"Largo al nuovo, diamogli fiducia". Lettera aperta del dott. Francesco Romito sulle ultime elezioni

alt Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del dott. Francesco Massimo Romito in merito alle ultime elezioni.

"Carissimi,

mi trovo a scrivere di getto, come al solito, due righe di commento alla situazione determinatasi a seguito delle elezioni, votazioni, o come vogliate chiamarle. Il dato serio e allarmante è che i più continuano a ritenere che l’esito abbia trovato le sue ragioni in un moto di protesta, un movimento di 'antipolitica'. Nulla fu mai più sbagliato: un popolo di 40enni, 30enni e 20enni, seriamente preoccupato del proprio futuro che decide finalmente di prendere in mano il suo destino E' POLITICA PURA. Si potranno non condividere i modi graffianti, le bestemmie in piazza, i "siete circondati", ma oggi siamo stati testimoni di una vera rivoluzione civile (altro che movimento politico). La Nazione ha dimostrato una volta per tutte di essere stanca di essere lottizzata dai soliti noti, che per anni hanno consentito l'aumento del debito pubblico, l'aumento della disoccupazione giovanile, e dei vari spread (ma non bisogna essere scienziati per capire che in una famiglia i primi sacrifici li deve fare il padre, il tutore, non fosse altro che per dare l'esempio), che hanno consentito che ci fosse sottratta ogni giorno una fetta di libertà sempre maggiore, fino a privarcene del tutto, che hanno dimenticato cosa diceva Luigi Einaudi (senza la libertà economica non è possibile la libertà politica), che hanno dimenticato di avere a cuore il futuro della nostra terra. Bene, ringrazio tutti coloro che hanno svegliato dal torpore gli pseudogovernanti. Altro che ingovernabile: mi aspetto dai giovani scelte più responsabili, non fosse altro perchè interessate, rispetto alle scelte di qualche cariatide avvinghiata allo scranno romano come un'arpia. Ditemi come un vecchio, sia pur saggio, possa decidere del futuro dei giovani, di TUTTI i giovani (tanto i suoi figli sono sistemati per nepotismi e clientelismi). Altro che ingovernabile... ora si inizia a fare sul serio... e mi auguro che questo sia solo l'inizio...

Questo leggendo il panorama nazionale. Se poi volgo lo sguardo alla nostra Regione mi assale lo sconforto, lenito solo dall'ascesa del 'nuovo' populismo (termine dispregiativo con cui si è cercato di affossare gli avversari): viene confermato primo partito il solito primo partito, con i soliti primi nomi (questa volta anche calati dall'alto, e come capolista). Mi chiedo cosa abbiano fatto di così eclatante questi Signori in venti anni di assoluto dominio, quasi feudale, della nostra Regione nell'interesse collettivo dei Lucani?

Non lo so, non ho risposte, ma sono ignorante, preferisco che il lettore cerchi da solo le sue risposte. In ultima analisi penso alla Basilicata, e mi chiedo perchè Basilicata e non Lucania? forse per via del participio passato che l'ultima sillaba lascia intuire? Spero che tutto ciò sia davvero passato, e che diventi presto trapassato. Per questo LARGO AL NUOVO, diamogli fiducia!!!"

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