"Da dove la vita è perfetta", maternità e amore nel nuovo romanzo di Silvia Avallone

 

 

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Un figlio all’improvviso, a 17 anni, quando è l’ultimo pensiero, si ha tutta la vita davanti ma si ama il ragazzo sbagliato. Quel figlio vuole essere il prolungamento di una relazione a senso unico.

Un figlio agognato, cercato a tutti i costi, pazienza se intanto si inizia a vaneggiare e il matrimonio va in crisi.

Le tante sfumature della maternità in una storia intensa dove i protagonisti sono incredibilmente vivi, sono raccontate nel nuovo romanzo di Silvia Avallone Da dove la vita è perfetta (Rizzoli, collana La Scala). Una trama fitta in cui i personaggi, fra loro, si intrecciano e si sfiorano in un crescendo di casualità.

Adele ha tanta disillusione addosso, una madre spenta e rabbiosa con la vita, un padre in carcere o chissà dove. Manuel, bello e dannato, è il ragazzo di Adele; venderebbe l’anima al diavolo per raggiungere uno status da fare invidia, per poter ostentare lusso e ricchezza. Zeno, loro coetaneo, colto, intelligente e solitario, legge i classici e spia Adele appoggiata al termosifone della cucina, lo spicchio di mondo che riesce a sbirciare dalla finestra della sua casa. Dora a Fabio, insieme da sempre, sono alla spasmodica ricerca di un figlio mentre giorno dopo giorno la loro coppia si consuma di un amore stantio.

In Acciaio c’erano le quattordicenni Francesca ed Anna, le loro madri e la malignità del destino; Marina Bellezza, nell’omonimo romanzo, inseguiva il sogno di diventare famosa per riscattarsi, per avere la sua rivincita feroce. Le donne di Silvia Avallone sono tutte indimenticabili. Per le loro scelte, le loro debolezze, i loro errori. Le vite spesso ai margini, oppure favolose e incantate fin quando dura la magia. Anche Da dove la vita è perfetta è un romanzo declinato al femminile: sono le donne che combattono, rischiano, si impongono e, nel frattempo, agli uomini rimane addosso lo stereotipo che li vuole eterni bambini, inaffidabili.

I romanzi della Avallone hanno un’altra caratteristica che li accomuna: lo stile appassionato e travolgente, ogni pagina sembra quasi la sceneggiatura di un film, un dipinto carico di particolari.

Silvia Avallone si inoltra ancora una volta nel terreno minato della famiglia, dei legami, dei sentimenti e lo fa con la schiettezza che la contraddistingue. Non ci sono sconti per le scelte sbagliate né storie edulcorate nelle sue trame.

Da dove la vita è perfetta, però, nel suo epilogo il lettore lo sorprende non lasciandogli quel senso di sconfitta e dramma che si respirava in Acciaio e Marina Bellezza. L’unicità dell’attesa, la gravidanza vissuta tra sogni e incubi, l’“essere madre” nelle sue molteplici forme sono il filo conduttore di un romanzo che in qualche modo risente della recente maternità dell’autrice.

Avallone è nata a Biella nel 1984 e vive a Bologna. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.

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