PINO DANIELE IN CONCERTO NELLA CAVA DEL SOLE DI MATERA IL 2 SETTEMBRE 2009


PINO_DANIELE

Un nuovo incontro con la grande musica nella Città dei Sassi, per di più nella splendida cornice della Cava del Sole: Mercoledì 2 settembre 2009, a Matera, si terrà il concerto di Pino Daniele con il suo "Electric Jam Tour '09". (inizio ore 21.00 - Infoline: 0835/337220 - prevendita: Botteghino Teatro Duni di Matera 0835/331812).

Non è la prima volta che l'artista partenopeo suona a Matera: memorabile resta il concerto del 1981 nello Stadio XXI Settembre insieme a Rino Zurzolo, Karl Potter, James Senese, Tullio De Piscopo, Toni Esposito e Joe Amoruso, con la celebrazione dell'album "Vai mo'"; un concerto così leggendario da esser riproposto lo scorso anno con il "Vaimò 2008 Tour".  Quest'anno il grande musicista si avvale del supporto musicale di Michael Baker (batteria), Matt Garrison (basso) e Gianluca Podio (piano e tastiere).

"Electric Jam" è l'ultimo album di Daniele - pubblicato nella primavera del 2009 e vincitore del disco di platino - e segna le tappe di un tour partito lo scorso 26 giugno dall'Auditorium Parco della Musica di Roma. Insieme agli ultimi successi, "Il sole dentro di me" e "Dimentica" (attualmente in rotazione radiofonica),  il concerto esplora la carriera trentennale del cantautore attingendo ad una collezione impressionante di successi storici; i numerosissimi estimatori del "mascalzone latino" andranno in brodo di giuggiole riascoltando le canzoni più belle, eseguite direttamente dal loro autore.

Particolarmente suggestiva la location del concerto, quella cava settecentesca che tanta emozione ha suscitato, lo scorso mese di luglio, negli artisti che ne hanno calcato il palcoscenico: Claudio Baglioni e Burt Bacharach ("Non avevo mai visto nulla del genere, prima; è un'esperienza che non dimenticherò mai").


Un'occasione imperdibile per vivere un grande momento di musica, ed associarlo alla visita di Matera, la Città dei Sassi - Patrimonio Mondiale dell'Unesco.

