Inquinamento Jesce. Abiusi scrive a Vendola

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Pio Abiusi di Città plurale indirizzata al presidente della Regione Puglia on. Niki Vendola sulla questione dell'inquinamento dello Jesce    

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On. Niki Vendola               

                                                                                             Presidente   della                                                                                                                                                                                    Regione Puglia 

                                                                                                B A R I 
 

Oggetto: Corretto funzionamento del depuratore di Contrada Sgarrone in agro di Altamura. 
 

Signor Presidente,

Il consigliere regionale della Regione  Puglia Michele Ventricelli  ebbe a dichiarare,  molto soddisfatto, che il Comune di Altamura aveva finalmente il suo depuratore in funzione. Si era nell’Ottobre del 2009  e finalmente il depuratore di contrada Sgarrone, costato 13 Meuro era pronto per soddisfare le esigenze di 71 mila abitanti.

La storia di quel depuratore è molto lunga  si parte da oltre venti anni fa per arrivare al 2002 quando si decide  di ampliarlo.

Nell’Ottobre del 2006 si esulta :  “stop agli scarichi di fogna dal depuratore”

Un codazzo di autorità  visitano il cantiere che interessa l’ampliamento dell’impianto portandolo a norma ed in grado di servire una popolazione fino a 74 mila  abitanti  mentre il precedente serviva una popolazione pari a 30 mila.

Il 22 Giugno 2007 con un comunicato stampa il Comune di Altamura annunzia  che i lavori di adeguamento  sono ultimati.

Nella  menzionata nota del Consigliere Ventricelli egli  ebbe ad affermare che l’ingegner Mauro Spagnoletti, amministratore della società Pura  collegata  ad Aqp e si occupa, nel caso in oggetto  in maniera infelice, della gestione degli impianti di depurazione, ha dato precise garanzie e che in 60 giorni tutto sarebbe andato a regime, si era al 8 Ottobre del 2009. 

Sia il predetto consigliere che il presidente della V Commissione Pietro Mitra si dichiararono soddisfatti del risultato ottenuto , questo ultimo ebbe anche a sottolineare “l’utile ruolo di stimolo, che svolge questo organismo istituzionale”.

Sic!!

Il nostro ha continuato  dicendo : Quella che i cittadini di Altamura attendono da anni,( non solo loro ndr.), è una importante opera che servirà a coprire le esigenze di 71.000 abitanti (ultimo censimento del comune); un depuratore che risponde ai limiti della tabella 4, che secondo i tecnici, è quella più restrittiva e cautelativa da un punto di vista dei vincoli, “un impianto cosiddetto biologico”

Qualcosa non ha funzionato, Signor Presidente

.Arriviamo al 26 Giugno dell’anno in corso e dopo aver tirato per la giacca  a più riprese le autorità lucane preposte, l’assessore regionale all’Ambiente della Regione Basilicata, Agatino Mancusi, ebbe a dichiarare che  nasceva in Puglia l’inquinamento del torrente  Jesce ed infatti il Torrente Gravina di Matera, per il tratto a monte della confluenza con il Torrente Jesce, presenta valori di inquinanto al di sotto dei limiti consentiti mentre a valle della confluenza vede gli stessi valori schizzare oltre i limiti, risultando inquinato. L’ inquinamento è dovuto, quindi, all’apporto del Torrente Jesce così come confermato anche dai valori rilevati in prossimità del confine regionale.   

Il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto, l’8 giugno scorso, a comminare 18 sanzioni amministrative per un importo complessivo di €. 81.000,00 (ottantunomila) e deferite all’Autorità Giudiziaria 9 cittadini.  

Alcuni  agricoltori scaricavano, senza alcun preventivo trattamento, le acque reflue provenienti dagli allevamenti zootecnici direttamente negli impluvi naturali tributari del torrente Jesce, questo per dimostrare come l'attenzione su quel torrente, per la parte lucana sia massima.

L'indagine era partita quanto i tecnici dell’Arpab  rilevarono come l’acqua già inquinata al confine con la Puglia risultava ulteriormente inquinata alla confluenza del torrente Gravina.

Di fronte a dati inoppugnabili anche la vicina Regione Puglia non mancherà di intervenire diceva l’assessore Mancusi ma sembra che le linee telefoniche  con l’amministrazione da Lei presieduta si siano interrotte e la richiesta di intervento non è giunta.

Con i potenti mezzi dell’associazionismo e che l’11 ed il 12 Giugno scorso hanno ottenuto un risultato sorprendente dalla consultazione referendaria  proviamo a metterci in contatto ed  a chiederle, con la presente, di intervenire per ripristinare il rispetto della legalità ben conoscendo la Sua sensibilità in materia.

Certi di positivo riscontro Le auguriamo buon lavoro. 

                                                                         p- Associazione CITTA’ PLURALE- Matera

                                                                                                                 Pio Abiusi

     

Matera,19 ottobre 2011                                                                                  

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