"Shake my colors", i colori dell'amore secondo la scrittrice di origini lucane Silvia Montemurro

 

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Immaginate di guardare il mondo senza vedere i colori, percependo solo il bianco e il nero. Ecco, state guardando il mondo come lo vede Laura. Sedici anni, con tutte le fragilità e le ansie della sua età, un amico del cuore, Paolo, e una passione forte, quella per il pattinaggio artistico. Presto, nella sua vita irromperà anche un’altra passione, quella per l’enigmatico – e bellissimo – Geo.

Laura è la protagonista di Shake my colors (Sperling & Kupfer) la trilogia della giovane scrittrice di origini lucane Silvia Montemurro. Pur essendo nata a Chiavenna, in provincia di Sondrio, il nonno paterno, Pietro Paolo Montemurro, era di Pignola e l’autrice ha iniziato a conoscere e amare la Basilicata proprio grazie ai racconti del nonno.

Dopo Shake my colors. La mia luce sei tu è appena stato pubblicato Shake my colors. Persa nel buio mentre a luglio uscirà l’ultimo volume. Questa fortunata trilogia ha fatto breccia nel cuore dei giovani lettori su Wattpad per poi continuare il suo percorso in libreria, come è accaduto a molti romanzi “a puntate” che grazie alla vetrina online hanno riscosso un successo senza precedenti – su tutti, basti pensare ad After di Anna Todd.

Laura e Paolo sono inseparabili: lui, fin da quando erano piccoli, le ha descritto i colori, l’ha protetta e difesa se ce n’era bisogno diventando una specie di supereroe – come quelli che colleziona -, lei, standogli accanto, gli ha fatto sentire il calore dell’amicizia – Paolo ha una mamma che affronta il dolore interiore accumulando oggetti, un’ossessione che l’ha allontanata dalla realtà rendendola anaffettiva.

I due ragazzi trascorrono i pomeriggi nella loro casa sull’albero parlando dei duri allenamenti e dell’arroganza di Prisca, la pattinatrice più brava, la “rivale” di Laura che, dopo un incidente, diventerà la sua amica più intima.

All’improvviso, nelle giornate in chiaroscuro di Laura si insinua un barman intrigante, mozzafiato con una luce incredibile negli occhi ma anche tante misteriose ombre nell’anima. Geo è l’opposto di Paolo: più grande, più sfacciato, più vissuto. Tra Geo e Laura c’è subito una forte attrazione accompagnata, però, un bel po’ di segreti.

“(…) Arriva un momento, nella vita, in cui impari che per continuare il tuo volo devi avere il coraggio di affrontare la verità.  – si legge - Smettere di dire bugie e spiegare le ali una volta di più, senza chiederti ancora: dove dovrei essere? Ma puntando dritto a dove vuoi andare”.

Lo stile della Montemurro è molto diretto, Laura parla in prima persona e la sua voce arriva al lettore autentica e spontanea. Shake my colors è sì un romanzo young adults ma è soprattutto un romanzo intenso nel quale i temi affrontati – dall’acromatopsia al disagio giovanile – fanno in modo che non resti confinato in questa categoria.

Come è nato Shake my colors?

“Ho letto un articolo su una rivista, dove si parlava di questa rarissima malattia: l’acromatopsia, che permette di vedere il mondo solo in bianco e nero. Ho iniziato a documentarmi e ad avere l’ossessione di come si possa condurre una vita priva di colori. Da lì è nato il personaggio di questa storia, Laura, una pattinatrice determinata, non solo a vincere sul ghiaccio, ma anche a vivere un’esistenza del tutto normale nonostante il suo disturbo. Laura sa tutto sui colori: partendo da un mondo in bianco e nero, ho scoperto quanto siano importanti i colori e i loro significati. Shake my colors, nonostante sia scritto dal punto di vista di una acromate, pullula di colori. Potrete scoprirne le particolarità e i nomi più bizzarri, gli abbinamenti e gli utilizzi. Insieme alla storia d’amore e di passione per lo sport di Laura, c’è anche il mondo segreto dei cocktail (Da qui il titolo Shake my colors, che unisce il mondo di Laura a quello di Geo)”.

