Concorso video - I furbetti del Ministero dei beni e delle attività culturali

E' vero che siamo in un regime di ristrettezze economiche e che si tenta di risparmiare in tutti i modi, ma che
il Ministero dei beni e delle attività culturali provi a fare il furbo per farsi regalare un lavoro non mi sembra
un comportamento corretto.
I fatti.
bando di concorso (clicca per leggerlo), per la realizzazione di un video riservato a giovani di età compresa tra 18 e 40 anni.
Al punto due del bando c'è scritto: "Il concorso si propone specificamente i seguenti obiettivi: 
- favorire la conoscenza dei siti interessati dal Progetto ARCHEOMEDSITES ed in generale il
patrimonio culturale dei tre Paesi;
- stimolare ed incentivare la diffusione, nelle giovani generazioni, di una cultura della cooperazione
e del dialogo interculturale attenta all’eliminazione di ogni forma di discriminazione;
- valorizzare la creatività in funzione di progetti di comunicazione del patrimonio culturale che
superi i confini geografici dei Paesi;  
- contribuire alla ricerca, all’elaborazione e alla diffusione di modalità innovative, originali, di
superamento degli ostacoli che impediscono la libera espressione della creatività;
- contribuire ad accrescere una cultura della partecipazione, della condivisione, per lo sviluppo di
iniziative legate alla conoscenza, promozione e fruizione del patrimonio culturale."

Fin qui tutto regolare, la sfida è interessante e qualcuno ha pensato di partecipare, ma continuando a
leggere cominciano le sorprese.

Il punto quattro recita "La partecipazione è del tutto libera e gratuita", bene ha pensato il giovane
che ci ha segnalato il bando, non devo pagare niente ed ho la possibilità di vincere.

Però a seguire non si trova traccia del sia pur minimo riconoscimento in termini di premi
di qualsiasi natura se non al punto sette il cui titolo fa riferimento al premio, si legge: "Il video
vincitore sarà presentato nel corso della conferenza internazionale che si terrà l’8 novembre 2014, in
occasione del Salone Internazionale del Patrimonio culturale.
Il soggetto che avrà curato la realizzazione del video sarà invitato alla presentazione dello stesso."
Quindi il premio è un invito, e non è specificato se almeno le spese saranno a carico del ministero o
le dovrà sostenere in proprio il vincitore.

Ma non finisce qui:
"Il MiBACT si riserva la possibilità di utilizzare i video ritenuti coerenti con le finalità del
concorso per la diffusione nel corso di successive occasioni pubbliche, tenendone informato il soggetto
realizzatore. Inoltre il MiBACT si riserva la proprietà intellettuale e i diritti di esecuzione dei
video presentati per l’intera durata del progetto. I video non saranno restituiti."

Oltre al danno anche la beffa. Nessun riconoscimento in qualsiasi forma, a parte un invito, e il
ministero potrà farne quello che vuole del "lavoro" del vincitore.

E non è finita ancora.
Il punto undici fa sorridere, per usare un eufemismo: "Il MiBACT si impegna a divulgare e valorizzare i
risultati del Concorso mediante le azioni ed iniziative che riterrà opportune. Gli elaborati
progettuali resteranno di proprietà degli autori ma con riserva di divulgazione e promozione da parte
del MiBACT.
Tutti progetti pervenuti potranno essere esposti e divulgati tramite:

a) mostre, fiere ed altre occasioni di esposizione visiva al pubblico
b) cataloghi, volumi, depliants, pubblicazioni cartacee o multimediali diffuse anche a mezzo Web
c) mezzi di comunicazione quali emittenti televisive, quotidiani, riviste, periodici, ecc.

Pertanto, con la partecipazione al concorso si intende automaticamente concessa al MiBACT
l’autorizzazione all’utilizzo, per le finalità di divulgazione, dei video nei contesti sopra elencati.
Resta inteso che il MiBACT nell’opera di divulgazione ha l’obbligo di citare gli autori dei progetti."

E'chiaro che potranno essere usati tutti i video pervenuti per fare promozione al progetto (che
presumibilmente è finanziato in qualche maniera), ma che nello stesso pare che non sia prevista una voce
di spesa per la realizzazione dei video. Questo è quanto si evince da questo bando di concorso.

Riconoscere le professionalità e retribuirle per il loro svolto deve essere un dovere e questo dovere è
soprattutto dello Stato. Non è questo il metodo per risparmiare. Ci aspettiamo che chi ha redatto il
bando ci scriva per fornire ulteriori chiarimenti in maniera tale da informare i nostri utenti delle
eventuali interpretazioni sbagliate che abbiamo fatto.

 

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