“SCRIVIMI…memorial Catello Mari” 2^ edizione: vince la materana Aurelia Scialpi

La materana Aurelia Scialpi oggi ha saputo di essersi classificata 1^ sul podio del concorso letterario, on-line, “SCRIVIMI…memorial Catello Mari”. Complimenti al genio creativo! Grazie a chi l'ha sostenuta."Il Quotidiano della Basilicata",  testata giornalistica Lucana, l' ha fatto  in un articolo -esclusivo- pubblicato lo scorso 27 febbraio eh...pare abbia portato davvero fortuna! Intanto proponiamo la lettura del racconto breve (ancora visionabile sul sito del concorso)

“Un giorno…”- scritto da Aurelia Scialpi

Presto le onde del mare lo avrebbero raggiunto e coperto.
Ne avvertiva il ritmico rumore in lontananza e alle sue narici saliva l’odore acre della salsedine.
Ne era certo. Ancora pochi minuti, forse un’ora al massimo, e l’alta marea lo avebbe sepolto. Sepolto vivo…
Non poteva spostarsi nè scappare. Inchiodato lì, sulla riva, non riusciva a muoversi di un solo millimetro. Avrebbe voluto gridare aiuto ma la voce non riusciva a liberarsi dalle strette fondamenta e vibrare in alto, lì dove i gabbiani vivevano felici.
Ecco arrivava l’acqua…  La sentiva…  L’umidità trasparente e salata già lambiva l’estremità più  a nord del suo corpo. Sepolto… Sarebbe sparito e nessuno poteva salvarlo.
Di lui sarebbe rimasta solo una foto e il ricordo delle risate e degli schiamazzi dei bambini intorno a lui. Armati di secchielli, palette, rastrelli, formine, fasciati in coloratissimi costumi, insieme ai loro panciuti papà, l’avevano eretto lì, a soli due passi dalla riva, sul bagnasciuga.
Con quattro torri smerlate agli angoli, una cinta muraria per impedire l’assalto dei terribili nemici, il portone, decorato con sbeccate conchiglie, per l’ingresso delle truppe armate, il fossato tutto intorno abitato e custodito da invisibili crudeli coccodrilli.
Una mattina intera, tra un bagno e l’altro, avevano impiegato per costruirlo così. Maestoso, proteso verso l’azzurro del cielo, incantato e con le finestre illuminate da fragili innocenti desideri.
Pasquale, Angelo, Gennaro, avevano dapprima urlato, poi litigato, costruito, demolito, rialzato altri castelli. Fino a lui… Il più bello di tutta la spiaggia.
Ma adesso.?.
Tutti quei bambini erano andati via.  Gli ombrelloni erano stati chiusi, le sdraio conservate, il bar aveva abbassato le serrande dopo che l’ultimo cliente aveva pagato il conto e il sole tramontato in un tripudio di arancio sul parcheggio deserto.
Erano rimasti solo lui ed i suoi granelli di sabbia, quei teneri minuscoli granelli che uniti lo tenevano in vita.
No, non era solo. C’era anche la marea che cresceva sempre più e che lo avrebbe coperto e trascinato con sé fino a farlo sparire.
…Eccola!
E alzando gli occhi al cielo terso e limpido guardò in faccia il caldo sole di agosto, l’ultimo di quell’estate: “Grazie per la vita che mi hai regalato”.
Furono queste le parole che quel giorno nacquero dal suo sbriciolato cuore e morirono sul sorriso in frantumi…

 Maria Anna Flumero -flumerogemelli@virgilio.it

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