"La felicità è una storia semplice", a 40 anni in viaggio con la nonna per ritrovare se stessi

 

gentile

Terribile, dispotica, invadente. Provvidenziale, per una volta: è la nonna “ingombrante” a salvare Vito dal suicidio, è l’insistenza con la quale lo sta tartassando di telefonate a farlo desistere per andare a rispondere.

Senza dargli diritto di replica, lo obbliga a raggiungerlo dall’Inghilterra a Milano per accompagnarla a Gibellina, in Sicilia, la terra nella quale è nata ma che ha dovuto lasciare parecchi anni prima. Vito non è molto convinto, tra l’altro deve allontanarsi dalla sua Calipso – un’iguana, unica amica fidata che ha a Londra – e l’indolenza che lo contraddistingue non lo aiuta. Ha problemi di lavoro, una solitudine di fondo che lo ha portato sul baratro della depressione ma la decisione della nonna non ammette ripensamenti. Così, due caratteri agli antipodi – lui rinunciatario nonostante sia nel pieno della vita, lei combattiva malgrado l’età – intraprendono un viaggio che assume subito i contorni, per Vito, di un percorso di vita.

La felicità è una storia semplice (Einaudi, Stile libero Big) di Lorenza Gentile è un libro che, con leggerezza, racconta la riscoperta della voglia di vivere a dispetto del lavoro che non c’è, della mancanza di una relazione affettiva, dell’assenza di qualche punto fermo nella propria vita. E’ una nonna burbera ma fondamentalmente buona quella che strappa Vito all’infelicità per portarselo dietro da Nord a Sud in un itinerario che cambia ogni giorno, diventa più lungo, ha tappe che all’inizio non erano state prese in considerazione, si arricchisce di compagni di avventura. Il quarantenne Vito – sfigato e pasticcione – si confida con la nonna ottantenne e viceversa, in un crescendo di segreti svelati a bruciapelo che ridimensionano i due protagonisti.

La voce dell’anziana, arcigna e petulante, fa sorridere così come le reazioni pari allo zero di Vito: l’ironia di Lorenza Gentile non è altro che un antidoto alla malinconia di fondo della trama.

L’epilogo, inaspettato, è agrodolce; con una trama così, però, non poteva esserci finale più indicato.

Lorenza Gentile è nata a Milano nel 1988, è laureata in Arti dello Spettacolo alla Goldsmiths University di Londra e ha frequentato la scuola internazionale di Arti Drammatiche Jacques Lecoq di Parigi. Per Einaudi ha pubblicato anche Teo (2014), il suo primo romanzo.

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information