Alik Cavaliere nel libro di Arturo Schwarz

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"Electa" pubblica la monografia di Alik Cavaliere dopo 11 anni dalla morte per la collana "Monografie del 900". Uno degli scultori più raffinati e singolari del secondo Novecento. Una quasi biografia dello storico dell' arte e saggista  Arturo Schwarz che giovedì 12 alle h 18.00 sarà presentato a Milano c/o l' Accademia di Brera, a Milano. “In questo libro ho tentato di delineare la complessa bellezza di un lavoro il cui tema riporta sempre alla condizione umana. Con Cavaliere, natura e cultura non sono più antagonisti: l’una diventa la ragione d’essere dell’altra."- ha affermato l'autore - "Mi pare che in poche opere dell’arte contemporanea si possa ritrovare un riflesso altrettanto fedele delle leggi che strutturano il nostro universo sia cosmologico sia umano. Con Cavaliere, l’etica e l’estetica sono parti di un tutto”-.Inoccasione dell' usicta del volume le opere saranno esposte alla Fondazione Mudima fino al prossimo 6 marzo. Artista originale e complesso da definire: nel suo percorso di studio e ricerca ha costantemente inseguito nuove forme espressive, mediante l’uso delle tecniche scultoree, la manipolazione dei materiali e delle idee. La vicenda creativa di Alik Cavaliere dimostra interessanti affinità con il surrealismo, la metafisica, l’esistenzialismo e il Nouveau réalisme, movimenti rispetto ai quali l’artista si pone con originali proposte. “Cavaliere ha saputo restituire nuova esistenza alla “lingua morta” della scultura liberandola da una tridimensionalità restrittiva, allargandone la presenza al palcoscenico della vita e moltiplicandone le tecniche e gli elementi compositivi”. Alik Cavaliere (Roma, 1926 - Milano, 1998) è stato uno degli artisti di più forte e coinvolgente personalità nella Milano della seconda metà del secolo scorso, originale e indipendente ma in continuo confronto con la cultura internazionale, ottenendo riscontri molto lusinghieri sia in Italia che all'estero. Dopo aver frequentato Brera, dove sarebbe presto tornato come docente, e la Facoltà di Lettere, incomincia a dedicarsi alla scultura, utilizzando vari materiali, da quelli malleabili (specie terracotta e cemento) ai metalli, e realizzando sopratutto composizioni e installazioni cariche di significati metaforici. Ha incominciato a esporre dal 1955, partecipando alle Biennali di Venezia (nel 1964 e nel 1972 con sale personali); tra le sue ultime grandi mostre quella del 1992 al Palazzo Reale di Milano e nel 2006 a Palazzo Forti a Verona.

MARIA ANNA FLUMERO

flumerogemelli@virgilio.it

 

 

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