"Un piccolo favore", il thriller psicologico di Bell. Una trappola dietro un'amicizia femminile

 

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Un’amicizia tra due donne che sembra essere molto solida, qualche segreto custodito gelosamente, un ménage solo in apparenza specchiato: è su Stephanie e Emily che si basa la trama di Un piccolo favore (Rizzoli, traduzione di Enrica Budetta), il thriller psicologico firmato da un’esordiente, la 36enne americana Darcey Bell.

Tutto ha inizio con un piccolo favore tra madri. “Puoi passare tu a prendere Nicky?” chiede Emily alla sua migliore amica, Stephanie. E Stephanie, mamma di Miles, è felice di dare una mano, guidata dall’urgenza di essere utile, di sentirsi in qualche modo importante per gli altri. Quel giorno però Emily non torna a prendere suo figlio, e non risponderà alle telefonate, né ai messaggi.

Sono due donne agli antipodi, Stephanie e Emily: la prima, vedova e piena di rimpianti per il suo passato da redattrice in una rivista di design si sente quasi in soggezione per essere entrata nelle grazie di una ragazza sofisticata, brillante, affermata sul lavoro – cura a Manhattan le pubbliche relazioni per un famoso stilista – come Emily. Impegnatissima, sempre in prima linea in ufficio come in famiglia, sulle prime la sua scomparsa sembra confondersi tra un viaggio di lavoro e il desiderio di una pausa “rubata”.

Del resto, neanche il marito, Sean, sembra preoccupato più di tanto. Quando però, nelle acque di un lago, viene ritrovato il corpo di Emily, lo scenario cambia. La polizia archivia il caso come suicidio, eppure è difficile crederci quando si ha negli occhi l’immagine costante di una famiglia felice.

E’ difficile crederci man mano che ci si addentra in una narrazione che, nella prima parte del libro, presenta il punto di vista di Stephanie – e il suo blog strutturato per le mamme ma che aggiorna con gli sviluppi della vicenda che ha coinvolto la sua amica. La sensazione è quella di avere di fronte persone poco sincere, preoccupate soltanto di salvaguardare la propria immagine in società continuando a nascondere troppi scheletri.

“Forse il lutto mi fa perdere i freni. Forse il dolore scatena qualche demone che altrimenti resterebbe nascosto nel profondo di me”, afferma Stephanie. Lei, poco per volta asseconda un debole per Sean iniziando una relazione che, all’indomani del ritrovamento del cadavere di Emily, definire sbilanciata e fuori luogo è fin troppo poco. La stessa Stephanie ha un passato ingombrante, denso di ombre…

Dopo le prime cento pagine la trama, senza dubbio avvincente, entra nel vivo fino a contrapporre un altro io narrante che ribalta le certezze che il lettore aveva avuto.

Un piccolo favore è un thriller ad alto tasso adrenalinico, ricco di imprevisti e colpi di scena, denso di segreti e rivelazioni, che scivola tra amore e lealtà, morte e vendetta.

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