Perché ha voluto affrontare, in un romanzo che si rivolge principalmente ad un pubblico di giovani lettori, un tema così complesso?

“Se non con i giovani, con chi? I ragazzi sono spugne. Sono sicura che la loro sensibilità venga acuita nel parlare di problemi di cui magari non sono a conoscenza. In mezzo a una storia d'amore magari semplice, hanno la possibilità di confrontarsi con tematiche più importanti”.

Paolo e Geo sono i due ragazzi tra i quali Laura è combattuta. Molto diversi tra loro, sono accomunati solo da un vissuto difficile che si ripercuote nel presente. Come già era accaduto in Cercami nel vento, traspare da parte sua un’attenzione particolare nei confronti delle persone dalla psicologia complessa. Cosa la spinge ad avvicinarsi senza pregiudizi al disagio, alla sofferenza?

“La mia personalità, credo. Io stessa non sono una persona semplice e mi interessano le persone con qualche lato "difficile" o comunque con la vita complicata. Dove c'è conflitto, le storie sono più interessanti”.

Del primo volume di Shake my colors colpisce il rapporto quasi assente che i protagonisti hanno con i social network. In sostanza, alle chat su Facebook e agli incontri virtuali preferiscono parlarsi e incontrarsi “dal vivo”. Non ha avuto timore che i suoi protagonisti sembrassero un po’ “fuori dal mondo” rispetto ai loro coetanei?

“Spesso ciò che è verosimile in un romanzo, non corrisponde a quello che è verosimile nella realtà. Nei prossimi due volumi sarà più evidente il rapporto con la tecnologia, ma i miei due personaggi principali sono estremamente atipici, la loro visione della vita è fuori dal comune. Perché i giovani dovrebbero interessarsi di quello che già vivono tutti i giorni?”

Laura è anche un’aspirante campionessa di pattinaggio sul ghiaccio. Molte pagine, con descrizioni minuziose, sono dedicate a questa disciplina sportiva. Il pattinaggio sul ghiaccio occupa un posto importante anche nella vita di Silvia Montemurro?

“Esatto. Amo pattinare, anche sul lago ghiacciato. E' uno sport che da sempre mi affascina e che mi dà un estremo senso di libertà”.

Quanta influenza hanno avuto sulla stesura della trama i commenti su Wattpad che di volta in volta riceveva dai lettori?

“Poca, in realtà, perché si sono creati diversi schieramenti. I lettori propendevano un po' per Paolo, un po' per Geo. Per cui, alla fine, come è giusto che sia, ha deciso Laura”.

Ogni capitolo del suo romanzo è aperto dalla descrizione di un colore, dal suo significato all’interpretazione della personalità di chi lo indossa. Qual è il suo colore preferito?

“L'argento. E' così elegante. Anzi, no, l'ocra. Mi piace indossarlo. O forse il color petrolio. Si intona coi miei occhi. Amo anche tutte le sfumature di Viola. Insomma, come vedete dopo aver scritto questo romanzo sono parecchio indecisa”.

Potrebbe ambientare un suo prossimo romanzo nella sua terra d’origine, la Basilicata?

“Assolutamente sì. Adoro la Basilicata. Prima, però, dovrei trovare qualcuno che mi ospiti per qualche tempo, così da calarmi un po' di più nella vostra stupenda terra”.

Silvia Montemurro, oltre ai libri, ama la danza, gli asini e i viaggi. Insegna teatro nelle scuole, fa la correttrice di bozze e scrive romanzi brevi per Confidenze. Il suo romanzo d'esordio, L'inferno avrà i tuoi occhi, pubblicato nel 2013 da Newton Compton, è stato segnalato dal comitato di lettura del Premio Calvino. Per la Sperling ha pubblicato lo scorso anno Cercami nel vento.

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