Polizia municipale, strada statale ed autovelox …. che confusione!

Può, legittimamente, la Polizia municipale elevare multe con l’ausilio di un autovelox posizionato su una strada statale?

Come e da chi viene classificata una strada, quali sono i servizi di Polizia stradale e quali i soggetti legittimamente preposti all’espletamento di tali attività?

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Mi scuso anticipatamente con il lettore, ma non è possibile fornire una risposta sintetica, come richiesta, considerate la molteplicità e la complessità degli interrogativi posti.

Va chiarito subito che la Polizia stradale è una specialità della Polizia di Stato e che, pertanto, l’espletamento dei servizi di Polizia stradale spetta, in via principale, alla specialità della Polizia Stradale della Polizia di Stato, ma anche alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e, quindi, nell’ambito dei rispettivi territori di competenza, alla Polizia provinciale e alla Polizia municipale (articolo 12 Codice della Strada – D.Lgs. n. 285 del 30-4-1992, successivamente modificato ed integrato).

Ciò premesso è quindi possibile chiarire i restanti dubbi del lettore.

Come stabilire se una strada è statale?

Ogni strada sul territorio nazionale è di proprietà di un determinato ente (ad eccezione, ovviamente, di quelle private) come, ad esempio, lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune ecc: gli enti proprietari delle strade, pertanto, devono classificare la loro rete secondo i criteri e le modalità dettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (strada extraurbana o urbana, statale, regionale, provinciale o comunale). Tanto in base alle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali (art. 13, punti 4, 4 bis, 5 e 6 e ivi richiamato art. 2, C.d.S.).

Altrettanto si dica con riferimento alla declassificazione delle strade di propria competenza, qualora le stesse non possiedano più le caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali.

Quali sono le competenze della Polizia municipale e, in particolare, è consentito l’utilizzo degli autovelox per elevare multe?

L’articolo 11 del C.d.S. definisce i servizi di Polizia stradale: tra essi vi è la prevenzione e l’accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, nonché la predisposizione e l’esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico: come chiarito anche dalla recente circolare Maroni - di cui più volte abbiamo parlato – l’utilizzo degli autovelox rientra in questo ampio contesto: “l’eccesso di velocità può essere oggetto di accertamento attraverso sistemi di rilevamento, fissi o mobili” (circolare Maroni, allegato 1).

Ma l’articolo 12 del C.d.S., come precisato in apertura, stabilisce che, “nell’ ambito del territorio di competenza”, l’espletamento dei servizi di Polizia stradale (quindi l’utilizzo degli autovelox) spetta anche ai Corpi di Polizia provinciale e di Polizia municipale.

E’ pertanto legittimo che la Polizia municipale utilizzi, “nell’ambito del territorio di competenza”, tali strumenti per accertare l’eccesso di velocità, procedendo, quando possibile, alla prescritta contestazione immediata della sanzione; ma tali soggetti potranno altresì utilizzare dispositivi di controllo senza effettuare la contestazione immediata nei casi previsti dall’art. 200 e 201 C.d.S.

Su quali strade è possibile posizionare un autovelox e secondo quali criteri?

Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali è sempre consentito l’utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità, senza alcuna autorizzazione preventiva.

Diversamente, sulle strade extraurbane secondarie ed urbane di scorrimento spetta al Prefetto, con proprio decreto, la determinazione dei tratti in cui è possibile l’attività di controllo remoto del traffico finalizzata all’accertamento delle violazioni per eccesso di velocità.

Circa i criteri a supporto della scelta del Prefetto, tuttavia, vanno chiarite le varie fasi necessarie a completare l’intero iter procedimentale.

Il Prefetto, come detto, può attivare il procedimento finalizzato all’ individuazione dei tratti di strada in cui è possibile il controllo finalizzato all’accertamento a distanza delle violazioni solo sulla base di criteri oggettivi, quali un “elevato livello di incidentalità”, e/o la “documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata”; al termine di tale iter il Prefetto, valutata la sussistenza di tali requisiti di legge ed acquisito il parere, obbligatorio e vincolante, dell’Ente proprietario della strada, eventualmente, emette il decreto finale.

La Polizia municipale può elevare multe su strade statali, regionali o provinciali?

La risposta è sicuramente positiva, ma dobbiamo preliminarmente chiarire alcuni concetti.

Come spesso accade, è doveroso evidenziare la sussistenza di una regola generale e delle relative eccezioni: la prima possiamo rinvenirla nell’articolo 12 del Codice della Strada (D.Lgs. 30-4-1992 n. 285) laddove si precisa che “l’espletamento dei servizi di Polizia stradale …spetta …(anche) ai corpi ed ai servizi di Polizia municipale nell’ambito del territorio di competenza”. Logica conseguenza è che un verbale di contestazione di illecito stradale formato da un corpo di Polizia municipale a seguito di accertamento effettuato su strada statale (o regionale o provinciale), ancorché attraversante il territorio dell’Amministrazione di afferenza, è viziato di incompetenza ed eccesso di potere.

Le seconde trovano invece la propria allocazione nell’art. 4 del Regolamento di esecuzione del C.d.S. (D.P.R. 16-12-1992 n. 495), intitolato “passaggi di proprietà fra enti proprietari delle strade”: è precisato che, laddove per variazioni di itinerario o per esigenze disparate si renda necessario il trasferimento di strade o di tronchi di esse fra Enti proprietari, “… l’assunzione e la dismissione di strade statali o di singoli tronchi avvengono con decreto del Ministro dei lavori pubblici, su proposta di uno degli enti interessati...; per le strade non statali il decreto è emanato dal Presidente della Regione competente su proposta degli enti proprietari interessati…”(comma 2): nel seguito è quindi precisato che “ i tratti di strade statali, regionali o provinciali che attraversano i centri abitati con popolazione superiore a diecimila abitanti… sono classificati quali strade comunali con la stessa deliberazione della Giunta municipale con la quale si procede alla delimitazione medesima” (comma 4).

La competenza della Polizia municipale è, quindi, certamente limitata alle sole strade di proprietà del Comune: però, con apposita convenzione tra enti interessati, e solo per i Comuni con più di diecimila abitanti, è possibile estendere tale competenza anche alle strade statali, regionali e provinciali che attraversano i centri abitati.

Ciò, pertanto, legittima sicuramente la presenza (anche) della Polizia municipale su strade extraurbane, anche statali, col supporto di strumenti atti a rilevare l’eccesso di velocità a distanza: la contestazione deve essere immediata, salve le previsioni – ed eccezioni – contenute agli articoli 200 e 201 C.d.S.

dott. Giuseppe Lo Martire

specialista in Scienze delle Autonomie Costituzionali

perfezionato in Diritto Processuale Tributario

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