Nuove tecnologie per la conservazione dei Beni Culturali

 

 

l’Unibas protagonista con Matera in un progetto europeo approvato dal Miur  Il progetto rientra nella rete di collaborazione con la Provincia romena di Gorj 

L'università della Basilicata collaborerà con le strutture scientifiche, accademiche e industriali della provincia romena di Gorj, nell'ambito di un accordo tra la Regione e l'ente romeno, in particolare ''per il settore delle tecniche di conservazione e della tutela dei beni culturali e del patrimonio storico e artistico, della promozione turistica, della valorizzazione delle risorse naturali e dei beni ambientali, mettendo a disposizione le eccellenze dell'ateneo, con l'obiettivo di uno scambio di idee e di studenti tra le due aree''. È quanto ha spiegato il Rettore dell'università della Basilicata, Mauro Fiorentino, nel corso della presentazione dell'accordo che di è svolta oggi a Potenza. Da un lato, l'università metterà a disposizione le strutture didattiche e di ricerca, tra cui quelle del dipartimento delle Culture europee e del Mediterraneo, con i corsi di studio in Operatore dei Beni culturali e di Scienze del turismo. ''C'è poi la parte che riguarda la ricerca e i programmi europei - ha concluso Fiorentino - in cui l'ateneo è fortemente impegnato, e che negli ultimi mesi ha portato all'approvazione ministeriale del progetto Smart Cities''.

 

Uno degli ambiti del progetto è dedicato alle tecniche e ai materiali per la difesa del patrimonio culturale dagli effetti del tempo (inquinamento, fattori meteo, danneggiamenti) attraverso un sistema che integra nuovi software alla ricerca sui prodotti chimici e biologici. Si tratta del percorso di ricerca "Innovazione di prodotto e di processo per una manutenzione, conservazione e restauro sostenibile e programmato del patrimonio culturale", presentato da alcuni Atenei, tra cui l'Università della Basilicata, e dei partner aziendali, approvato dal ministero dell'Istruzione.

La campagna di sperimentazione riguarderà varie città d'arte, tra le quali Matera e Venezia, in collaborazione con le Soprintendenze, i musei, e gli enti locali. Per l'Università della Basilicata saranno coinvolti il dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (DiCEM) ed il Dipartimento di Scienze (DiS), coordinati dalla professoressa Antonella Guida. E' Matera uno dei centri scelti per il progetto, che durerà 30 mesi: l'obiettivo è la difesa dei monumenti dagli effetti dell’inquinamento atmosferico, del cambiamento climatico e della contaminazione biologica. Gli obiettivi principali sono due: la realizzazione di una piattaforma tecnologica per la programmazione degli interventi preventivi di manutenzione, e la ricerca su nuove tecnologie e su prodotti non nocivi per la salute (ad esempio nuove tecnologie di biorisanamento e bioricostruzione basate sull’utilizzo di microorganismi selezionati “autoctoni o ambientati”, e prodotti quali tensioattivi biocompatibili o solventi organici e polimeri acrilici). La piattaforma, inoltre, potrà essere utilizzata anche per la compilazione di una sorta di "carta del rischio" e, come utilizzo aggiuntivo, per la promozione stessa dei Beni Culturali.

“La valutazione positiva da parte del Miur su questo progetto scientifico – ha spiegato la professoressa Guida - nell’ambito dei bandi ‘Smart cities and communities’, ci rende oltremodo soddisfatti nel veder esaltata la valenza scientifica e culturale dell’Università della Basilicata, e ancor di più per la sede materana, e la città di Matera con il suo patrimonio Culturale storico ed architettonico, che consolidano il proprio ruolo nella scena internazionale nel dibattito culturale sulla conservazione dei Beni Culturali. Questo brillante risultato si colloca peraltro a valle di un altro progetto finanziato nello stesso ambito, in corso e con scadenza nel 2015, ‘Smart Basilicata’, dove l’unità di ricerca ‘Or4 smart culture and tourism’, che mi vede anche in questo caso responsabile scientifico, ha come focus operativo sempre Matera con i Sassi, Patrimonio dell’Umanità”.

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