"Domina", la Judith di Lisa Hilton sulle tracce di un Caravaggio tra omicidi e scene hot

 

domina

Il primo volume della trilogia di Lisa Hilton, Maestra (Longanesi), è risultato uno dei venti titoli di narrativa straniera più venduti in Italia nel 2016, per un totale di 100mila copie. Nel mondo ha venduto oltre un milione di copie.

Domina (Longanesi, collana La Gaja Scienza, Traduzione di Sara Caffini), il secondo volume, da una settimana in libreria, ha tutte le premesse per confermare il successo di una scrittrice colta e raffinata proprio come la protagonista del suo thriller erotico. Attenzione, però, le analogie si fermano qui perché Judith Rashleigh (o Elisabeth Teerlinc, uno dei tanti alias), disinibita e smaliziata esperta d’arte che in passato non ha esitato a commettere efferati omicidi, dopo una parentesi di relativa tranquillità a Venezia, quando è convinta di essersi affrancata dal torbido mondo di truffe e affari sporchi, si ritrova suo malgrado, in altri giri squallidi.

Le prime pagine rendono subito l’idea di quanto Domina sia un libro più estremo del precedente: Judith uccide a mani nude un uomo, dopo un’agonia dettagliata. Poi, si torna a due mesi prima, con la ragazza costretta a fuggire dall’Italia e, in brevissimo tempo, a reinventarsi un’identità e un vissuto in grado da salvarla dalla sete di vendetta di un magnate russo.

Un – presunto – dipinto di Caravaggio, nozioni di storia dell’arte, luxury brand e scene di sesso fin troppo bollenti fanno da sfondo a una trama ad alto tasso adrenalinico che si snoda tra la a Serbia, la campagna inglese e la Calabria.

Domina, insomma, non è il solito thriller ma una storia originale, per certi versi spietata, scritta molto bene e costruita attorno alla figura di una donna dalla personalità spiccata, estremamente femminile nella sua esteriorità ma dall’indole molto maschile – Judith pensa come un uomo, si prende quello che vuole, sa essere violenta…

La Judith di Domina è pericolosa, disposta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi: Lisa Hilton ha uno stile tagliente e la sua scrittura procede quasi per immagini – il lettore vede e “sente” tutto grazie alle parole scelte con cura dall’autrice. Niente è lasciato al caso, si passa con nonchalance da cenni di storia dell’arte a scarpe di Prada “(…) in satin nero con una sottile suola argentata, con un magnifico ciuffetto di piume sul tacco (…)”, dalla Caracal F 9x21 alle armi della seduzione.

Laureata ad Oxford, Lisa Hilton ha studiato Storia dell’Arte a Firenze e a Parigi. Ha all’attivo numerose pubblicazioni accademiche e collaborazioni con le più celebri testate anglosassoni, tra cui The Spectator, The Times Literary Supplement, Literary Review, Vogue, Elle, The Observer, The Independent e The Daily Telegraph. Di madrelingua inglese, parla perfettamente italiano, francese e spagnolo. Dopo aver lavorato a New York, Parigi e Milano, vive attualmente a Londra.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information