Bilancio 2013 del Comune di Matera, il commento del consigliere Adriano Pedicini

 

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Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale Adriano Pedicini, presidente della Commissione Bilancio del Comune di Matera:

“Fuori controllo e totalmente febbricitanti le dichiarazioni del sindaco Adduce illustrate alla stampa nel delineare il bilancio 2013 della sua amministrazione; confonde l’appeal  internazionale di Matera derivante da quell’essenza  speciale di essere una città che si impone da sola sullo scenario internazionale per la sua immagine naturalistica e paesaggistica, con la sua conduzione gestionale che rende marginali e dissacranti le reali potenzialità.  Tuttavia al sindaco deve riconoscersi l’abilità di esaltare i punti di debolezza della sua amministrazione per farli diventare, solo con le parole, forza trainante per una grande propaganda pubblicitaria che nella sostanza nulla produce. L’esempio più classico di tale affermazione viene dalle sue stesse dichiarazioni iniziali: il trasferimento del mercato. Afferma di spostarlo entro il 2014; ma non doveva traslocare nel 2010? Non era uno dei punti immediati del suo programma? Le ricadute positive per i cittadini, i posti di lavoro cresciuti, l’edilizia scolastica, la mobilità urbana, il PUM, la ZTL, il piano strategico, la differenziata, l’arredo urbano, questi i punti enunciati in modo enfatico, assumono rilievo positivo solo nei discorsi del suo esecutivo, per la gente di questa città le opinioni sono totalmente divergenti. Per questo, ritengo doveroso offrire una risposta tecnica sulla questione tasse, nella quale si afferma che non siano state aumentate. In qualità di Presidente della Commissione Bilancio, ritengo che il 2013 debba essere ricordato come l’anno dell’aumento incontrollato della tassazione locale; questo è verificabile da ogni cittadino col semplice raffronto di quanto pagava per la raccolta dei rifiuti lo scorso anno ed accertare che nel 2013 la TARES è semplicemente raddoppiata, mentre per alcune categorie commerciali sia quadruplicata. Si sono introdotte maggiori tasse, che hanno ridotto il potere d’acquisto e depresso l’economia locale. Dall'analisi del sindaco è emerso un quadro semplicistico, ha fatto quadrare i conti aumentando le tasse anche per i ceti meno abbienti; in sede di approvazione di bilancio, sono stati recuperati 3,3 milioni di euro in modo sbrigativo: l’IMU sulle seconde case lievitato di 2 punti, dallo 0,76 allo 0,96% così si sono recuperati 2,8 milioni di euro; abbassamento della sogna di esenzione IRPEF portandola a 10.000, (il 2012 a 15.000), si sono recuperati di fatto poco più di 500.000 euro. L’aumento del costo del biglietto per il trasporto urbano e le mancate entrate, come quelle derivanti dalla gestione dei servizi, sono il simbolo dell’inefficienza. Un discorso a parte meritano i bandi dove si è nel più totale stallo, mentre, ad esempio, da due anni il comune non incassa un centesimo dalla gestione dei parcheggi, perdendo oltre 300.000 euro. Da una parte le tante tasse dall’altra l’incapacità di riscuotere piccole e grandi somme, è questa la vera visione delle cose. E che dire dei tanti giudizi che pendono presso i tribunali più diversi che spesso ci vedono soccombere per cifre considerevoli; i cittadini pagano senza averne colpe, di questo alcun accenno del sindaco; alcuna valutazione critica. Questo è il risultato di mancate programmazioni, di una gestione poco attenta, di una visione miope dell’economia di questa città; eppure già lo scorso anno l’allarme era risuonato quando si trovarono difficoltà nel pagare le bollette energetiche, si dimentica che in alcune strutture nel 2013 è stata sospesa l’erogazione dell’energia? Che la tesoreria comunale più volte è stata pignorata? Il bilancio 2013 non fa altro che innalzare a livelli record l’indice di tassazione nella città: non esiste una minima revisione che preveda il recupero dei crediti; un programma di investimenti atto alla riduzione dei costi energetici; una sintesi economica che guardi al dove risparmiare. Senza considerare il fatto che non c'è traccia di un piano straordinario di sburocratizzazione ed informatizzazione. Scelta sbagliata è stata anche la tassa di soggiorno, che produce qualche spicciolo alle casse comunali, e tanto disagio al comparto ricettivo mettendo a rischio la capacità competitiva dell’intero comparto alberghiero. Ci saremmo aspettati una coraggiosa operazione di spending review , che puntasse a coprire almeno parte di quei 3,5 milioni di “buco” del 2013, che a pagarlo non fossero solo le famiglie, in un momento drammaticamente complicato per la comunità materana, con la già ridotta capacità di produzione di ricchezza delle imprese. Si ha il fondato timore che i sacrifici li abbiano fatti solo i contribuenti mentre la Casa Comunale continua nell’elargire lauti stipendi, non rinuncia ad auto lussuose, né ad autisti a disposizione; dove si persevera nella spesa per incarichi esterni con laute parcelle; dove si commettono fatali errori che costano milioni di euro e scaricati sull’ignaro cittadino”.

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