Comunicazione istituzionale pubblica sotto la lente d’ingrandimento.

Sono sempre più esigui i margini di discrezionalità lasciati alla Pubblica Amministrazione in tema di trasparenza e comunicazione istituzionale.

L’ennesimo giro di vite, dunque, su molti adempimenti degli Enti statali, regionali e locali: lo prevede, infatti, la circolare 1/2010, firmata il 14 gennaio 2010 - ma ancora in attesa di registrazione presso la Corte dei conti - dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.

Suddivisa in tre ambiti essenziali, essa evidenzia ulteriormente l’importanza che, all’interno della Pubblica Amministrazione, assume la trasparenza, nonché la necessità di diffondere e di rendere conoscibili all’esterno, tramite diversificate forme di comunicazione e di pubblicazione, una lunga serie di informazioni utili.

Il primo punto richiama “… l’obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare sui propri siti Internet, in attuazione dei principi di trasparenza e buona amministrazione, i curricula vitae ed i dati relativi alle retribuzioni ed i recapiti istituzionali dei dirigenti, nonché informazioni inerenti i tassi di assenza e di presenza del personale di ciascun ufficio dirigenziale” (articolo 21 comma 1 legge 18 giugno 2009 n. 69).

La circolare evidenzia quindi “l’importanza della trasparenza e della conoscibilità dei dati relativi alle attività delle pubbliche amministrazioni ed ai dipendenti delle stesse”: già disciplinata dall’articolo 11 del D.Lgs 27 ottobre 2009 n. 150, la trasparenza deve essere “intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali, delle informazioni relative ad ogni aspetto dell’organizzazione e dell’attività”.

Ogni amministrazione, tra l’altro, dovrà non solo redigere un Programma per la trasparenza, ma altresì pubblicare, sul proprio sito internet istituzionale, documenti ed informazioni relativi alla premialità ed agli incarichi conferiti, oltre ai dati curriculari e retributivi dei dirigenti.

La trasparenza, infatti, chiarisce poi la circolare, costituisce livello essenziale delle prestazioni”, ai sensi dell’art. 117, comma 2, lettera m della Costituzione italiana, per cui deve essere garantito su tutto il territorio dello Stato.

Non sfuggono a ciò Regioni ed Enti locali, che “dovranno garantire la massima trasparenza in ogni fase del ciclo di gestione della performance” .

Ulteriori precisazioni vengono poi fornite tanto relativamente a “coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo”, ai quali si estendono gli obblighi di pubblicazione dei curricula e dei dati di retribuzione, quanto infine ai dipendenti pubblici non dirigenti ma comunque  “titolari di posizione organizzativa”,  per i quali sussiste certamente l’obbligo della pubblicazione sul sito dei dati curriculari, con espressa esclusione, però, dei dati sulle retribuzioni.

La pubblicazione, effettuata nell’apposita sezione del sito internet di ciascuna amministrazione, all’uopo denominata “trasparenza, valutazione e merito”, dovrà, pertanto, essere integrata, e costantemente aggiornata, con le informazioni concernenti tali soggetti.

Le sanzioni sono assai pesanti: infatti precisa la circolare che in caso di mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione, vige il “divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti”.

Il secondo punto fa riferimento all’Anagrafe delle prestazioni: si tratta di un registro, istituito presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, in cui devono essere indicati nominativamente tutti i soggetti pubblici e privati, dipendenti, collaboratori esterni e soggetti comunque incaricati di consulenze, ai quali siano stati affidati incarichi retribuiti dalle amministrazioni pubbliche; il suo “obiettivo principale deve essere individuato nel contenimento della spesa pubblica, attraverso la raccolta ed il monitoraggio dei dati sugli incarichi conferiti dalle pubbliche amministrazioni”.

Tale operazione può avvenire solo in via telematica: proprio per facilitare tali adempimenti il Dipartimento della Funzione Pubblica, pertanto, sta mettendo a punto una nuova applicazione web che renderà l’adempimento ancora più agevole, con strumenti di facilitazione all’inserimento e di ricerca dei dati.

Ma le amministrazioni dovranno pubblicare i dati relativi ad incarichi, consulenze e collaborazioni altresì sui propri siti internet istituzionali.

L’ultimo punto disciplina, quindi, un ulteriore adempimento che incombe sulle amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali: quello relativo alla comunicazione, al Dipartimento per la Funzione Pubblica, dell’elenco dei Consorzi di cui fanno parte e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle amministrazioni medesime.

Sull’osservanza di tutti questi adempimenti vigilerà la locale Corte dei conti.

dott. Giuseppe Lo Martire

specialista in Scienze delle Autonomie Costituzionali

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