"Dente per dente", esilarante e caustico il nuovo romanzo di Francesco Muzzopappa

 

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Leonardo è un ragazzo mite, imbranato, ed è fidanzato con la cattolicissima Andrea.

E’ anche un po’ sfigato, ha perso due dita in un incidente e per il suo handicap è stato assunto come custode in un museo, il MU. CO, il Museo d’arte Contemporanea di Varese, una struttura che conserva le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei: dipinti e sculture improbabili che però portano le firme di Warhol, Dalí Magritte e Duchamp.

Leo è il protagonista del nuovo esilarante romanzo dello scrittore pugliese Francesco Muzzopappa che, fin dai suoi esordi, ha fatto dell’umorismo il suo tratto distintivo.

Dente per dente (Fazi editore) non è da meno a Una posizione scomoda o ad Affari di famiglia, i precedenti libri di Muzzopappa che hanno divertito la critica e i lettori. Giocando con gli acronimi e parafrasando quelli di celebri musei -  tipo il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOlogna) bolognese o la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna) di Roma - Muzzopappa ha creato il MU.CO.

Poi, una trama in fondo comune è stata sviluppata sul filo dell’ironia diventando esilarante e caustica: Leo scopre la fidanzata a letto con un altro proprio il giorno in cui vuole chiederle di sposarlo. A Leo crolla il mondo addosso perché Andrea, da cattolica osservante e praticante, ha sempre rifiutato le sue avance. Al senso di angoscia iniziale subentra però un desiderio sfrenato di vendetta. Ecco che scatta il piano VEV, Virile E Vendicativo: infrangere ad uno ad uno i dieci comandamenti, una missione dai risvolti irresistibili.

Come è nata la trama di Dente per dente?

“Mi piaceva l’idea di raccontare una vendetta d’amore, perfetta e al tempo stesso anomala”.

 Lei è riuscito ad esasperare vizi e virtù della contemporaneità condensandoli nei personaggi di Dente per dente. Qual è quello che le somiglia di più?

“Credo di avere dei tratti comuni con Leonardo, il protagonista. Mi ricorda molto me in adolescenza e sempre me in quelle (tante) occasioni in cui ho preso delle cotte colossali senza rendermi conto che in amore, perché una storia funzioni, bisogna essere in due”.

 Ha ironizzato molto sul mondo dell’arte ed è diventato a sua volta artista per le “opere” del MU.CO. ritratte nel romanzo. E’ stato più divertente scrivere o creare disegni e sculture?

“La prosa è per me sempre la parte più interessante. Far ridere il lettore e stringere con lui questo patto forte dall’inizio alla fine del testo è quanto di più difficile ci possa essere in narrativa. Un testo umoristico è un romanzo classico impreziosito da moltissimi secchi di vernice luminosa. E occorre essere dei pittori attenti. Le opere, poi, sono dei piccoli diamanti che mi sono divertito a inserire tra i capitoli e hanno richiesto mesi di lavoro. L’insieme, nel complesso, mi ha soddisfatto. Un lavoro sfiancante ma bello”.

 Qual è il suo rapporto con l’arte?

 “Amo l’arte contemporanea. Fossi pieno di soldi passerei il tempo tra mostre e gallerie d’arte. Da pubblicitario, però, credo di saper riconoscere un’idea da un’operazione di marketing, paccottiglia ben confezionata che vuole ambire all’arte più alta pur non avendone la statura. Mi sono così divertito a puntare il dito contro il vuoto pneumatico che, a volte, viene appeso alle pareti dei musei d’arte contemporanea sperando nell’incapacità di giudizio del pubblico”.

 Il suo romanzo anziché avere i ringraziamenti di rito ha quattro pagine di scuse. Leggendole, il lettore si rende conto che, al contrario di Leo – protagonista e firma di un blog sulle auto - lei non si intende affatto di motori. Non era più semplice descrivere un protagonista con passioni comuni?

“Sarebbe facile ma meno interessante. Scrivere romanzi mi regala la grande opportunità di vivere vite che altrimenti non potrei vivere. Mi immergo in passioni altrui, cerco di comprenderne i confini e le motivazioni per poi dimenticarmene a lavoro concluso. Mi sembra un modo sano per andare oltre i miei steccati”.

 Lei ha origini pugliesi ma, anche questa volta, ha preferito il Nord per l’ambientazione del suo romanzo. Leggeremo prima o poi una sua storia che si svolge in Puglia?

“Ho molti progetti che riguardano il mio sud e in particolare la Puglia, Taranto e Ginosa, il mio paese. Aspetto che i tempi siano maturi, per me, per l’editore e per la mole di lavoro che dovrei mettere in ordine, dovesse andare tutto in porto”.

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