Biografia di Pino Daniele
Nato a Napoli il 19 marzo 1955, chitarrista autodidatta, Pino Daniele si esercita dapprima nei suoi studi di chitarra classica, per poi dedicarsi negli anni '70 al Blues e Latin Jazz. La tradizione musicale e culturale napoletana influenza fortemente la sua musica conferendole quel preciso carattere di fusione tra tradizione e modernità, già presente nel suo primo album "Terra Mia" (1977) e nel successivo "Pino Daniele" (1979). La popolarità giunge nel 1980 con l'album "Nero a Metà" che da vita alla nuova canzone napoletana: una melodia tipicamente mediterranea. Nel 1981 esce l'album "Vai Mo'" e l'anno seguente Pino Daniele indirizza i suoi esperimenti musicali verso una forma di "musica internazionale" decisamente avanti rispetto al suo tempo, con il risultato di "Bella 'mbriana" (1982) che da' inizio a collaborazioni internazionali con ospiti quali Alphonso Johnson e Wayne Shorter, recuperando contemporaneamente frasi e personaggi dimenticati della tradizione partenopea.
Diventa rapidamente uno dei musicisti italiani più conosciuti nel mondo: nel 1980 ha fatto da apripista al concerto milanese di Bob Marley, per il suo sound meticcio si aprono le porte dei teatri cubani, dei festival jazz più prestigiosi, persino dell'Olympia a Parigi.
Dopo "Musicante" (1984), esce il doppio album dal vivo "Live Sciò",con tutti i passaggi fondamentali nella carriera di Pino, tra cui le registrazioni dal Festival di Montreaux, e dai concerti in Canada, dall'Olympia di Parigi e dall'Arena di Verona. L'anno seguente vede la pubblicazione di un nuovo album, "Ferryboat" (1985), e l'incontro con Ritchie Havens, uno dei protagonisti di Woodstock, che porta alla creazione di un album di grande successo in Italia come "Common Ground" (1986).
L'interesse di Pino per il jazz e la musica etnica nasce dai suoi esperimenti in nuove forme di espressione. Le esperienze musicali accumulate durante i tour Europei, specialmente quelli in Francia, portano a "Bonne Soirée" (1987), album caratterizzato da un chiaro sapore Mediterraneo che rivela l'interesse di Pino per l'arab rock. La ricerca del tocco mediterraneo, mescolata a suoni africani, è presente anche in "Schizzechea With Love" (1988), anno in cui esce anche la colonna sonora del film di Massimo Troisi "Le vie del Signore sono finite": per l'amico, Daniele firma anche le musiche di "Ricomincio da tre" e "Pensavo fosse amore invece era un calesse".
Nel 1989 l'album "Mascalzone Latino", forte della dedica alla Magnani di "Anna verrà", segna il ritorno a suoni più acustici e, come già successo al suo terzo album, regala un nuovo soprannome al cantautore, come succederà anche nel 1991 con "Un Uomo In Blues" (Mick Goodrick tra gli ospiti, singolo di successo "'O scarafone") seguito, l'anno successivo da "Sotto 'O Sole" (1992), una raccolta dei pezzi antichi, tratti dai primi tre album, riarrangiati, ri-registrati ed arricchiti da perle melodiche come "Quando". Il 1993 è un anno significativo, grazie al successo di "Che Dio Ti Benedica", un album che contiene, fra gli altri, due pezzi scritti e prodotti da Chick Corea, Pino torna in testa alle classifiche e torna anche a suonare dal vivo, il grande successo del tour porta alla realizzazione del live "E Sona Mo'", registrato allo Stadio di Cava de' Tirreni con Carol Steel alle percussioni di fronte a 80.000 persone.
"Non Calpestare I Fiori Nel Deserto" (1995) segna un nuovo ritorno alla musica internazionale propria di Pino, alla cui corte ci sono questa volta Irene Grandi e Jovanotti. L'album raggiunge i numeri uno di tutte le classifiche (a fine anno il suo risulta l'album più venduto con oltre 800.000 copie). Pino vince il popolare Festivalbar e riscontra un notevole successo con tre tournée, tra le quali l'ultima in coppia con Pat Metheny. Su questo fronte vanno ricordate almeno altre due celebrate collaborazioni dal vivo: quella del 1994 con Eros Ramazzotti e Jovanotti e quella del 2002 con Ron, Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia, solo quest'ultima testimoniata anche su cd e dvd.
"Dimmi Cosa Succede Sulla Terra", pubblicato il 12 marzo 1997 , vince 10 Dischi di Platino e l'edizione 97' del Festivalbar, forte anche dell'apporto di Giorgia con la quale ha prodotto il fortunato album "Mangio troppa cioccolata" Noa e di Raiz degli Almamegretta. Anche qui Pino affronta due tour di enorme successo: il primo copre tutti i Palasport, il secondo è un tour estivo per gli stadi; entrambi riscontrano il tutto esaurito.
Il 1998 è ufficialmente l'anno di maggior successo per la carriera artistica di Pino; esce "The best of Pino Daniele - Yes I know my way", in cui uno dei primi hit del musicista conosce nuova vita con la collaborazione dei Simple Minds. Nessuna tournée questa volta ma un'unica data allo Stadio S. Paolo di Napoli. Un grande trionfo davanti a 90.000 persone. La discografia ufficiale di Pino raggiunge quota 19 con l'album "Come un gelato all'equatore" del 1999. Un progetto senza frontiere che concepisce la musica del nuovo millennio ispirata dalla grande tradizione mediterranea.
Il 16 Febbraio 2001 esce il primo progetto con la BMG Ricordi: "Medina", che riporta la rotta compositiva su melodie mediterranee, fondendo tradizione nordafricana, melodia italiana e rap napoletano, con la partecipazione di Salif Keita, del cantante franco-algerino Faudel ,del tunisino Lotfi Bushnaq e dei 99 Posse. Il progetto è co-prodotto con Mike Mainieri con il quale Pino ha sempre avuto un legame artistico molto forte.
Il Medina Tour 2001 vede Pino con una band tutta al femminile guidata da Rachel Z, un grande riscontro di pubblico e concerti di successo nelle cornici molto suggestive degli anfiteatri mediterranei, come raccontato nell'album live "Concerto".
"Pino Daniele Project - Passi d'Autore" (2004) ipotizza una nuova strada madrigalistica sulla scia dell'amato Gesualdo Da Venosa, come già lasciava intravedere l'ultima traccia del disco precedente, con un ensemble di covi classiche che si misura col suono moderno; il jazz di Peter Erskine alla batteria, Alan Pasqua al piano e Dave Carpenter al contrabbasso danno al progetto un sapore raffinato.
Iguana Café (2005) vira ancora, questa volta verso la musica latina, tra "Patricia" di Perez Prado e "It's now or never" versione Elvis Presley  di "'O sole mio ", quasi un ritorno a casa, come segnale anche il ritorno alla scrittura in dialetto in "Serenata a fronn' 'e limone".
www.incongressmatera.it

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