"L'amore addosso", tornano le donne intense e tormentate di Sara Rattaro. L'intervista all'autrice

 

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“In un tempo finito possono capitare un numero infi­nito di eventi. Quindi, che una cosa impossibile accada, non solo è molto probabile, ma è sicuro”.

Tre edizioni nel solo mese di maggio per il nuovo romanzo di Sara Rattaro, L’amore addosso (Sperling & Kupfer). In primo piano ci sono, come è consuetudine nelle trame intense della scrittrice, i sentimenti e tutte le loro sfumature.

Giulia è una donna tormentata, aggrappata a un passato in cui il prezzo che, giovanissima, ha pagato per la sua storia d’amore è stato troppo alto. Adesso è sposata con Emanuele, in apparenza la loro è un’unione granitica – in realtà Giulia ha scoperto che Emanuele la tradisce. Anche lei, pur preservando la forma di un matrimonio perfetto, preferisce lasciarsi andare a una vita parallela con Federico – sposato e con figli. Bugie, inganni, tradimenti. Poi accade l’imponderabile: quasi contemporaneamente, Federico ha un malore, Emanuele un incidente d’auto. Entrambi sono ricoverati nello stesso ospedale e Giulia è divisa tra i due uomini e tra due vite in antitesi.

Moglie, amante, figlia devota: all’improvviso le tante Giulia si frantumano, si scompongono di fronte ai molteplici volti del dolore. Perché non è più una moglie esemplare ma deve continuare a recitare quel ruolo al capezzale del marito; non può essere un’amante disposta a tutto per strappare il compagno a moglie e figli né può tornare a essere la figlia che tutte le madri vorrebbero avere. Non più, non dopo aver scoperto che anche dietro i sentimenti più nobili – quelli che hanno spinto sua madre a imporle una scelta drastica e dolorosissima per assicurarle un futuro promettente - possono nascondersi insidie.

L’amore addosso ha una trama in crescendo, scritta con uno stile diretto e coinvolgente. E’ difficile non rimanere conquistati da questa storia potente e sincera, che parla di famiglia e amore, amicizia e desideri inafferrabili.

Ilmiotg ha intervistato l’autrice

Come è nata la trama del suo nuovo romanzo, L’amore addosso?

 “Per caso. Mi raccontarono, diverso tempo fa, un aneddoto avvenuto in un ospedale italiano. Un uomo fu ricoverato d’urgenza ma la donna che lo aveva soccorso non era la moglie e tutto lo staff del reparto era stato coinvolto in questa situazione “complicata”. Poi, ho sviluppato il personaggio di Giulia e di sua madre. Aveva molta voglia di dedicarmi ad un romanzo dalla trama intricata e ricca di colpi di scena”.

 Giulia è pronta a mollare tutto per Federico, il suo amante, certa che anche lui sia disposto a fare lo stesso. Giulia è anche convinta che Emanuele, il marito, la stia tradendo. I suoi punti fermi saranno però ridimensionati. Alla base ci sono le omissioni, il non detto. Lei stessa scrive: “La verità è quasi sempre una storia raccontata a metà”. Perché, secondo lei, in una relazione è più semplice correre il rischio di non essere sufficientemente chiari anziché affrontare una volta per tutte la realtà?

 “Perché comunicare, dire quello che sentiamo veramente è molto difficile. La nostra sincerità è sempre un compromesso tra quello che accade davvero e sappiamo e quello che crediamo giusto dire. Tendiamo ad omettere le piccole cose che possono denotare una nostra intenzione o un nostro sentimento per evitare di creare ansie o discussioni. Se diventassimo improvvisamente tutti realmente sinceri saremmo in un mare di guai!”

 Anche nei suoi romanzi precedenti le protagoniste sono donne complesse. Da dove nasce questa attenzione nei confronti dell’animo femminile e dei suoi chiaroscuri?

 “Amo le donne e amo descriverle. Mi piacciono quelle vere, confuse, incerte e piene di contraddizioni ma che lottano per apparire perfette agli occhi degli altri. Sono i personaggi complessi che amo descrivere”.

 Una figura dalla psicologia se vogliamo contorta è la mamma di Giulia: per il bene delle figlie non esita a imporre decisioni drastiche. Il desiderio che le proprie figlie abbiano un futuro luminoso può davvero scontrarsi con ciò che è moralmente, umanamente giusto?

 “È un sentito molto più diffuso di quello che immaginiamo. Molto spesso i genitori antepongono un futuro solido alla felicità reale dei figli. La madre di Giulia è una donna capace di qualsiasi cosa purché la figlia mantenga un’immagine perfetta agli occhi del mondo. Il suo vero tradimento non è però in questo volere per lei il meglio a modo suo ma la sua incapacità di portare in salvo la figlia. In questo, è imperdonabile”.

 Una parentesi spassosa, leggera e molto divertente si trova nelle pagine che descrivono i cognati, Daniele e Marzia, e la loro relazione ormai finita. Ha mai pensato di scrivere un romanzo in cui siano preponderanti humour e ironia?

 “Mi piacerebbe molto. Dovrei trovare la trama giusta, quella che racconti qualcosa di importante con il sorriso. In fondo io mi considero ancora agli inizi per cui tutto può accadere…”

 L’amore addosso ha un finale aperto. Sta pensando a un sequel?

 “Non lo so. Per ora non è in programma”.

Sara Rattaro è nata a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha lavorato come informatore farmaceutico prima di dedicarsi completamente alla sua grande passione, la scrittura. È già autrice di cinque romanzi, accolti con grande successo da librai, lettori e critica, e tradotti in nove lingue: Sulla sedia sbagliata, Un uso qualunque di te, Non volare via (Premio Città di Rieti 2014), Niente è come te (Premio Bancarella 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016).

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