Povia: "Vale sempre la pena schierarsi dalla parte dei bambini". Il cantautore al Festival di Muro

 

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Si è messo a studiare economia, abbraccia le tesi di Charles Goodhart, ha deciso di autoprodurre un cd, Nuovo Contrordine Mondiale in cui la maggior parte delle canzoni vertono su temi di economia, finanza e politica. Il cantautore Giuseppe Povia riesce a spaziare su temi di stretta attualità – sulla sua pagina Facebook sta prendendo posizione in merito alla polemica sui vaccini – e lo fa con cognizione di causa. Non è schierato politicamente, si definisce “libero” per essere libero di criticare, dice ciò che pensa senza timore delle conseguenze, attirandosi puntualmente giudizi negativi e antipatie trasversali. Ma anche tanti estimatori che ne apprezzano il coraggio di parlare senza peli sulla lingua

Con Invertiamo la rotta, il concerto dibattito ideato insieme all’avvocato Gianfranco Amato, si è rivelato un oratore eccezionale nel rendere comprensibili a tutti concetti non sempre semplici.

Insomma, Povia, dai Bambini fanno oh ai brani d’amore fino alla difesa dei valori della famiglia tradizionale, ne ha fatta di strada.

Rimane, in ogni caso, un cantautore originale ed è in questa veste che sarà a Muro Lucano, sabato 24 e domenica 25, nell’ambito della quinta edizione del concorso nazionale "Festival Della Canzone" voluto dal direttore artistico Luigi Remollino.

Ilmiotg ha intervistato Povia.

Sei un cantautore impegnato, non esiti a esprimere le tue opinioni – spesso in controtendenza - su politica, economia, famiglia, vaccinazioni, gender... Con l’avvocato Gianfranco Amato (presidente dell’organizzazione “Giuristi per la vita”, segretario nazionale de Il Popolo della Famiglia e in prima linea nel campo della bioetica) hai ideato un format di informazione e intrattenimento che sta facendo registrare il tutto esaurito ad ogni tappa, “Invertiamo la rotta”, contro la dittatura del pensiero unico. In tanti ti seguono e ti stimano ma sono tante anche le critiche che, ogni volta che esprimi un parere, attiri: dai detrattori - accaniti sui social - alle minacce agli atti vandalici subiti fino ai concerti “blindati” per evitare ulteriori problemi. Ne vale la pena?

“In realtà i concerti sono sempre pieni di gente e di divertimento. I contestatori ormai sono tutti stivati su internet, come vuole il grande potere. Vale sempre la pena schierarsi dalla parte dei bambini e dei poveri”.

Sarai a Muro Lucano ospite del festival della canzone. Sei stato docente in numerose Masterclass di canto, secondo te qual è il valore aggiunto per emergere nel campo della musica?

“Il contenuto delle canzoni prima di tutto e poi riuscire a non fare le cose a tavolino, cercando il più possibile di distinguersi al meglio e con particolarità ogni volta che si ha l'occasione di stare sul palco. Non bisogna avere paura di dire e non bisogna omologarsi alla corrente”.

Qual è l’album che ti è più caro?

“Nuovo Contrordine Mondiale, è il settimo album ed il più caro, nel senso che l'ho pagato di più. Però è unicamente di mia proprietà”.

Tra agosto e settembre hai tre date in Basilicata. Qual è il tuo rapporto con questa regione, nella quale peraltro torni ogni anno?

“Tornare ogni volta in Basilicata è un gioia, la gente partecipa e si lascia coinvolgere e poi.... anche la Basilicata fa, e sottolineo fa, parte dell'ex regno delle Due Sicilie. Un sud che era potente sia industrialmente che militarmente. Poi derubato dal nord”.

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