"La confraternita", il nuovo libro dello scrittore best-seller Pierdomenico Baccalario

 

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Ha una bibliografia vastissima, ha scritto best-seller tradotti in oltre 20 lingue vendendo milioni di copie e lavorando a serie animate che sono state trasmesse in più di 100 paesi.

La confraternita (Einaudi Stile Libero Big) non poteva essere da meno rispetto ai precedenti libri di Pierdomenico Baccalario, uno dei più noti scrittori italiani di testi per ragazzi - celebri le sue serie dei Gialli di Vicolo Voltaire e di Ulysses Moore.

Videogame, spionaggio e una confraternita che ha tra i suoi membri personaggi potenti e spietati sono le tematica sulle quali si sviluppa una trama dal ritmo serrato, piena di adrenalina e colpi di scena.

Il protagonista è Marco McKay, un ragazzo in procinto di iscriversi all’università abilissimo con computer e videogame. Marco deve fare il possibile per carpire la fiducia di Julian, figlio del Primo Ministro di Weland, e, tramite lui, infilarsi nella N.S. Iunctio, un'associazione universitaria segreta che «connette» fra loro giovani destinati per nascita o talento a carriere formidabili. Solo in questo modo potrà diventare il quindicesimo membro, l’outsider, “(…) uno che non contava un cavolo. Uno bravo e basta, a cui la benevolenza della confraternita concesso le possibilità che meritava. A cui avrebbe consegnato le “connessioni” necessarie”.

Per Marco, dopo una full immersion per apprendere modi e atteggiamenti da rampollo dell'alta società internazionale si spalancano le porte della Facoltà di Economia a Ypstown, un ateneo antico e prestigioso. Nonostante le premesse brillanti, Marco si accorge che la Iunctio è decisamente pericolosa, ha regole ferree – non è un caso che sia uno dei più temibili centri di potere occulto del pianeta. Non solo, i sentimenti possono diventare un’insidia troppo grande, la bella Julia è una minaccia.

L’esperienza di Baccalario anche nel campo del giornalismo e della sceneggiatura traspare dalle pagine coinvolgenti della Confraternita: il suo è uno stile che ha la giusta suspense e tiene sempre alta l’attenzione del lettore. Questa volta, l’autore di Acqui Terme conquista anche un pubblico di adulti, con passaggi “forti” – “(…) Non sentivo più le ferite sanguinare lungo il corpo, né gli spuntoni nelle gambe. Non avevo più paura di morire. Ero già morto, ed ero tornato. La stanza in cui mi trovai aveva le pareti coperte di specchi. Al centro c'era un tavolo rotondo con quindici sedie. Una era vuota. Tutto vorticava in mille riflessi della stessa identica scena” – che lascerebbero presagire un’ottima trasposizione cinematografica.

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