Le risposte ai Vostri quesiti: autovelox, eccesso di velocità e foto frontali all’autista.

Un lettore ci esprime i propri dubbi in merito alla liceità di una particolare situazione.

E’ possibile che un autovelox a postazione fissa scatti fotografie frontali all’autista della vettura?

Tanto, se previsto dalla vigente normativa, non contrasta, forse, con la tutela della privacy?

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L’allegato alla recente Circolare Ministeriale 14 agosto 2009, protocollo n. 300/A, chiarisce, al n. 6 della Parte I, tutti i dubbi del lettore.

In particolare il punto 6 – “Precauzioni e tutela della privacy – sancisce che “ i dispositivi di controllo utilizzati per l’accertamento dell’eccesso di velocità che consentono di documentare la violazione e, a richiesta dell’interessato, la visione successiva, devono essere impiegati nel rispetto delle norme sulla riservatezza personale” (D. Lgs. 196/2006).

Inoltre, nel prosieguo del dettato è chiarito che “…le immagini così rilevate siano fruibili solo per l’accertamento e la contestazione degli illeciti stradali…”, e che “…le risultanze fotografiche o le riprese video siano nella disponibilità e vengano trattate solo dal personale responsabile degli organi di Polizia…” ed infine che “… le immagini siano conservate solo per il periodo di tempo strettamente necessario all’applicazione delle sanzioni ed alla definizione dell’eventuale contenzioso…” (punto 6).

Tanto per evidenziare che tutte le fotografie scattate da un autovelox possono essere trattate solo da organi della Polizia, e, solo eccezionalmente, affidate, con apposito atto scritto, a soggetti privati (punto 6, n. 2).

Arriviamo dunque al quesito posto dal lettore: sono lecite le foto scattate frontalmente da un autovelox? “…Per garantire le esigenze di riservatezza, le fotografie o le immagini che costituiscano fonte di prova per gli illeciti accertati non devono mai essere inviate al domicilio dell’intestatario del veicolo unitamente al verbale di contestazione…”, tuttavia “… poiché l’intestatario del veicolo ha un legittimo interesse a conoscere l’effettivo autore della violazione … la visione della documentazione fotografica o del video deve essere resa disponibile a richiesta del destinatario del verbale, nel rispetto delle norme sull’accesso ai dati personali trattati” (punto 6 n. 3)

E se, nella vettura, oltre all’autista sono altresì presenti altri passeggeri, comunque fotografati, in che modo si tutela lo loro riservatezza?

La domanda trova presto una risposta: lo stesso capoverso n. 3 chiarisce infatti che “… al momento dell’accesso, dovranno essere opportunamente oscurati, o resi comunque non riconoscibili, i passeggeri presenti a bordo del veicolo controllato”: si tratta pertanto di un vero e proprio obbligo di legge, dunque, e non, come sostenuto da alcuni, di una mera facoltà.

Quindi, le riprese e le foto frontali tramite autovelox sono lecite?

Le esigenze di riservatezza personale escludono la possibilità di effettuare il rilevamento della velocità con sistemi automatici, senza contestazione immediata della violazione, attraverso la ripresa fotografica frontale del veicolo e la memorizzazione di immagini che permettano di identificare le persone che vi si trovano a bordo; un siffatto tipo di accertamento, infatti, in quanto non indispensabile, si pone in violazione alle norme in materia di riservatezza”; però “sono .... compatibili le riprese frontali realizzate con l’ausilio di dispositivi laser impiegati per la contestazione immediata delle violazioni, poiché, in tali casi, la documentazione video realizzata costituisce solo supporto che attesta una violazione accertata direttamente dall’operatore di Polizia” (punto 6 n. 4).

La differenza, pertanto, è proprio nella necessaria immediatezza della contestazione della violazione, che legittima, quindi, la realizzazione delle riprese frontali tramite l’ausilio di dispositivi laser (autovelox, traffiphot, photo-laser ecc.) da visionare, eventualmente, anche in un momento successivo con tutte le cautele sopra meglio descritte.

E’ chiaro che, in tali ipotesi, è necessaria la presenza dell’operatore di Polizia sul posto: infatti questi deve accertare direttamente la violazione, realizzare la documentazione a supporto del verbale proprio tramite il dispositivo laser (l’autovelox) ed, infine, contestare nell’immediatezza la violazione al trasgressore.

Non vanno, però, dimenticate le eccezioni previste dagli articoli 200 e 201 del Codice della Strada, che disciplinano i casi in cui la contestazione immediata non è necessaria.

Ma si sa, l’ eccezione conferma la regola.

dott. Giuseppe Lo Martire

specialista in Scienze delle Autonomie Costituzionali

perfezionato in Diritto Processuale Tributario

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