"Siamo Italiani", il Tour di Povia il 20 a San Martino d'Agri (PZ). Ilmiotg intervista il cantautore

altHa il coraggio di difendere le proprie idee anche quando sono controcorrente. Non teme di esporsi, di prendere posizioni scomode, di dire quello che pensa. La polemica è il suo forte ma non tutti si rendono conto che spesso si tratta di una polemica costruttiva: Giuseppe Povia è uno di quei cantautori che o si ama o si odia. Eppure, basta dare un’occhiata alle date estive del suo Tour per intuire come sia sempre maggiore il pubblico pronto a seguirlo in tutta Italia e ad apprezzare la sua grinta.

Dal Premio Città di Recanati (l’attuale Musicultura), conquistato dieci anni fa con la canzone “Mia sorella” alla vittoria al Festival di Sanremo nel 2006 con “Vorrei avere il becco”, la crescita artistica di Povia è stata confermata da numerosi altri riconoscimenti: Leone d'argento alla carriera per la musica nel 2008,  - solo per citarne alcuni - Premio Sala Stampa RadioTv al Festival di Sanremo e Premio Mogol per il testo della canzone “Luca era gay” nel 2009.

Povia è l’esempio di un artista che si è imposto per la forza dei suoi testi mai banali o scontati – tra le tematiche affrontate l’eutanasia, l’omosessualità, i risvolti della finanza internazionale – e la dote innata di comunicatore: sul palco gioca con le parole, mette fuori la sua vena rock ed è in grado di far sognare con una parentesi cantautorale sempre molto appezzata.

A pochi giorni dalla sua esibizione a San Martino d’Agri (in provincia di Potenza), il prossimo 20 agosto,  tra una tappa e l’altra del suo fortunatissimo “Siamo Italiani Tour” Povia, con la cortesia che lo contraddistingue, ha risposto ad alcune domande per Ilmiotg.

Stai avendo in questi mesi estivi un calendario fitto di concerti: qual è il tuo segreto?

“Il fatto di avere un costo bassissimo ma con uno spettacolo di livello, ci permette di superare sempre le 30 date l'anno.
Le gente va a casa contenta, con un sorriso e un po' di speranza. I comuni e i comitati dei paesi e delle città, sono interessati e ci richiedono in continuazione.
E poi Povia piace alla gente!”.


In un periodo storico come il nostro in cui è sempre più flebile il senso di appartenenza ad una nazione, come è stato accolto il singolo “Siamo Italiani”?

“Io credo che tutta la gente in fondo la pensi come me e cioè "In Italia prima gli italiani e poi tutti gli altri".
Penso che questo discorso lo farebbe chiunque per la gente della sua nazione.
La canzone "Siamo Italiani" è stata da qualcuno classificata come brano "Razzista" solo perché parla bene degli italiani, direi assurdo.
Credo che le destre neo liberiste, neo classiche neo mercantili di tutto il mondo, abbiano fatto il lavaggio del cervello alla sinistra italiana che a sua volta lo ha fatto alla gente in modo da farci sentire in colpa se diciamo qualcosa a favore degli italiani.
Credo che in giro ci siano molte persone che non pensano con la loro testa.
Se è così, sono fiero di essere italiano e "razzista" quindi direi stop all'immigrazione per almeno 3 anni e si ai diritti degli italiani prima di tutti”.

Come si è rivelata la parentesi cantautorale del tour invernale?

“C'è stata una grande risposta da parte della gente che ama il cantautorato chitarra e voce. Il periodo è difficilissimo e riuscire ad entrare nella programmazione dei teatri è impossibile.. a meno che tu non abbia la tessera del PD o non faccia finta di essere un Gombagno.
Continuerò comunque a fare concerti invernali chitarra e voce perché meritano di essere visti e perché sono uno dei pochissimi cantautori a 360 gradi di nuova generazione in Italia. Forse l'unico”.


Grazie alla direzione artistica del Cmm di Grosseto hai potuto toccare   con mano la situazione degli aspiranti cantautori. Qual è il quadro che emerge da un’esperienza che è senza dubbio l’antitesi dei talent show?

“Bè, non insegno di certo che cos'è un'emozione e non pretendo di insegnare come si scriva una canzone
però essere direttore artistico di una scuola per cantautori, è una grande gioia per me. Siamo la prima scuola con la sezione "cantautori" e i ragazzi che arrivano sono ben contenti di farsi consigliare. Una canzone che dura 6 minuti si può portare a 3….e un verso di 4 righe, con la sintesi, lo puoi portare a 2”.

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