Dieta BARF per cani: tutto quello che c’è da sapere

Che cos’è la dieta BARF per cani? Fa davvero bene al cucciolo di casa? E cosa c’è da sapere prima e per intraprendere un percorso alimentare di questo tipo? Proviamo ad andare con ordine.

Che cos’è la BARF e perché (se fatta bene) è la miglior dieta per cani

L’acronimo BARF sta per “Biologically Appropriated Raw Food”, ossia tradotto in italiano cibo crudo biologicamente appropriato a metabolismo del cane. Qualche volta, in letteratura, lo stesso acronimo è tradotto come “Bones And Raw Food”, ossia ossa e cibo crudo. Al di là delle piccole sfumature linguistiche, insomma, quando si parla di dieta BARF per cani si intende una dieta che simuli la dieta originale di cani selvatici e altri antenati dei cani domestici come i lupi, dieta che era di certo molto diversa da quella a base di croccantini e scatolette che seguono oggi la maggior parte di cuccioli di casa e fatta appunto soprattutto di carne cruda e di ossa.

In altre parole? Riabituare il proprio cane a un’alimentazione BARF significa recuperare il suo istinto predatore. Non si tratta di un’operazione facile, soprattutto nel caso di razze di cani delicate e che presentano una certa predisposizione a disturbi e disfunzioni a carico del sistema digerente. Per questo non bisognerebbe mai fare da sé; sarebbe opportuno rivolgersi al proprio veterinario prima di far intraprendere al proprio cane un regime di raw food o, meglio ancora, ci si potrebbe rivolgere a uno specialista della materia e, in ogni caso, si dovrebbe prevedere un periodo di transizione in cui il nuovo regime di alimentazione si accompagni alla vecchia alimentazione umida o secca.

Com’è fatto, però, nel concreto una schema di dieta BARF per cani? E, soprattutto, di che alimenti non può mancare? Carne cruda e ossa sono i due cardini di questo tipo di alimentazione: secondo delle stime, infatti, ogni giorno un cane in salute avrebbe bisogno di assumere dal 70 al 90% di sostanze nutritive di origine animale. Per quanto riguarda le ossa, meglio preferire quelle più solide, che non tendono a sfaldarsi rischiando di far soffocare l’animale. Buona alternativa alla carne sono, invece, anche frattaglie e interiora: gli antenati dei cani moderni, del resto, non disdegnavano certo quelle delle proprie prede. Risulta molto importante, però, per questo sistema alimentare integrare anche vegetali come bacche o verdure frullate o ridotte in pezzi molto piccoli: non scartando niente delle proprie prede, infatti, i cani primitivi ingerivano anche tutto ciò che si trovava all’interno del loro apparato digerente, provvedendo così all’apporto di fibre e vitamine. La componente vegetale di una dieta BARF, insomma, simula questo processo e migliora la digestione e il transito intestinale del cane. Va da sé che, specie se non abituato a mangiare niente al di fuori di croccantini e cibo in scatola, il cane potrebbe avere difficoltà soprattutto all’inizio ad assumere la componente vegetale: non è escluso, perciò, l’utilizzo di integratori e probiotici ad hoc fino a quando non avrà fatto proprio il nuovo regime alimentare.