"Future sex", il reportage di Emily Witt su amore, sessualità e pornografia nell'era digitale

 

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Amore, sessualità e pornografia assumono nuove forme e nuovi significati nell’era digitale? E’ questa la domanda alla quale risponde Future Sex (Minimum Fax, Indi, traduzione di Claudia Durastanti) di Emily Witt.

Future Sex è un’inchiesta dettagliata condotta in prima persona dalla Witt che nel 2011, a trent’anni, si ritrova single e, ostentando una falsa spensieratezza – quando ha dentro di sé un vuoto autentico -, si immerge nelle molteplici opportunità dell’amore libero, del sesso svincolato da qualsiasi legame affettivo: dalle prime agenzie di incontri virtuali al porno femminista, dagli orgasmi durante le sedute di yoga alle chat erotiche al poliamore.

La Witt ha toccato con mano tutto questo, si è lanciata in prima persona alla scoperta di pratiche che potessero in qualche modo sostituire una relazione – in Future sex la monogamia è un miraggio - e lo ha fatto con la consapevolezza che “nel corso della vita abbiamo letto tante favole, ma nessuna finiva con «e vissero da soli, felici e contenti»”.

“Nella fantascienza, l’amore libero aveva rappresentato il futuro. – scrive - Il nuovo millennio aveva promesso l’arrivo dell’uomo nello spazio, contraccettivi a prova di sicurezza cyborg, prostitute, e una sessualità senza limiti. Ma il futuro era arrivato assieme a tante nuove libertà, e l’amore libero in quanto ideale era passato di moda. Eravamo liberi di avere dei coregasm, ma gli hippie erano stati degli ingenui e la fantascienza non era reale. (…).

Disorientata dall’improvvisa libertà emotiva e sessuale da gestire, confusa dall’assenza di limiti fisici e morali che la nuova dimensione ha con sé, la Witt afferma: “(…) Mentre le persone sole potevano nutrire uno scopo recondito, dal desiderio di un breve rapporto sessuale all’anelito per il vero amore, la tecnologia in sé non prometteva nulla. Poteva portare le persone da noi, ma non diceva niente su cosa dovevamo farci”.

La solitudine è la costante di questo reportage nel quale il sesso è alla stregua di una pratica da sbrigare senza coinvolgimenti di sorta. Ma, attenzione: in Future Sex non ci sono giudizi o dilemmi etici.

Emily Witt (1981) si è laureata alla Brown University e vive a New York. Scrive, fra gli altri, per n+1, The New Yorker, The New York Times, GQ e la London Review of Books.

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