Matera, seminario internazionale "Eredità dell'Antico e del Moderno"

Seminario-InternazionaleIl Dottorato Internazionale in Architecture and Urban Phenomenology organizza anche quest’anno a Matera l’appuntamento delle Giornate di Ricerca che si terranno il 3 e 4 aprile. In occasione della Seduta Pubblica di Discussione delle Tesi dei dottorandi del XXIV Ciclo, le Giornate saranno un momento di confronto internazionale a più voci sul tema “Eredità dell’antico e del moderno”.
Il seminario internazionale, curato da Antonio Conte Coordinatore del Dottorato Internazionale Architecture and Urban Phenomenology, è stato progettato per essere un incontro aperto e partecipato attraverso cui fare delle riflessioni sulla costruzione e la definizione dell’identità di luoghi millenari come la città di Matera.
Interverranno: Mauro Fiorentino - Rettore della Università degli studi della Basilicata, Amerigo Restucci - Rettore IUAV di Venezia, esponenti internazionali delle Università e Centri di Ricerca di eccellenza quali Jorge Cruz Pinto e Pedro A. Janeiro - Universidade Tecnica de Lisboa, Javier G. Gutierrez Mosteiro - Universidad Politecnica de Madrid, Marta Ragozzino – Soprintendenza Beni Storici Artistici Etnoantropologici della Basilicata, Biagio Lafratta - Soprintendenza per i Beni Architettonici del Paesaggio della Basilicata, Ferdinando Mirizzi - Direttore CASD UNIBAS.
Per la Facoltà di Architettura di Matera, interverranno i docenti Armando Sichenze, Ina Macaione, Angela Colonna. Massimo Bulgarelli – IUAV, Ennio Concina - Università Cà Foscari Venezia, Francesco De Mattia - Politecnico di Bari e Antonello Monaco - Università degli studi di Reggio Calabria. L’eredità del patrimonio è per Matera un ambito sensibile di studio e di progetto poiché questa città è patrimonio UNESCO ed è riconosciuta nell’accezione di Paesaggio Culturale.
Nella definizione di “Paesaggio culturale” le “Linee Guida” dell’UNESCO sottolineano la caratteristica di “opere combinate della natura e dell’uomo”, di una ben definita regione geo-culturale, di interazione tra l’umanità e il suo ambiente naturale, di uso sostenibile del territorio, di uno specifico rapporto spirituale con la natura. Questo patrimonio è ciò su cui insiste la nostra realtà universitaria e con cui inevitabilmente e fortunatamente abbiamo da confrontarci.
Eredità, dunque, sollecita l’assunzione di responsabilità, poiché ricevere un patrimonio significa prendersi cura di trasferirlo, lungo un processo di rinnovamento continuo dei valori fondativi della comunità e delle sue forme di “collaborazione con la terra”.
L’antico e il moderno hanno prodotto esperienze abitative, di cui sono espressione architetture e città, a partire dalle quali costruire confronti e temi per orientare le scelte odierne, dalla patrimonializzazione al progetto. I relatori invitati, attraverso le loro ricerche, esperienze, narrazioni, contribuiranno a tracciare i fili di un intreccio nella direzione di una domanda centrale: Quale eredità per il futuro?

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