LA DEMOCRAZIA CRISTIANA NON MUORE MAI E POTREBBE GUARIRE ANCHE DA FERITE INCURABILI

 

colombo macchina_rosi_603EMILIO COLOMBO TRA NOSTALGIA E RIMPIANTI POLITICI

Dopo 18 anni di processi, la DC come HIGHLANDER

di Rosita Stella Brienza

Ormai è un dato di fatto: la DC è immortale…..! Dopo diciotto anni di processi, la magistratura ha posto termine alla questione della esistenza della DC come Associazione politico-culturale di ispirazione cristiana. La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 25999/2010 ha stabilito che: “l'associazione politica denominata Democrazia Cristiana, avente per simbolo lo scudo crociato, con la scritta Libertas, non è stata mai sciolta”.

Ciò significa che nè il segretario dell’epoca, Mino Martinazzoli, nè tantomeno il Consiglio Nazionale avrebbero potuto sciogliere  la Democrazia Cristiana.

Ma allora chi poteva farlo? Soltanto il Congresso costituito dall’Assemblea dei Soci.

La DC, fu fondata nell’ottobre del 1942 sulle radici del Partito Popolare di Don Luigi Sturzo che fondò il movimento dei cattolici italiani per dare voce a quei cittadini di fede che volevano impegnarsi nella vita politica secondo i principi cristiani  con il consenso della Santa Romana Chiesa.

Dal 1944 al 1993 la DC ha tentato di rappresentare tutto ciò, svolgendo sulla scena nazionale un ruolo di primo piano tentando di dare unità ai cattolici impegnati in politica. Unità, in verità, mai raggiunta. Tra l’altro, la famosa unità politica viene meno con la caduta del “comunismo realizzato in Unione Sovietica“, con l’emergere della Lega Norde soprattutto con le inchieste giudiziarie di Mani pulite sul finanziamento dei  Partiti. Tanto che il crollo della DC si accopagnava al crollo dei partiti del centro sinistra di allora e con lo stesso cambiamento del PCI in PDS.

Dopo settant’anni, adesso si tenta si riorganizzare il Partito chiamando prima di tutto gli iscritti del 1992, almeno quelli ancora viventi.

Si parla allora di clamoroso ritorno sulla scena politica della DC con il vecchio simbolo .

Gianfranco Rotondi e Giuseppe Pizza sono stati i più accaniti sostenitori di questo percorso che ha portato alla rinascita del simbolo della Democrazia Cristiana.

Inoltre Gianfranco Rotondi interpretando le volontà di compianto di Martinazzoli e, prima ancora, di Cossiga ha in mente di “storicizzare“ il simbolo  conservandolo  nell’Archio Storico all' “Istituto Sturzo“.

Grande interesse ha creato l’intera vicenda in uno dei  padri storici della DC e tra i costituendi della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana, il lucano Emilio Colombo. Presidente del Consiglio dei  Ministri, più volte alla guida di Dicasteri fondamentali (Esteri, Finanze, Interno...), già presidente del Parlamento Europeo, Colombo, ora, senatore a vita. E’ certo uno dei personaggi ancora in vita della politica vissuta come servizio alla “res publica“. Il suo impegno continua ancora oggi con forte intensità. Convinto sostenitore dei valori della famiglia e dell’impegno dei cattolici in politica che deve rafforzarsi e manifestarsi non tanto e non solo in un unico movimento politico, ma in una rete sociale di partecipazione attiva. Insomma „ritornare allo spirito originario di don Sturzo, ecco la missione die cattolici oggi. Senza farsi sopraffare da falsi ideali, dall’arricchimento personale e dall’individualismo, riscoprendo la Dottrina Sociale della Chiesa proprio di questi tempo quando si riscoprono i valori del Concilio.

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