Unibas: presentati a Potenza i dati Anvur sulla ricerca scientifica in Italia

 

unibas-anvurL'università della Basilicata è quarta, a livello nazionale, (dopo La Sapienza, Pisa e Trieste e su 95 atenei), per la cooperazione con il contesto produttivo locale e nazionale, e per la capacità di attrarre finanziamenti da soggetti (pubblici e privati) esterni all'accademia, 38/a per la qualità delle pubblicazioni scientifiche, e a metà classifica per il numero complessivo di attività.
Sono alcuni dei risultati della ricerca nazionale realizzata dall'Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) su 95 strutture italiane e 12 enti, e presentata oggi, a Potenza, nell'aula magna del Campus di Macchia Romana, nel corso di una tavola rotonda nazionale organizzata dall'Unibas.
Quello di ieri è stato il primo incontro in cui si è discusso del processo di "Valutazione della qualità della ricerca" (Vqr), che l'Anvur ha concluso a luglio, per disegnare il quadro del valore e delle potenzialità della ricerca in Italia. Una fotografia che ''non racconta di buoni o di cattivi, ma di un sistema con tante potenzialità da valorizzare, e criticità da risolvere'', ha detto il presidente della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), Stefano Paleari: ''L'Europa - ha aggiunto il presidente della Crui - è nata con le università, e se gli atenei vanno in crisi, va in crisi l'Europa: dalle analisi che abbiamo svolto sulla qualità della ricerca scientifica nelle università italiane sono emersi risultati positivi, al Nord come al Sud, e bisogna rilanciare tutto il sistema, e così facendo si rilanciano anche le territorialità, di cui il Paese ha fortemente bisogno".
"I dati - ha concluso Paleari - dimostrano l'esistenza di un 'sistema Italia', non diviso geograficamente o dimensionalmente: ed è una novità importante da testimoniare proprio partendo da un'università del Sud, come quella della Basilicata, che sta facendo molto per il lancio delle sue attività". Il presidente della Crui ha infine ricordato che "la ricerca non si pesa a chili, ma per il suo valore'' e "la dimensione di un ateneo non dimostra il suo valore, poiché nomi come Oxford, Cambridge o il Mit, per non parlare delle tanto citate università tedesche, hanno numeri che vanno dai diecimila ai 17 mila studenti".
All'incontro, accanto a Paleari e al rettore dell'università della Basilicata, Mauro Fiorentino, hanno partecipato il presidente dell'Anvur, Stefano Fantoni, i docenti dell'Ateneo lucano, Nicola Cavallo, Carmine Serio e Giansalvatore Mecca, i rettori dell'Università di Trento, Daria de Pretis, e dell'Università degli Studi Federico II di Napoli, Massimo Marrelli.
Per quanto riguarda l'università della Basilicata, dalla valutazione è emersa una situazione positiva per la qualità dei prodotti della ricerca e per il rapporto con le strutture produttive private, evidenziando però anche alcune carenze strutturali, che si sono determinate a valle di decisioni, spesso contraddittorie, del legislatore in relazione all'autonomia didattica delle università. In sintesi, l'ateneo lucano è caratterizzato da una buona produzione scientifica, condizione necessaria per migliorare ulteriormente i risultati complessivi anche sugli altri indicatori, e da un'elevata capacità di perseguire gli obiettivi di collegamento con l'imprenditoria locale e nazionale. ''E' una giornata - ha detto Fiorentino - che ci ha permesso di delineare una nuova università, e quella del presidente Paleari è una grande visione del sistema, che vuole riportare al centro l'università, nel ruolo che deve avere in un Paese avanzato: finalmente un confronto aperto sulla valutazione e sulle sue finalità, e per la prima volta in Italia si sta affrontando questo dibattito''.
Secondo il presidente dell'Anvur, Stefano Fantoni, "la tavola rotonda è stata cruciale perché ha segnato l'incontro tra Crui e Anvur, per la prima volta e in un ateneo del Sud, come quello lucano, piccolo ma significativo per il Paese: ora auspichiamo che i risultati dello studio siano presi in debita considerazione da chi deve governare il sistema universitario''.

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