A Matera, successo per Massimo Ranieri

Dalla paura del nuoto  al successo nell’oceano musicale. “Canto perché non so nuotare… da 40 anni”. Note e testi di Massimo Ranieri che hanno segnato il firmamento della musica. A testimonianza di questo fanciulli scatenati ieri sera a Matera a partire dalla 21.30 per lo scugnizzo Ranieri. Coppie consolidate di 50enni non solo materani che, teneramente, canticchiavano e si emozionavano. Nonne con i binocoli di teatro “per vederlo in viso”. Flash, MP3, gadget (in vendita) a ruba, insomma un teatro “Duni” che con la società “Delta Concerti” era davvero in fibrillazione.
Scenografie eleganti, sensuali e romantiche. Un palco contornato da sole donne, dalle ballerine all’orchestra. Un concerto - spettacolo condito dai ricordi, troppo spesso nascosti negli angoli e meandri della memoria.
“Una volta c’era un signore in corsia preferenziale, sereno e serafico. Un vigile lo ferma e gli chiede chi si credeva di essere. Lui rispose: il tram”- risate scroscianti e Ranieri specifica –“non sono un barzellettista, vi ho raccontato questo per dirvi che è facile chiedere ma è difficile rispondere, voi sapreste rispondere? Io non mi chiamo
Giovanni Calone, io sono Giovanni Calone. Sono stati i miei discografici che decisero di cambiarlo” -. Da “Se bruciasse la città” a “Ti penso” fino a Rose rosse” l’artista ha interpretato brani anche di altri cantanti, come “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo, facendo vibrare le corde dell’ anima di tutta la numerosa platea.
“Quando ero piccolo abitavo in un attico..non è vero, vengo da una umile famiglia numerosa di Napoli. Avevamo un grande finestrone che era il mio cinematografo” – ha proseguito e incalzato Calone –“da lì osservavo il porto, i motoscafi, i pescatori, il castello ed ho persino visto affodnare una nave, come una lama, un episodio davvero unico, altro che il “Titanic”, io i miei film li ho visti al mio cinema
finestrone!”-.
“Potrei provare a scriverti è vero - Ma questa notte resto qui a farmi male - Non più di tre secondi a canale…”- mentre interpretava il suo brano, “Ti parlerò d’amore” era seduto con un telecomando nell’ angolo sinistro del palco materano con un viso davvero introspettivo, vissuto e comunicativo (Clicca QUI vedi la mia fotografia di ieri sera) – “Ti parlerò d'amore – “Non avrò più nessun pudore - Non amicizia e non saggezza - Ma tenerezza diretta al cuore -Ti parlerò d'amore…” Ranieri ci è riuscito, tra  sacrifici e timori emoziona anche le generazioni di facebok.
“Nella mia vita sono stato sempre stato circondato da belle donne” – dal pubblico a più voci “anche noi lo siamo!”-. E Ranieri - “certo, mi hai anticipato!”. Intesa con la platea, molto attenta e desiderosa di applaudirlo. “Parliamo del tradimento” – ha detto -“io le mie donne le ho sempre tradite, tutte, ma con…il mio pubblico. E’ capitato più di una volta che non mi accorgessi che l’amore stesse finendo perché… impegnato nel lavoro”. Tutto questo per presentare: “
Mi troverai, accanto a te, qualunque sia la scelta che adesso tu farai, io non ti lascio mai. Quanti veleni hanno sparso tra noi, tu non farci caso, se ancora lo vuoi. Le offese, i rimpianti e le accuse non contano….”. Serata da emozioni forti. Scosse telluriche per i veri sentimenti, a volte assopiti.

Cliccando su questi 5 lettere, troverai alcuni dei miei scatti fotgrafici della serata materana di Ranieri, la 1^ per il 2009: A, B, C, D, E

