Elezioni amministrative: … e la privacy ?

Mancano ormai pochi giorni al 28-29 marzo, data in cui si svolgeranno le locali elezioni amministrative: conosceremo così nomi e cariche politiche locali di maggior rilievo che, quindi, ci accompagneranno per i prossimi cinque anni.

Avremo, anche in Basilicata, un nuovo Governatore regionale, nuovi Consiglieri comunali e regionali ma anche un nuovo Sindaco per Matera: in realtà molti volti e alcuni personaggi della scena politica sono già noti poiché, ormai da parecchi giorni, possiamo vederli - e spesso riconoscerli - sui manifesti pubblicitari da tempo ben distribuiti in tutta la città: sono infatti davvero tanti gli spazi riservati a dare pubblicità alle proposte elettorali regionali e comunali, né mancano altri mezzi di propaganda come telefonate, e-mail, messaggini telefonici rivolti ed indirizzati ai cittadini.

Ma questa così copiosa pubblicità elettorale indirizzata ai cittadini è davvero in linea con la normativa sulla privacy? Esiste una legge, o magari un regolamento contenente norme atte a disciplinare modalità e, soprattutto, limiti in questa assai complessa materia? I manifesti affissi, gli spot che vediamo in televisione e che sentiamo per radio sono completamente legittimi? Ed i “santini” – spesso oggetto di vere e proprie collezioni - che quotidianamente troviamo nella cassetta della posta, e che spesso ci vengono proposti anche per strada, sono infine rispettosi delle vigenti previsioni normative?

Destano certamente parecchie perplessità queste domande, forse curiose e magari, per qualcuno, anche estemporanee: ma approfondire l’argomento servirà certamente a trovare valide risposte e, forse a… soddisfare non poche curiosità.

Considerato che, come ci ricorda l’articolo 49 della Carta Costituzionale,tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, è chiaro come tale diritto debba essere esercitato nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone cui si riferiscono i dati utilizzati, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale ed al diritto alla protezione dei dati personali (art. 2 del Codice della privacy).

Tuttavia occorre subito evidenziare che la materia è, ormai da anni, ampiamente disciplinata: varie prescrizioni sono infatti contenute in un provvedimento generale che raccoglie le regole del Garante Privacy in materia di propaganda elettorale.

Si tratta di un vero e proprio vademecum, emanato dall’Autorità Garante in data 7 settembre 2005, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2005 n. 212 (documento web n. 1165613): ma, di recente, la stessa Autorità ha approvato un apposito provvedimento che conferma le regole del provvedimento generale del 2005.

Così, come già fatto anche per altre campagne elettorali, l’Autorità ricorda a partiti politici e candidati le modalità in base alle quali chi effettua propaganda elettorale può (e deve) utilizzare correttamente i dati personali dei cittadini quali indirizzi, telefoni, e-mail ecc (provvedimento dell’11 febbraio 2010 pubblicato sulla G.U. n. 43 del 22-2-2010).

Grazie a queste disposizioni è quindi possibile distinguere tra dati utilizzabili senza il consenso dell’interessato, dati utilizzabili con il previo consenso di questi, e, infine, dati non utilizzabili.

Il primo ambito identifica tutti quei dati che i partiti, gli organismi politici ed i vari comitati promotori, nonché i singoli candidati, possono usare senza il consenso dei cittadini: pensiamo a quelli “contenuti nelle liste elettorali detenute dai Comuni, nonché i dati personali di iscritti ed aderenti, ma anche in elenchi e registri in materia di elettorato attivo e passivo ed altre fonti documentali detenute da soggetti pubblici accessibili a chiunque come ad esempio gli albi professionali”.

Il secondo ambito raccoglie, invece, tutti quei dati per l’utilizzo dei quali è sempre necessario il consenso dell’ interessato: quindi, “a meno che i dati personali siano stati forniti direttamente dall’interessato, è necessario che l’interessato manifesti chiaramente il proprio consenso per particolari modalità di comunicazione elettronica come sms, e-mail, mms, telefonate preregistrate e fax; stesso discorso nel caso si utilizzino dati raccolti automaticamente su internet o ricavati da forum, o newsgroup, liste abbonati ad un provider, dati presenti sul web per altre finalità”.

Il terzo ambito, infine, chiarisce che non sono in alcun modo utilizzabili, “… neanche da titolari di cariche elettive, gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti per svolgere attività e compiti istituzionali dei soggetti pubblici o per prestazioni di servizi, anche di cura, liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi, dati annotati privatamente nei seggi da scrutatori e rappresentanti di lista durante le operazioni elettorali” (comunicato stampa del Garante per la privacy del 24 febbraio 2010).

Che dire poi dei cosiddetti santini, cioè i piccoli manifesti elettorali destinati al passamano?

I cittadini devono sempre essere informati sull’uso che si fa dei loro dati: se i dati non vengono raccolti direttamente presso l’interessato che, diversamente, ne avrebbe immediata conoscenza, “l’informativa va data al momento del primo contatto o all’atto della registrazione”: tuttavia, per i dati raccolti direttamente da registri pubblici, elenchi, atti o altri documenti conoscibili da chiunque senza contattare gli interessati oppure in caso di invio di materiale propagandistico di dimensioni ridotte (i cd. santini, ossia materiale propagandistico di dimensioni ridotte che, a differenza di una lettera o di un messaggio di posta elettronica, non rende possibile inserire un’idonea informativa anche sintetica) “il Garante ha consentito a partiti e candidati una temporanea sospensione dell’informativa fino al 31 maggio 2010.

Partiti, movimenti politici, comitati promotori e singoli candidati potranno, quindi, nel prosieguo di questa campagna elettorale, prescindere dal rendere l’informativa agli interessati: ma già dal 31 maggio 2010 entreranno in vigore nuovi limiti e forti restrizioni in materia di propaganda elettorale che, tra l’altro, renderanno obbligatoria la previa informativa sull’uso dei dati a tal fine raccolti.

dott. Giuseppe Lo Martire

specialista in Scienze delle Autonomie Costituzionali

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information