"Grazia Deledda. I luoghi, gli amori, le opere", biografia di Dedola sulla scrittrice Premio Nobel

 

 

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Una “(…) romanziera autodidatta che scrive i suoi primi romanzi senza essere mai uscita da Nuoro, il più minuscolo e il più appartato dei capoluoghi d’Italia, riceve il premio Nobel per la letteratura e di colpo entra brutalmente in Europa, che se ne stupisce (…).”  C’è anche questa considerazione della geografa Marthe Venga-Le Lannou, figlia del grande studioso bretone Maurice, in Grazia Deledda. I luoghi, gli amori, le opere (Avagliano Editore, collana La memoria e l’immagine) di Rossana Dedola, un saggio dalla narrazione avvincente sulla vita della scrittrice e sul suo talento che le valse il Nobel.

Ma ci sono soprattutto le lettere e le cartoline postali inedite, c’è la scoperta della biblioteca delle sorelle Deledda, rimasta pressoché intatta sino ai nostri giorni nella casa delle nipoti - che rivela quanto fosse profonda lettrice dei grandi romanzi europei -, c’è una bibliografia vastissima che la rende la più completa biografia finora mai pubblicata sull’autrice sarda.

I passaggi cruciali della vita della Deledda, raccontati con passione dalla Dedola, si intrecciano con le pagine delle sue opere donando così ulteriore spessore ad un testo.

La Deledda ama scrivere fin da piccola, appena adolescente inventa racconti che presentano sì ingenuità, sgrammaticature e una palese immaturità – a detta della stessa scrittrice – ma anche una fantasia vivace, valorizzata dalle letture di Carducci, Ponson du Terrail, De Amicis, Costa, Cavallotti, Collodi.

“(…) Sin dalla prima adolescenza Grazietta dimostra di avere un bel caratterino,- si legge -  ma anche una capacità di scrittura che le permette d’essere sfrontata e, se pure in modi che lei stessa riconosce essere rozzi e più vicini al dialetto che all’italiano, di fare un uso spregiudicato della sua capacità di comunicazione.

Non deve essere stato facile per la madre confrontarsi con una figlia che con tanta disinvoltura riusciva a burlarsi della propria interlocutrice. (…)”.

Episodi di vita vissuta si accompagnano, nel testo, al materiale inedito rinvenuto in alcune biblioteche europee, che apre una nuova prospettiva sulla biografia, mostrando l'intenso rapporto intellettuale con interlocutori stranieri, entusiasti di scoprire la Sardegna, attraverso i suoi scritti.

Vengono così alla luce il difficile rapporto con Luigi Pirandello, l’amore di Emilio Cecchi, l’amicizia per Marino Moretti e perfino il giovanile innamoramento per Stanis Manca, che le lasciò in ricordo una profonda ferita. Infine, l’incontro con Palmiro Madesani che diventerà suo marito e, in un certo senso, il suo agente letterario.

Sono presenti anche lettere decisamente più intime, come quelle ai figli Sardus e Franz e quelle che confermano la presenza di figure di ampio respiro culturale accanto alla Deledda: il traduttore francese Hèrelle, Giovanni Cena e Sibilla Aleramo, Angelo Celli e sua moglie, De Pisis, Balla, Boccioni, solo per citarne alcuni.

Rossana Dedola è nata a Sassari. Ricercatrice alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è analista didatta, supervisore e docente presso l’International School of Analythical Psychology di Zurigo e l’Istituto C.G. Jung. Ha pubblicato, tra gli altri, Pinocchio e Collodi (Bruno Mondadori, 2002), La valigia delle Indie e altri bagagli (Bruno Mondadori, 2006), Introduzione a Vivian Lamarque – Poesie (Mondadori, 2002), Giuseppe Pontiggia. La letteratura e le cose essenziali che ci riguardano, con Introduzione di Gianfranco Ravasi (Avagliano, 2014), Roberto Innocenti. La mia vita in una fiaba (Della Porta, 2014), uscito in traduzione francese da Gallimard e di prossima pubblicazione in traduzione spagnola, portoghese e catalana da Kalandraka.

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