Consociamolo meglio attraverso una biografia aggiornata:
Ranieri, ovvero “il cantattore” e’ nato a Napoli e da bambino cantava lungo i vicoli o nei ristoranti della citta’. Da scugnizzo a idolo delle ragazzine e delle mamme di tutta Italia il passaggio fu un lampo grazie al successo di “Rose rosse”.
Subito dopo Massimo Ranieri debutta sullo schermo con “Metello” (regia di Mauro Bolognini) ed e’ un trionfo. Non ha ancora vent’anni e ha gia’ vinto tutto: due “Cantagiro”, due “Canzonissima”, ma soprattutto ha gia’ venduto piu’ di quattordici milioni di dischi.
L’occasione della sua seconda vita artistica arriva da Peppino Patroni Griffi con “Napoli chi resta e chi parte” di Raffaele Viviani, Strehler con “L’anima buona di Sezuan” di Bertold Brecht e Alfredo Giannetti con il film “La sciantosa” accanto ad Anna Magnani. Continua il grande successo internazionale dapprima con “Barnum” e poi, in collaborazione con Maurizio Scaparro, “Varieta” e “Pulcinella”, portate in tournée in tutto il mondo.
Garinei lo chiama al Sistina, tempio del musical italiano, per vestire i panni che una volta furono di Domenico Modugno in "Rinaldo in Campo”.
Nel 1988 vince il Festival di Sanremo con “Perdere l’amore”, brano che viene successivamente votato “canzone del secolo”. Ancora teatro (“L’isola degli schiavi” regia di Strehler, “La dodicesima notte”, “Il malato immaginario” ed altro), cinema e tv, e poi, sublimando la sua interpretazione tra voce e canto, doppia con successo Quasimodo nel cartone animato “Il gobbo di Notre Dame”.
Arrivano poi gli ultimi due musical osannati dalla critica e applauditi dal pubblico: “Hollywood – Ritratto di un divo” (storia d’amore tra Greta Garbo e John Gilbert) e “Il grande campione” che narra il rapporto burrascono tra il pugile Cerdan ed Edith Piaf.
La pubblicazione dell’album “Oggi o dimane” (ottobre 2001) e il ritorno in televisione, su Rai 1, con lo show “Siete tutti invitati (citoronare Calone)” sono occasioni eccellenti per riscoprire l’anima etnica e internazionale della canzone napoletana piu’ ‘classica’. Il successo televisivo e discografico convincono definitivamente Ranieri a ritornare ad esibirsi in concerto come cantante, a venticinque anni dall’ultima tournee.
Ai concerti, l’accoglienza del pubblico e’ trionfale tanto che, dopo una parentesi teatrale con “Pulcinella” di Manlio Santanelli per la regia di Maurizio Scaparro (aprile/maggio 2002), il tour riprende, facendo registrare ovunque il tutto esaurito.
La collaborazione artistica con Mauro Pagani porta poi ad un ulteriore lavoro di ricerca che da’ origine all’album “Nun e’ acqua” (gennaio 2003). Per il tour che segue, cosi’ come per il precedente, Ranieri allestisce uno spettacolo di ‘impronta’ teatrale, nel quale trovano spazio i successi di un tempo e le canzoni di “Nun e’ acqua”. Sul palco, e’ accompagnato da musicisti e ballerini straordinari che condividono con lui, ogni sera e in ogni angolo d’Italia, il calore e gli applausi del pubblico.  
Nel 2004 Massimo Ranieri si cimenta per la prima volta nella regia di opere liriche per alcuni dei Teatri piu’ prestigiosi d’Italia, come il San Carlo di Napoli, dove cura la messa in scena dell’”Elisir d’Amore” di Donizetti. Successivamente Massimo Ranieri ritorna al cinema. Claude Lelouche lo chiama ad interpretare uno degli episodi del suo ultimo film “Le genre Humane”. Nell’episodio dal titolo “Les Parisiens” Ranieri recita il ruolo di un artista di strada italiano, ruolo che gli consente di mettere in mostra le sue innumerevoli qualita’ artistiche. L’intensita’ della recitazione, le qualita’ canore e l’abilita’ circense sono una rivelazione per i critici cinematografici francesi, che sono letteralmente conquistati da Massimo Ranieri. All’ inizio del 2005 Massimo Ranieri e’ nuovamente in sala di registrazione per lavorare all’album “Accussi’ Grande”, ultimo capitolo della trilogia dedicata alla grande canzone napoletana (Sony Music, 6 maggio 2005). Scorrendo l'elenco dei brani in esso contenuti – per citarne solo alcuni, “Dicitincello Vujie” cantata in duetto con Noa, “Catari’”, “La nova gelosia”, “Tu si na cosa grande”, “Lazzarella” - ci si rende subito conto di quanto di meraviglioso sia stato scritto a Napoli negli ultimi tre secoli  e soprattutto di quanto ancora ci sia da scoprire. Stili e ambientazioni  si sono continuamente modificate negli anni ma univoco e continuo  è l'assoluto valore melodico e la ricchezza armonica di un modo di scrivere che ha influenzato la musica popolare di tutto il mondo occidentale . Così, naturalmente, riescono a convivere  la voce di Ranieri, quella bellissima e struggente di Noa e quella intensa e primordiale del senegalese Badarà Seck . Così le corde mediterranee e la produzione di Mauro Pagani e Mauro di Domenico si intrecciano senza soluzione di continuità al piano di Stefano Bollani, alle launeddas e al duduk di Gavino Murgia, al sassofono di Stefano di Battista. Il risultato ancora una volta  è un’ inaspettata, raffinata rappresentazione  di una civiltà musicale senza uguali.

Maria Anna Flumero
flumerogemelli@virgilio.it

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