"Nuovo contrordine mondiale", nel 2015 il nuovo disco di Povia in sole mille copie

povia thumb_medium400_300 "“Nuovo Contrordine Mondiale” è prima di tutto un'idea e poi un disco di canzoni. Saranno 15 tracce che non seguiranno nessun canone radiofonico e radiosintetico inteso come durata e suono. Un disco libero, fatto in casa, cantautorale e, ancor di più come piace a me e a voi".

E’ diretto come sempre il cantautore Giuseppe Povia, anche nell’annunciare il nuovo disco che uscirà nel 2015 in sole mille copie su prenotazione.

Dalle 20,00 di ieri sera nella home page del suo sito c’è una lunga spiegazione dei motivi alla base della sua decisione. Spiegazione che non risparmia stilettate verso quanti, nel corso degli anni, hanno ritenuto più semplice screditarlo che apprezzare le sue qualità artistiche. “

L'idea di fare questo disco mi è venuta perchè ci sono sempre più cose (e persone) che in questo mondo hanno preso una grossa piega limitata e superficiale, secondo i miei occhi e le mie percezioni. – si legge nel sito - I messaggi che arrivano dai media sono degenerazionali e sempre più lontani da ogni tipo di valore morale. Non fraintendetemi, non voglio fare il santo perchè non lo sono anzi, forse è proprio per questo che sento la necessità di ripulire sempre la mia anima attraverso l'unico strumento pulito che conosco: La musica e le canzoni.

Dal 2005 e cioè da quando mi accadde quel grosso successo con i bambini fanno oh, passando per Vorrei avere il becco, Luca era gay e La verità, sono cambiate molte cose che mi hanno fatto arrivare a fare delle scelte sia umane che artistiche.

D'accordo, non sono riuscito a fare il "grande salto" perchè non sono mai stato un gestore del "dietro le quinte" e non perchè non ne sia capace, vedo colleghi che in modo spudorato si rendono credibili nei rapporti con gli "addetti", non so come facciano ad avere tutto quel coraggio. Se fingessi un sorriso che non sorride, una cena che non ha appetito, un incontro che non voglio incontrare, un saluto che non voglio salutare, una cosa che non voglio fare, mi si leggerebbe subito nel viso.

L'ho fatto, ci ho provato e ora posso dire con consapevolezza: non è per me.

Gira tutto intorno al "ritorno"? E allora se ritorno deve essere, meglio essere me stesso senza avere paura di vincere o perdere qualcosa o qualcuno tanto, tutto va e tutto viene ma soprattutto, tutto è di passaggio e io in questo caso non faccio l'autostoppista. Non voglio parlare delle canzoni che ho fatto, anche quelle sconosciute al grande pubblico. I gusti sono gusti e non si disgustano. Se però facessi bene il lavoro del gestore del "dietro le quinte", anche se scrivessi canzoni brutte, sarei aiutato e sostenuto, questo ve lo garantisco.

Potrei fare molti esempi di artisti aiutati e sostenuti che però non hanno più niente da dire ma, come ho detto, i gusti non si disgustano. Ho capito e imparato che qui, nel "circo(Lo)degli splendidi", tutti contano solo se sanno contare. Io non voglio essere un calcolatore di numeri, i numeri li voglio inventare. La mia decisione di non fare più televisione a meno che non si parli della mia musica, viene da un motivo semplice e nello stesso tempo valido e determinante: La gente. La gente finito un concerto, mi dice sempre la stessa cosa: "Ma in televisione non sei così come sei dal vivo e solo ora ti ho conosciuto e ti apprezzo davvero come uomo e artista".

Questa è la cosa che sento di continuo. Hanno ragione. In Tv devi rispettare la famosa "messa a fuoco" e se vai fuori fuoco, vai in fuorigioco. Rima scontata ma efficace.

2 parole a chi mi dice: "Ma non ti si vede più dove sei sparito"? Posso capire le signore "nobilmente adulte" che incontro al supermercato e con le quali rido e scherzo abbracciandomele e giocando a fare il corteggiatore simpatico, in fondo è grazie soprattutto a loro e ai loro voti, se io sono diventato "Povia" ma non lo accetto più dalle persone "ancora non adulte" che, nell'era dei "(dis)social network" non abbiano l'intelligenza anche solo di digitare su google "Povia" per informarsi e, magari informare anche le loro mamme che in questo caso sono le signore "nobilmente adulte" che mi amano e con le quali c'è un amore reciproco. A queste persone "non ancora adulte" rispondo semplicemente: "Mi devi seguire su internet" e molti, anche la sera stessa mi scrivono e si crea un contatto umano.

Tutte queste scelte sono arrivate grazie ai concerti che ho fatto in questi anni nei teatri, nei club e nelle piazze dei paesi grandi e piccoli d'Italia. Lì ho conosciuto la gente vera, quella che non ti conosce ma che poi cambia idea. Quella che vuole vedere, sentire e toccare con mano chi sei veramente nel profondo. Quella è gente ti dà la vera opportunità. Quella gente, sono gli occhi di Dio. A loro, a voi, dico Grazie e a prestissimo! Noi? Siamo quelli imperfetti che lavorano per migliorarsi. Per prenotare il disco scrivete a disco@povia.net e nell'oggetto mettete Disco Povia”.

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