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Internet: bloggers, stress e...morte? |
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Scritto da Maria Anna Flumero
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giovedì 10 aprile 2008 |
NEW YORK, APR 2008- La morte arriva col blog: lo stress combinato con
stili di vita malsani hanno cominciato a mietere vittime tra i blogger.
In Florida, Russell Shaw e' morto per infarto. Era un prolifico blogger di temi
tecnologici. In dicembre un suo amico era finito sottoterra. Sono casi
isolati o la punta di un iceberg? Se lo e' chiesto il New York
Times
e tutti sono d'accordo: obesita', insonnia e altri disturbi sono
provocati dallo stress di dover produrre notizie in un ciclo di
informazione non stop.
Alcuni di quelli che erano nati come diari online sono in effetti
diventati negli ultimi anni veri e propri produttori di informazione
che fanno concorrenza ai media tradizionali sul fronte della
pubblicità.
La pressione è enorme soprattutto per i free
lance, navigatori della rete pagati spesso non dignitose, ma anche chi sui blog ha costruito una fortuna ha motivo di
preoccuparsi. "Non sono ancora morto ma presto finirò in ospedale con
l'esaurimento nervoso", ha detto Michael Arrington, fondatore e
direttore di TechCrunch, un popolare blog sulle nuove tecnologie che
rastrella milioni di dollari in pubblicità. Arrington, che è ingrassato
di 15 chili in tre anni, ha attribuito allo stress da blog il fatto che
ora soffre gravemente di insonnia: 'Sono arrivato a un punto di
rottura''. Non è da oggi che i bloggers denunciano pubblicamente
contraccolpi fisici del loro mestiere: è un leit motiv dei diaristi
online lamentarsi della fatica perennemente in agguato per chi passa
buona parte della giornata e spesso della notte a smanettare sul
computer a caccia di informazione. Molti blogger sono pagati a pezzo,
altri a numero di lettori, in una gerarchia retributiva che ripaga lo
scoop anche se appena di pochi minuti.
La velocità in questi casi è
tutto: "Non c'é una volta, neanche quando dormi, che non ti viene
l'ansia di avere preso un buco", ha detto Addington al New York Times.
Tanto i blogger sono consapevoli dei rischi del mestiere che alcuni di
loro hanno preso a scambiarsi consigli su come farvi fronte.
Ogni tanto è bene ritornare a scrivere sui vecchi pezzi di carta, "risvegliando" il vecchio callo al dito...dello studente
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