"La gabbia", inquietudine e banalità del quotidiano nel romanzo breve di Alexandre Postel

 

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E’ l’inquietudine il filo conduttore del tormentato La gabbia (Minimum Fax, collana Sotterranei, traduzione di Martina Cardelli), dello scrittore francese Alexandre Postel.

Il protagonista, su richiesta dello psichiatra, racconta ciò che è accaduto nei cinque giorni che gli hanno sconvolto la vita.

L’io narrante è un giovane venditore di telefoni cellulari che, dopo la morte del padre, unico erede torna nel paese d’origine per organizzare il funerale e sbrigare le formalità burocratiche. Si trasferisce nella casa dell’anziano, con il quale peraltro aveva avuto rapporti molto freddi, e il secondo giorno fa una scoperta sconvolgente. In cantina c’è una gabbia e, nella gabbia, è rinchiusa una donna.

Nelle pagine di questo romanzo breve si alternano un senso di colpa costante e la banalità del quotidiano, in “una prosa che parte da Albert Camus e passa dall’Avversario di Emmanuel Carrère, svelando le inquietudini del mondo contemporaneo”.

Alexandre Postel (1982) insegna letteratura francese a Parigi. Con il suo primo romanzo, Un uomo discreto, pubblicato nel 2013 in Francia da Gallimard, è balzato ai primi posti delle classifiche francesi e ha vinto il Premio Goncourt per il miglior esordio. Di Postel minimum fax pubblicherà anche il successivo romanzo, Les deux pigeons

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