“Wondy sono io”, a Milano il 21 mostra fotografica dedicata a Francesca “Wondy” Del Rosso

 

francesca

La neonata associazione “Wondy sono io” per la diffusione della cultura della resilienza (http://www.wondysonoio.org) inaugura una mostra fotografica dedicata a Francesca “Wondy” Del Rosso, giornalista e scrittrice che per sei anni ha affrontato e raccontato con il sorriso e l’ironia il tumore che l’aveva colpita.  L'evento è fissato per domenica 21 maggio dalle 19.00  ‘Al Tempio d’Oro’ - via delle Leghe 23, Milano.

Francesca Del Rosso è stata esemplare ed efficace nel raggiungere il lettore con il bestseller Wondy ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro (Rizzoli, 2014), in cui emerge il suo atteggiamento da “resiliente”: la mostra è un omaggio proprio alla sua resilienza, attraverso la storia fatta di immagini e brevi testi. Il punto di partenza è agosto 2010, momento in cui Francesca scopre di avere “due sassolini” nel seno destro. Le foto sue e della famiglia raccontano non solo i viaggi “veri” fatti da questo momento, ma tracciano le tappe della malattia: le tavole testimoniano lo stato di avanzamento del tumore e le reazioni di Wondy. La sua “vita da resiliente” emerge con chiarezza da questo percorso creato con 17 tavole.

Anche il luogo della mostra è legato a Francesca: “Al Tempio d’Oro” è un locale che lei frequentava nel cuore del quartiere Nolo. Dopo la sua scomparsa, le hanno dedicato il cocktail ‘Wondy’, presente nel menù. E’ il locale in cui è nata ‘Emergency’.

Da martedì 6 giugno, "In viaggio con Wondy" si sposterà invece allo Spazio Nolo 43 (viale Monza 43, Milano), dove rimarrà per due settimane. Successivamente viaggerà in tutti gli spazi che ne faranno richiesta in Italia, in una sorta di viaggio nel viaggio.

L’Associazione “Wondy Sono Io” - fondata dal marito di Francesca, il giornalista di Radio 24 Alessandro Milan, insieme a Francesca Ravelli e alla collega Alessandra Tedesco – apre in questo modo le attività e gli appuntamenti dell’Associazioni, che mirano a costruire e promuovere la cultura della resilienza, sia essa legata alla malattia e al dolore, ma anche ad altri fenomeni: grandi e universali (come quello di lotta alle mafie e alle guerre) o più attinenti al campo personale, che possono scuotere e sconvolgere la nostra quotidianità (la perdita del lavoro, una separazione). 

“Resilienza è una parola che merita attenzione, che va raccontata, spiegata, diffusa, che voglio portare nel mondo, in tutti i modi che conosco e chi mi verranno in mente. E che ci verranno in mente, perché io ho bisogno di una mano, da tutti voi” (dal manifesto dell’Associazione “Wondy Sono Io”).

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