"Una famiglia quasi felice", Amanda Prowse racconta le dinamiche relazionali devastanti

 

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“Sapeva che il mondo esterno la vedeva come la fortunata Kathryn Brooker, che viveva una vita piena in una deliziosa casa antica di due secoli, con la sua famiglia perfetta e un roseo futuro. Molte le invidiavano la sua fiabesca esistenza, il suo prestigio e la ricchezza materiale. Per non dire che si era accalappiata il bellissimo Mark Brooker – aveva davvero esagerato quel giorno. Kathryn lo trovava quasi divertente, sapendo che se quelle persone si fossero messe al suo posto per un giorno e una notte, avrebbero richiesto a gran voce di scappare, artigliandosi alle pietre di arenaria fino a strapparsi via le unghie, arrampicandosi sui muri fino a sbucciarsi le ginocchia e a scavare a mani nude e insanguinate nelle fondamenta per creare un tunnel. Avrebbero provato di tutto e non si sarebbero fermati davanti a niente per sfuggire alla vita fiabesca che conduceva lei”.

E’ firmato da Amanda Prowse, autrice da un milione di copie, Una famiglia quasi felice (Newton Compton Editori), ennesimo thriller su insospettabili dinamiche relazionali.

Kate è invidiata per la sua vita in apparenza così intensa, allegra e serena; in realtà è vittima di un marito sadico e violento. Il suo calvario si svolge su diversi piani temporali e in una sorta di bolla di irrazionalità. Lei non si confida con nessuno, i suoi figli la considerano “strana”, come se nascondesse qualcosa – appunto, ha l’inferno in casa e non riesce a chiedere aiuto -, il marito – lo stimatissimo preside - è un uomo integerrimo agli occhi della comunità: “(…) Era come un’attrice in un copione: mentre era sul palco, c’erano tante meraviglie e cose eccitanti che le accadevano e le davano gioia, ma non poteva rimanere sul palco per sempre e non appena andava dietro le quinte, pam! Cose terribili le accadevano, cose che non poteva sperare di evitare, mai. Tutto quello che poté fare, giorno dopo giorno, era affrontare il pubblico e sorridere, cercando di nascondere la propria infelicità e sperando in segreto che qualcuno potesse vedere oltre il suo sorriso e salvarla”.

La Prowse riesce a tenere il lettore sempre sulle spine. Fin dalla prima pagina l’epilogo è noto ma è inimmaginabile l’incubo quotidiano che ha vissuto Kate. Una devastazione psicologica e fisica mascherata dalle affettuosità e dai baci elargiti in pubblico dal marito, esplicitata dietro la porta chiusa della camera da letto, dietro il terrore che torna ascoltando i passi di Mark mentre sale le scale, la fede che sbatte sul corrimano… Mark sta arrivando, sta arrivando la condanna quotidiana di Kate: le svelerà quanti punti ha totalizzato e la relativa crudeltà della punizione.

Con uno stile diretto la scrittrice cattura il lettore e lo fa precipitare lentamente nell’orrore di Kate.

Amanda Prowse è autrice di numerosi bestseller. Vive a Bristol con il marito e i figli e si dedica alla scrittura a tempo pieno. La Newton Compton l’ha fatta conoscere al pubblico italiano con La figlia perfetta, mentre Una famiglia quasi felice è il suo maggiore successo di vendite e critica.

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