, poi è morta – suicidio o omicidio?

Tre anni dopo è Jane la nuova inquilina: anche lei, con un trauma recente da superare, vede nella casa una valida alleata per rimettersi in carreggiata. Anche Jane – che ha la stessa età di Emma e le somiglia terribilmente – rimane affascinata da Edward e dalla sua idea di “stare insieme”: la relazione va avanti solo finché è perfetta, proprio come è accaduto con Emma.

Edward esercita sulle sue donne-affittuarie un controllo continuo. Tramite Governante, un software che vigila sull’uso ottimale della casa, sottopone test con implicazioni psicologiche e dilemmi morali – guai a non rispondere, pena la mancanza di acqua calda o la disattivazione delle luci. Insomma, vivere in Folgate Street non è una passeggiata e, se scoprire qualche ombra nella vita compassata di Edward – un uomo dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione anche se sotto le lenzuola ha un debole per le pratiche estreme – è per Jane intrigante, il dubbio che Emma non si sia suicidata diventa un tarlo che la spinge a scavare nel passato nella ragazza. Quello che verrà fuori è inimmaginabile.

Per scrivere La ragazza di prima (Mondadori, con la traduzione impeccabile di Mariagiulia Castagnone), J.P. Delaney, psuedonimo di uno scrittore che ha all’attivo altri bestseller, ha impiegato dieci anni.

Narrato a due voci, quelle di Emma e Jane, La ragazza di prima ha una trama che a poco a poco si infittisce e si complica e l’intera vicenda diventa, per il lettore, un rebus. Acquistato dalla Universal diventerà presto un film diretto da Ron Howard. Al momento basti sapere – se ancora si è indecisi se leggerlo o meno – che il libro ha immediatamente raggiunto i primi posti delle classifiche inglesi e americane, distinguendosi come la novità assoluta della stagione.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information